ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – L’ultimo giorno di lavoro dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si è svolto presso il Cnel. I lavori sono stati aperti dal Vice Presidente del Cnel Claudio Risso. “Desidero innanzi tutto portarvi – ha esordito Risso – i saluti istituzionali del Cnel e del suo Presidente Brunetta, ringraziandovi per questa occasione di confronto che rafforza ulteriormente il rapporto di collaborazione tra il Cnel e il Cgie. Accogliervi qui non ha soltanto un valore formale. Il Cnel rappresenta da decenni un luogo di dialogo sociale e di confronto fra le istituzioni, i corpi intermedi e le rappresentanze della società italiana”. “Gli italiani all’estero – ha proseguito il Vice Presidente – non rappresentano soltanto la memorai storica della nostra emigrazione, ma una componente viva dinamica e strategica del sistema Italia. E’ significativo che proprio qui in questo luogo delle istituzioni si sviluppi una riflessione dedicata agli italiani nel mondo, alle nuove mobilità, ai giovani expat, e al rapporto tra identità nazionale innovazione e futuro del Paese. E’ in questo spirito che si inserisce il lavoro comune che Cgie e Cnel stiamo portando avanti”. “Abbiamo organizzato nel mese di novembre – ha continuato Risso – il primo incontro inter operativo tra Cnel e Cgie, successivo all’accordo istituzionale del 1 di ottobre ed abbiamo individuato due priorità: gli incentivi al rientro e la ricostruzione dei materiali storici elaborati dal Cnel in materia di emigrazione italiana all’estero. Tutti i documenti che oggi ho il piacere di consegnare alla Segretaria Generale del Cgie, sono stati raccolti e digitalizzati su supporti elettronici”. Rizzo ha inoltre spiegato come nei documenti sia presente una mappatura degli incentivi al rientro realizzata attraverso dati e analisi e ricerca svolta dall’ufficio VI del Cnel. “Una piattaforma molto ampia – ha aggiunto – che raccoglie in forma organica oltre 50 anni di produzione documentale. Dalla stagione dell’emigrazione di massa fino alle più recenti questioni sulla mobilità qualificata”. Il Vice Presidente ha anche segnalato un altro lavoro del Cnel, che andrà completato con il Cgie, ovvero uno studio sul contributo economico delle comunità italiane all’estero. “Stiamo approfondendo – ha poi rilevato Risso – anche il fenomeno dei giovani expat. Dal 2011 al 2023 circa 550.000 giovani, tra i 18 e 34 anni, hanno lasciato l’Italia con un saldo migratorio negativo di circa 370 mila unità, senza che vi sia stato un corrispondente afflusso verso l’Italia di giovani provenienti da atri Paesi”. Si tratta del progetto “Giovani expat. Diamo voce ai protagonisti del cambiamento” che il Cnel sta portando avanti, insieme al Cnel per raccogliere le testimonianze dei giovani italiani all’estero . “Io sono convinto – ha concluso Risso – che il lavoro che portiamo avanti insieme rappresenta un laboratorio permanete di idee”.
Dopo l’intervento della Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi che ha parlato di “un regalo prezioso da parte del Cnel” e ha ricordato l’importanza della storia degli italiani all’estero che oggi ci consente di essere “solidi e forti”, ha preso la parola il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord Giuseppe Stabile che ha sottolineato come questa iniziativa documentale del Cnel consenta di sviluppare ulteriori interventi tecnici per ottenere i risultati auspicati. Stabile ha anche segnalato una proposta volta riattivare la filiera edilizia, in quanto questa filiera rappresenta uno degli asset strutturali dell’Italia. Una rigenerazione urbana che favorirebbe il rientro dei capitali e dei cittadini italiani all’estero frenati dalle lungaggini burocratiche. Si tratta di un suggerimento pratico e operativo volto a modificare alcuni aspetti del parere della sovrintendenza che al momento, secondo Stabile, in fatto di tempistiche rischia di non dare certezze a chi, proveniente anche dall’estero, vorrebbe ristrutturare un’abitazione in Italia . “Oggi – ha spigato Stabile – l’eliminazione del parere della sovrintendenza riguarda solo interventi di lieve entità, ad esempio se si sistema una finestra, per lavori più importanti questo parere è invece necessario, ma ci sono termini temporali che non consentano di avere la certezza della risposta. Sarebbe opportuna – secondo il Vice Segretario – l’estensione del silenzio assenzo anche alle autorizzazioni paesaggistiche ordinarie, nonché l’introduzione di termini temporali precisi, per esempio 60 – 90 giorni , per l’espressione del parere, per arrivare, dopo questo periodo di tempo, alla concessione dell’autorizzazione. Auspicata anche l’adozione di linee guida nazionali e vincolanti”. E’ stata poi la volta della Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione che ha illustrato la sua relazione sulla storia della rappresentanza degli italiani all’estero. Un lungo percorso iniziato con una legge consolare del 26 gennaio 1866 che prevedeva una rappresentanza della colonia. Mangione ha ricordato come tra l926 e il 1927 nascano i Comitati di assistenza agli italiani di nomina consolare (Coasit) “Dall’inizio del 900 – ha rilevato il Vice Segretario – ogni governo ha creato un organo burocratico preposto all’emigrazione come il Commissariato dell’Emigrazione del 1901, che viene sostituito dalla Direzione Generale degli italiani all’estero nel 31 e nel 33 dalla Direzione Generale per l’Emigrazione e gli Affari Sociali ”. Nel 1944 nascono poi Comitati di consulenza consolari (Cococo). Nel 1975 si tiene la prima Conferenza nazionale sull’emigrazione, ma debbono passare altri 10 anni prima che sia approvata, l’8 maggio 1985 la legge n. 205 che istituisce i Coemit, i Comitati per l’emigrazione italiana eletti per la prima volta nell’1986. Nel dicembre del 1988 si tiene poi la seconda Conferenza nazionale dell’emigrazione. A seguire l’approvazione della legge istitutiva del Cgie, del 6 novembre 1989. Per quanto poi riguarda la battaglia per il voto all’estero Magione ha spiegato come, grazie ad un’alleanza tra Mirko Tremaglia, Giovanni Bianchi e Piero Fassino, il 17 gennaio del 2000 si arrivi alla modifica dell’Articolo 48 della Costituzione che istituisce la circoscrizione Estero. Nel 2001 verrà poi approvata la legge ordinaria che stabilisce i requisiti e il numero dei seggi all’estero.
Al termine della relazione la Segretaria Generale Prodi ha evidenziato come questo approfondimento consenta, a chi si approccia al voto attivo e passivo all’estero, di sapere su quali spalle ci stiamo appoggiando. Dal canto suo il consigliere Walter Petruziello (Brasile) ha invece chiesto di sapere quali siano i passi da compire per chi decide di rientrare in Italia. A seguire Claudio Risso ha sottolineato l’importanza di costruire, dare opportunità, offrire conoscenza e di lavorare sul tema dell’identità che accomuna l’emigrazione di ieri e di oggi. Ha poi preso la parola il consigliere Gian Luigi Ferretti (Ugl) che ha evidenziato come molti passaggi della storia dell’emigrazione portino il nome di Mirko Tremaglia. Ricordato anche il contributo di Bianchi e Micheloni. Aniello Gargiulo (Cile) ha dal canto suo auspicato soluzioni nuove che consentano di accompagnare, ad esempio con il riconoscimento dei titoli di studio, i tanti giovani che si recano ad insegnare nelle scuole all’estero. E’ stata poi la volta di Filippo Ciavaglia (CGIL) che ha parlato della valenza dell’archivio storico sull’emigrazione del Cnel e della necessità di guardare con la massima attenzione alla ricostruzione del rapporto con le Regioni e il territorio. Dello stesso parere anche Risso che ha parlato dell’importanza delle aree interne da cui può partire un nuovo modello di sviluppo. Da segnalare infine la riflessione di Antonio Inchingoli (MCL) che ha rilevato come il primo passo per rientrare in Italia sia quello di crederci, seguire le norme e rifare comunità nelle nostre regioni. (Lorenzo Morgia – Inform)