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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Industria 4.0 e il lavoro che cambia al centro di un seminario europeo che le Acli organizzano a Bruxelles

ASSOCIAZIONI

 

 

ROMA – Due giorni per tornare a riflettere sul lavoro e sui cambiamenti della quarta rivoluzione industriale. Questa volta, però a Bruxelles, sede delle principali istituzioni dell’Unione europea. Si intitola “La dimensione etica del lavoro nell’era del lavoro digitale. Industry 4.0” il seminario che le Acli, in collaborazione con Eza promuovono oggi e domani a Bruxelles. I lavori si svolgono presso la sede del Cese (Comitato economico e sociale europeo) con la presenza di rappresentanti delle istituzioni europee, di accademici e di organizzazioni di lavoratori.

Il seminario si svilupperà in quattro sessioni che andranno ad approfondire le trasformazioni e le innovazioni che il digitale inevitabilmente apporterà nel mondo del lavoro ma anche le conseguenze che tali trasformazioni determineranno nella vita dei cittadini come dei lavoratori.

“L’Europa è il principale spazio di dialogo, di solidarietà e di pace che esiste nel mondo – ha affermato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. È su questo modello che dobbiamo costruire la nostra idea di futuro per le generazioni che verranno, perché l’Europa è la prima vera comunità mondiale che ha fatto delle proprie differenze una straordinaria ricchezza civile e culturale. La pace – continua Rossini – è la più grande conquista che l’Europa ha raggiunto. Per farlo, non ha dovuto sacrificare la propria spinta ideale.  Pace e lavoro sono strettamente collegati – conclude il presidente delle Acli – la quarta rivoluzione industriale sta cambiando l’identità dei lavoratori ed è sempre più necessario affiancare allo spazio economico il pilastro sociale”.

Industria 4.0 mette al centro non solo la crescita tecnologica ma soprattutto una crescita culturale della dimensione del lavoro. “Senza un’opera di ripensamento anche della logica che sta dietro all’istituzione industriale vecchio – ha dichiarato Matteo Bracciali, responsabile dipartimento internazionale, servizio civile Acli – sarà difficile anche solo immaginare una nuova centralità della persona e una tecnologia realmente funzionale alla sua realizzazione professionale e umana. In questo passaggio un ruolo importante è affidato alle istituzioni politiche che devono prevedere e accompagnare un simile processo affinché non si sviluppi in maniera meccanicistica, a scapito dei lavoratori. Così come altrettanto importante sarà la presenza e il ruolo di pungolo e critica della società civile e delle organizzazioni dei lavoratori”. (Inform)

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