APPUNTAMENTI
Questa sera all’IIC un’iniziativa per la serie “Giovani ricercatori italiani in viaggio tra Oriente e Occidente” organizzata i collaborazione con la Società Dante Alighieri
HAIFA – È in programma questa sera alle ore 19 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Haifa la conferenza di Toni Veneri, ricercatore all’Università di Haifa, dal titolo “Le molte identità di Leone l’Africano”, organizzata in collaborazione con la Società Dante Alighieri. L’iniziativa – in lingua italiana – si svolge nell’ambito degli incontri “Giovani ricercatori italiani in viaggio tra Oriente e Occidente”.
Al-Hasan al-Wazzan, più noto come Leone l’Africano, nasce a Granada poco prima della presa della città da parte di Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia (1492), che con questa impresa portavano a termine la reconquista cristiana della penisola iberica. Trasferitosi a Fes in Marocco, dopo gli studi al-Hasan intraprende lunghi viaggi per affari di commercio e missioni diplomatiche su incarico dei sovrani maghrebini, compiendo più volte la traversata del deserto, raggiungendo Timbuctù e i regni del Sudan, l’Egitto e la Barberia, navigando fino a Costantinopoli e compiendo il pellegrinaggio rituale alla Mecca. Nel 1518, di ritorno da un’ambasciata in Egitto, al-Hasan viene catturato da un corsaro cristiano e donato al pontefice Leone X: dopo un anno di prigionia, ma anche di studi e di catechizzazione, un solenne battesimo in San Pietro gli assegna il nome del protettore, Johannis Leo de Medicis, e gli restituisce la libertà al prezzo della conversione. Giovanni Leone, che in arabo si firma Yuhanna al-Asad, rimarrà in Italia sicuramente per altri sette anni, fino al Sacco di Roma, lavorando al servizio di nobili e prelati. Compilerà opere in italiano e in latino, in parte perdute, destinate a far conoscere a un pubblico europeo diversi aspetti della civiltà islamica, dalla grammatica alla metrica araba, dalle dottrine religiose alle scuole di giurisprudenza. Ma l’opera per la quale verrà ricordato e che gli varrà l’appellativo di Africano è l’imponente Descrittione dell’Africa, che verrà pubblicata a Venezia nel 1550 e rimarrà a lungo un riferimento indispensabile per la conoscenza europea dell’Africa continentale. L’ambigua figura di Leone, da sempre oggetto di contesa, è stata di volta in volta associata a un’immagine diversa: perfetto umanista rinascimentale, depositario di un’intera tradizione araba e islamica, sospetto se non addirittura pericoloso trasgressore di confini geografici e religiosi, eroe nazionale marocchino, esempio di mediazione culturale fra Oriente e Occidente, infine fonte storica di ispirazione per il cosmopolitismo contemporaneo.
Nella presentazione queste vicende verranno brevemente esposte con particolare attenzione alla recente riscoperta di Leone, segnata dal successo del romanzo Léon l’Africain (1986) di Amin Maalouf e dalla pubblicazione del volume Trickster Travels (2006) da parte della storica Natalie Zemon Davies.
Veneri si è formato a Trieste, dove ha conseguito i titoli di archivista (2009) e di dottore di ricerca in Scienze Umanistiche (2011) e dove è cultore della materia in Letterature Comparate e Teoria della Letteratura. Oltre a svolgere le funzioni di direttore dell’Istituto Gramsci del Friuli Venezia Giulia e insegnare materie letterarie nei licei, sta attualmente svolgendo un periodo di ricerca post-dottorale presso l’Università di Haifa. Fra le sue principali aree di interesse: la costruzione letteraria e scientifica dello spazio in età medievale e moderna; la letteratura di viaggio nei suoi incontri con la storia della cartografia, dell’arte, della stampa e della diplomazia; le questioni teoriche legate ai rapporti fra storia e letteratura. (Inform)