ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Alla plenaria del CGIE il Presidente della Commissione Promozione Sistema Paese all’Estero e Made in Italy Massimo Romagnoli è intervenuto sul quanto elaborato dalla V Commissione, competente in modo specifico sulla promozione del sistema Paese e del Made in Italy. Romagnoli ha spiegato che, nel corso dell’anno, l’attività della Commissione è stata intensa ed è stata orientata al coinvolgimento degli italiani all’estero quale parte integrante di questa promozione sistemica, anche dal punto di vista culturale. “L’obiettivo è valorizzare le comunità dei residenti all’estero non solo come destinatari di servizi e come espressione storica dell’emigrazione italiana ma come rete strategica del Paese: gli italiani all’estero sono infatti un patrimonio di competenze, relazioni, imprese, professioni, esperienze e capacità di collegamento coi mercati internazionali”, ha spiegato Romagnoli definendo i connazionali all’estero come i primi ambasciatori di questo complesso sistema Paese. Il Presidente ha spiegato che, in quest’ottica, la Commissione ha voluto coinvolgere tutti gli attori partecipi di questo esteso tessuto produttivo e anche le istituzioni rappresentative del mondo degli italiani all’estero. Export, internazionalizzazione delle imprese, transizione energetica ma anche valorizzazione dei frontalieri e dei pensionati sono stati i temi chiave che hanno orientato i lavori della Commissione insieme al rafforzamento dei legami tra CGIE, Comites, rete diplomatico-consolare, ICE, Istituti Italiani di Cultura, camere di Commercio e associazioni imprenditoriali. Romagnoli ha spiegato che il sistema Italia all’estero non poteva limitarsi ai soli aspetti culturali, dovendo puntare anche alle questioni di natura economica che interessano l’Italia nei mercati internazionali. “La Commissione ha affrontato argomenti di grande attualità per l’economia italiana, le imprese e le comunità all’estero”, ha aggiunto Romagnoli ricordando che, tra i temi trattati durante i diversi incontri, c’è stato anche quello dei dazi americani e dei suoi effetti sull’economia. “Quello degli Stati Uniti è da sempre per noi un mercato strategico”, ha aggiunto Romagnoli spiegando quanto i dazi abbiano comportato alcuni problemi in un mercato che continua comunque a restare determinante per l’export italiano. Qualità, innovazione e riconoscibilità del Made in Italy sono tre aspetti centrali nella visione portata avanti dalla V Commissione, nella consapevolezza di doversi però aprire anche ad altri mercati, come quelli asiatici. “Le comunità italiane all’estero possono facilitare le relazioni commerciali e la promozione di prodotti italiani autentici, rafforzando l’immagine dell’Italia nel mondo”, ha evidenziato Romagnoli parlando anche di un altro tema affrontato negli incontri della Commissione: quello della transizione energetica. “Non è solo una sfida ambientale ma anche una trasformazione economica e industriale che riguarda le imprese italiane all’estero”, ha aggiunto Romagnoli puntando sulla relazione tra sostenibilità e competitività tenendo conto dell’impatto delle nuove normative europee. “Gli italiani all’estero non devono essere considerati solo come comunità da assistere”, ha precisato Romagnoli evidenziandone il ruolo attivo dei diversi ambiti lavorativi e professionali. Sui frontalieri, Romagnoli ha parlato di una cifra che si aggira attorno alle 115mila unità di persone che quotidianamente valicano un confine per lavorare, rientrando a fine giornata in territorio italiano: l’esempio è andato alla Svizzera, a San Marino o al Vaticano. “Il Made in Italy è un patrimonio nazionale basato su cultura, capacità produttiva e reputazione delle nostre filiere produttive”, ha sottolineato Romagnoli auspicando il rafforzamento del contrasto della contraffazione dei prodotti italiani. Romagnoli ha infine evidenziato il ruolo importante di Confindustria nel processo di valorizzazione del Made in Italy e dell’export. (Inform)