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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Meeting di Rimini: l’intervento del Ministro degli Esteri Tajani nel Panel “La speranza di Ri-costruire nella terra dei Cedri”

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(Fonte foto Farnesina)

RIMINI – Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani è intervenuto al Meeting di Rimini nell’ambito del Panel “La speranza di Ri-costruire nella terra dei Cedri”. Ha introdotto l’incontro Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS. “Noi abbiamo fortemente voluto – ha spiegato nel suo intervento il Ministro – che il negoziato tra Libano ed Israele si svolgesse a Roma. Tutto questo servirà a costruire la pace in Libano, ed inoltre contribuirà a costruire la pace nell’intero Medioriente. Abbiamo anche dato sostegno alle popolazioni Libanesi che soffrono attraverso la cooperazione allo sviluppo per il Libano. Abbiamo anche fornito contributi economici, cercando soprattutto di aiutare la popolazione cristiana nell’area di confine con Israele. Altro elemento – ha proseguito Tajani – è quello del recupero della sovranità libanese sul territorio nazionale, noi sosteniamo il Presidente Aoun, sosteniamo le forze armate. Ho avuto un colloquio con il Capo delle forze armate, ribadendo l’impegno dell’Italia con UNIFIL, ma anche con la missione bilaterale, che stanno lavorando per formare le forze armate libanesi. Il nostro impegno è quello di rimanere sul territorio libanese , noi vogliamo essere lì per la restituzione del territorio alla sovranità di Beirut”. Il Ministro ha poi rilevato l’importanza di proteggere le comunità cristiane in Medioriente, in quanto garantiscono uno strumento di dialogo e confronto a sostegno della pace. Tajani ha inoltre parlato dell’abolizione della pena di morte in Libano, che per il Ministro è stata una grande mossa di coraggio da parte del Paese. “Il nostro compito come italiani – ha poi affermato il Ministro nel corso del dibattito – è quello di occuparci del Libano, non con un’ottica di egemonia, ma con un’ottica realistica, che, con l’aiuto degli Stati Uniti, sia capace di favorire il dialogo interreligioso. Dobbiamo favorire il dialogo tra cristiani, sunniti e sciiti. In proposito  ho sempre detto che le forze armate libanesi, che manterranno la piena sovranità dello stato in tutto il territorio nazionale, dovranno essere forze interreligiose, composte da cristiani, sunniti e sciiti insieme. Noi come europei – ha aggiunto Tajani – dobbiamo aiutare da un punto di vista economico le popolazioni che soffrono di più, l’aiuto umanitario deve essere promosso in Libano. L’Italia ha già fatto la sua parte, ma credo che anche l’Europa debba fare la sua. Un’Europa che deve essere molto più presente in Medioriente come portatrice di pace, perché molte sono le iniziative dei singoli stati, ma non c’è un’unità di vedute”. “Bisogna far sì che l’Europa – ha continuato il Ministro – sia più consapevole di un’azione forte, non soltanto al confine orientale, ma anche verso il sud, se c’è una critica da fare all’Europa è quello di non guardare al sud del mondo, errore che per me rischia di fare anche la Nato, cioè c’è sempre molta attenzione alla frontiera orientale, e non si guarda abbastanza al Mediterraneo”. “L’Europa – ha spiegato Tajani – dovrebbe essere più mediatrice attiva e determinata nell’essere strumento di pace, garante di mediazione, magari facendo una missione europea come quella di ASPIDES ed ATLANTA, per garantire la transizione dalla presenza militare israeliana ad una libanese”. Il Ministro ha concluso la sua riflessione sottolineando il ruolo cruciale dei militari italiani in Libano, ricordando che sono dei portatori di pace e non di guerra. (Lorenzo Morgia – Inform)

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