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ROMA – Alla trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” si è parlato degli italiani residenti in Sri Lanka. Al momento i connazionali residenti in questo Paese sono circa mille. Il punto è stato fatto dall’Ambasciatrice d’Italia in Sri Lanka, Rita Mannella, collegata dalla capitale Colombo. L’Ambasciata italiana si è insediata in Sri Lanka negli anni ’60 segnando l’inizio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. 235 milioni di euro è il volume di scambi attualmente esistente tra Italia e Sri Lanka. Altri interventi sono stati quelli di Marco Buemi, che è stato più volte nel Paese, e Roberto Simone, general manager del settore turistico internazionale, collegato da Tangalle. In collegamento anche Isani Hewa del Consolato Generale dello Sri Lanka a Milano. L’Ambasciatrice italiana ha spiegato che lo Sri Lanka è ad oggi ancora poco conosciuto benché sia custode di una cultura millenaria. “E’ un Paese con un’identità molto forte; nonostante ciò riescono a convivere etnie e religioni diverse”, ha spiegato Mannella sottolineando come la comunità italiana attualmente presente sia numericamente non molto estesa. “Ci sono dei pensionati che hanno comprato delle case e vivono nelle zone più turistiche; poi c’è una dinamica comunità imprenditoriale che ha investito in Sri Lanka”, ha aggiunto Mannella parlando anche del ruolo particolare delle Maldive nel settore imprenditoriale e turistico italiano con una presenza importante di resort gestiti proprio da italiani. “Le potenzialità del Paese sono enormi”, ha spiegato Buemi evidenziando la presenza di zone patrimonio Unesco e di zone ad alta biodiversità con oasi naturali. Altri due punti forza sono “la multiculturalità e la presenza di più religioni che ne fanno un Paese da studiare”, ha aggiunto Buemi parlando poi del cibo che è molto particolare racchiudendo diversi Paesi d’origine. “Lo Sri Lanka è chiamato anche l’isola delle spezie”, ha precisato Buemi focalizzandosi infine sul passato di questo Paese che è stato caratterizzato da 25 anni di guerra civile. “E’ però un Paese che si è ripreso completamente e non si notano oggi contrasti interetnici grazie a un processo di pacificazione molto forte”, ha spiegato Buemi ricordando altresì che attualmente si sta vivendo l’instabilità dovuta alla svalutazione della moneta locale, con un mercato fermo e un problema di rifornimento di beni essenziali: quest’ultimo causato dalla guerra in Ucraina che ha ostacolato le esportazioni. Dal punto di vista politico si registra invece una certa stabilità. “E’ un popolo molto tollerante nei confronti di chi viene da fuori proprio perché ha vissuto internamente questi scontri dovuti alle intolleranze religiose”, ha sottolineato Buemi ricordando che un 70% della popolazione è buddista, un 14% è induista mentre un restante 16% è musulmana e cristiana seppur con una leggera prevalenza dell’Islam sul Cristianesimo. “Lo Sri Lanka viene da tre grandi periodi coloniali: prima l’olandese, poi il portoghese e infine l’inglese”, ha puntualizzato Buemi ricordando che la stessa città di Colombo è un po’ lo specchio di questo colonialismo nelle sue stratificazioni. Il manager Simone ha definito il turismo come una sorte di “ambasciatore” di questo Paese rendendo attrattivo lo Sri Lanka. Al contrario degli italiani nel Paese asiatico, i cittadini dello Sri Lanka sono invece molto numerosi in Italia: come ha spiegato l’assistente consolare Hewa, nel 2021 i cittadini dello Sri Lanka presenti in Italia erano circa 112mila. “I primi arrivi in Italia si sono registrati verso la fine degli anni ’70 quando molte donne hanno cominciato a emigrare verso l’Italia per lavorare nelle case di riposo”, ha raccontato Hewa parlando più in generale di una comunità ormai ben integrata nel tessuto italiano. (Inform)