CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Dopo il via libera della Commissione Affari Costituzionali della Camera è approdata nell’Aula di Montecitorio a la proposta di legge Bignami C. 2822 2822 recante “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”. Ricordiamo, come illustrato in I Commissione dal deputato Andrea Di Giuseppe (FdI- ripartizione America Settentrionale e Centrale), che nell’articolo 4 della proposta di legge si prevede che, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, vengano adottate per via regolamentare alcune modifiche al regolamento previsto con il decreto del Presidente della Repubblica n°104 del 2003, di attuazione della legge n. 459 del 2001 sul voto degli italiani residenti all’estero. Di Giuseppe ha spiegato come le modifiche siano finalizzate a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero. Al comma 1 si prevede introduzione di misure per garantire che il processo di stampa delle schede e dei certificati elettorali si svolga in modo da evitare la stampa di schede e certificati non autorizzati; una nuova disciplina della spedizione dei plichi dai Consolati al domicilio degli elettori, con introduzione di misure per contrastare i fenomeni di furto o smarrimento del materiale elettorale; una nuova disciplina delle modalità del voto per corrispondenza con l’introduzione di modalità volte a consentire la verifica dell’identità di chi compila le schede elettorali e a contrastare ogni forma di condizionamento o coercizione nell’esercizio del voto e la possibilità che gli elettori esprimano un voto multiplo. Previste altresì misure volte a rendere più efficace ed agevole la verifica della validità del voto espresso per corrispondenza in occasione delle operazioni di scrutinio delle schede elettorali pervenute dall’estero . Sulle nuove misure introdotte sul voto all’estero dal provvedimento dubbi sono stati espressi dai deputati del Pd sia nel dibattito in I Commissione che in quello presso l’Aula. Il deputato Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, ha sottolineato, in Commissione Affari Costituzionali, come, pur condividendo pienamente l’obiettivo di garantire trasparenza e sicurezza alle operazioni di voto all’estero, vi sia l’esigenza che tali misure non inficino il principio di universalità del voto, che rappresenta un presidio per assicurare la piena partecipazione alle elezioni dei cittadini residenti all’estero. Il deputato ha inoltre auspicato che non vengano introdotte misure volte a modificare la dimensione delle circoscrizioni elettorali all’estero. Della necessità di non ridefinire le circoscrizioni all’estero ha anche parlato, nell’Aula di Montecitorio, il deputato Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, che ha ricordato come agli oltre 7 milioni di cittadini e cittadine all’estero, se si votasse con le stesse regole dell’Italia , spetterebbero dai 30 ai 40 rappresentanti, contro i 12 parlamentari previsti allo stato attuale.(Inform)