ISTITUZIONI
(fonte foto Presidenza del Consiglio)
ROMA – Il Presidente del Consiglio Meloni ha incontrato a Roma il Cancelliere Federale della Repubblica d’Austria Karl Nehammer. “Con l’Austria – ha affermato Meloni nel suo intervento- è per noi essenziale una collaborazione assidua, tra Stati che sono entrambi Stati membri ma che sono anche Stati vicini, dove la nostra cooperazione bilaterale continua a crescere: a ogni livello e, ovviamente, in seno all’Unione europea”. “Siamo due nazioni – ha continuato il Premier – che soffrono la forte pressione dei flussi migratori e questo è stato uno dei temi sui quali Austria e Italia si sono trovate in questi mesi a collaborare e intendono collaborare ancora di più. Noi avremo un importante Consiglio europeo, nel mese di giugno, nel quale la Commissione europea sarà chiamata a presentare più concretamente gli strumenti relativi al cambio di paradigma che insieme abbiamo chiesto. Nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nella gestione europea dei flussi migratori, nell’attenzione a tutte le rotte, compresa la rotta mediterranea, compresa la rotta marittima che chiaramente non può essere affrontata come le altre, ma tutte le rotte e tutti i confini esterni dell’Unione europea devono essere difesi. Su questo stiamo collaborando e collaboreremo ancora di più nelle prossime settimane. Ma c’è sicuramente grande sinergia tra noi. Abbiamo parlato di come l’Europa debba lavorare in una fase difficile per garantire sicurezza anche in ambito economico”. “Il Covid, la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina – ha proseguito Meloni – hanno modificato lo scenario geopolitico ed economico e questo tema non può non essere tenuto in considerazione, nel momento in cui andiamo a definire le nuove regole sul Patto di stabilità. L’Europa si è data grandi obiettivi, sono obiettivi che condividiamo: la transizione energetica, la transizione verde, ma lo stesso sostegno all’Ucraina contro la guerra di aggressione russa è una delle nostre priorità. Rispetto alla proposta che abbiamo visto della Commissione, pensiamo che non si possa non tenere in considerazione gli investimenti che sono necessari a queste strategie. Sarebbe una scelta miope, dal mio punto di vista, quella di puntare sulla transizione verde, sulla transizione digitale, su una capacità maggiore dell’Unione europea di investire sulla propria difesa e poi non tenere conto di queste priorità nel calcolo del rapporto deficit/PIL, nelle nuove regole di governance europea. La nostra collocazione geografica comporta importanti sfide e opportunità ma anche alcune difficoltà che negli anni abbiamo incontrato e che penso si possano superare con un franco dialogo tra amici che vogliono risolvere i problemi. Penso, ad esempio, al tema delle limitazioni del traffico dei mezzi pesanti in Austria: ne abbiamo parlato, chiaramente penalizzano i forti rapporti economici tra due dei più importanti sistemi industriali d’Europa, che sono in particolare l’Italia e la Germania. Su questo tema noi continuiamo a lavorare per cercare una soluzione condivisa come si conviene ovviamente tra nazioni vicine e amiche”. La Meloni ha poi ricordato come le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Germania siano positive con prospettive di crescita. “Il nostro interscambio – ha aggiunto il Premier – è superiore a 28 miliardi di euro nel 2022 e siamo il secondo partner commerciale dell’Austria dopo la Germania. Siamo uniti da quattro infrastrutture strategiche di portata europea e ovviamente intendiamo intensificare anche queste infrastrutture. E questo porta a un altro importante tassello della nostra cooperazione, che riguarda il tema dell’energia. L’Europa affronta una situazione energetica come tutti sappiamo complessa, l’Italia ha fatto un grande lavoro per affrancarsi dalla dipendenza che aveva nei confronti della Russia, ma dobbiamo guardare avanti. Quello su cui il governo lavora è trasformare l’Italia in una sorta di hub energetico per l’approvvigionamento europeo. Voi capite bene quanto l’Austria sia, in questa strategia, fondamentale, sia per la nostra vicinanza, per la sua posizione geo-strategica, e quindi è un altro elemento sul quale siamo pronti a lavorare insieme. Un elemento che tra l’altro coinvolge anche i Paesi africani e quindi può creare un circolo virtuoso anche nell’affrontare il tema dei flussi migratori. Per secoli in Europa la vicinanza geografica ha comportato incomprensione, quando non guerra, tra gli Stati nazionali: non è più così, non dovrà più essere così. Penso che da questo punto di vista il modello di convivenza che è stato creato in Alto Adige sia un punto di riferimento per tanti. Credo che l’Italia, nella tutela e nella promozione delle minoranze linguistiche, abbia fatto un ottimo lavoro e credo che anche questo sia un elemento che salda la nostra amicizia”. Espressa infine convergenza sul sostegno a 360 gradi alla causa ucraina. (Inform)