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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato alla sala stampa della Camera il concorso internazionale Pizza Bit Competition UK

CAMERA DEI DEPUTATI

Su iniziativa del deputato Simone Billi (Lega – ripartizione Europa)

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Si è tenuta presso la sala stampa della Camera la presentazione del concorso internazionale Pizza Bit Competition UK, ideato da Molino Dellagiovanna per valorizzare e promuovere i migliori pizzaioli professionisti. La pizza rappresenta oggi una delle espressioni più riconoscibili del Made in Italy nel mondo e uno strumento di promozione di cultura, tradizione, qualità e innovazione oltre i confini nazionali. La presentazione è stata promossa dal deputato Simone Billi (Lega – ripartizione Europa), Presidente del Comitato sugli Italiani nel Mondo. Dopo le prime quattro edizioni che ha coinvolto oltre 2.000 professionisti del settore, e dopo essere approdato in Spagna nel 2025, il format arriva per la prima volta nel Regno Unito: uno dei mercati più dinamici e interessanti per l’evoluzione della pizza artigianale di qualità. Le selezioni si svolgeranno nelle seguenti date: 8 settembre 2026 – Pizza Nerds, Londra; 29 settembre 2026 – Pizza Solutions, North Yorkshire; 20 ottobre 2026 – Fatto a Mano, Brighton.La finale nazionale si terrà il 18 novembre 2026 a Londra, nell’ambito dell’European Pizza Show, dove verrà eletto il nuovo Dallagiovanna Pizza Ambassador UK.  Nel suo intervento il deputato Billi ha parlato dell’importanza del ‘soft power’ italiano.  Il deputato ha sottolineato come siano da valorizzare all’estero sempre più non solo i prodotti enogastronomici ma anche quelli industriali e il design. La moderatrice Livia Martini ha dal canto suo rilevato come il mercato della pizza abbia già un importante seguito nel Regno Unito dove, dunque, non rappresenta certamente una novità. Sabrina Dallagiovanna (manager di Molino Dallagiovanna) ha parlato della pizza come di un prodotto identificato con l’Italia anche per i suoi ingredienti tradizionali: farina, mozzarella e pomodoro. “All’estero il prodotto è sempre più riconosciuto da un consumatore più attento a consapevole rispetto a ciò che mangia”, ha spiegato Dallagiovanna evidenziando che il Regno Unito è sicuramente un mercato assai ricettivo dove la pizza è vissuta molto bene.  Antonio Braccio (titolare di Fatto a Mano Pizzeria) ha spiegato che sono stati necessari diversi anni per far apprezzare davvero la pizza alla clientela britannica ma non solo, considerando quanto è multietnica ad esempio l’Inghilterra. “La nostra idea è quella di non strafare, restando legati alla tradizione”, ha sottolineato Braccio individuando nell’autenticità e nella semplicità due elementi chiave del successo della pizza, sia di quella napoletana che di quella ormai diffusa un po’ ovunque in territorio italiano con diversi stili. Salvatore Aloe (socio fondatore di Pizzeria Berberé) ha posto in evidenza la complessità di una città come Londra che è iper-competitiva, soprattutto nel settore della ristorazione. “Prima ancora di filiera, produzione e ingredienti, per noi esiste un’impostazione culturale insita in maniera viscerale: c’è sentimento e rapporto con il cibo”, ha spiegato Aloe secondo il quale il segreto del successo della cucina italiana è quello di tirare fuori sempre il meglio dall’unione delle materie prime. Aloe ha anche posto l’attenzione sull’importanza del sapersi evolvere  Andrea Salvagni (manager di Salvo 1968) ha spiegato che la Brexit ha influenzato negativamente, nella complessità doganale e negli extra costi, l’importazione di prodotti freschi necessari alla cucina italiana. Ha poi ripeso la parola Simone Billi ha precisato come, dal punto di vista macroeconomico, l’export italiano nel Regno Unito sia è aumentato di circa 2 miliardi dal 2019 al 2024. “L’export italiano ha tenuto in un quadro generale”, ha evidenziato Billi ricordando che l’export ha saputo resistere anche ai dazi di Trump. Tornando nello specifico al Regno Unito, il deputato ha espresso soddisfazione per il lavoro diplomatico svolto dalle istituzioni al fine di trovare soluzioni alle problematiche burocratiche imposte dalla Brexit. (Inform)

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