direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Svizzera – I robot di Jacopo Tani

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, aprile 2020

Si chiama Duckietown, è nata nel 2016 e si compone di mini veicoli a due ruote con a bordo una paperella di gomma, che sfrecciano all’interno di una città in miniatura rispettando il codice della strada. Quello che sembra, a prima vista, un grande gioco, è in realtà una piattaforma tecnologica che nasce come progetto universitario per insegnare la robotica agli studenti del MIT, il Massachusetts Institute of Technology di Boston. Distribuita in 40 Paesi del mondo, la piattaforma Duckietown accompagna l’utente – sia studente, sia esperto del settore – in una serie di esperienze educative divertenti. Uno dei padri di questo «eco-sistema» è Jacopo Tani che oggi lavora al Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ), e che rappresenta uno dei tanti giovani italiani che nel mondo portano la loro professionalità di grande livello. «Mi sono laureato in ingegneria aerospaziale, e poi specializzato in sistemi di controllo automatico – ci racconta –. Oggi mi occupo, in particolare, di robotica. Per un motivo o per l’altro, ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare e imparare in posti eccezionali come il MIT e l’ETHZ che sono il sogno di tanti. Abbiamo creato Duckietown per portare l’educazione che ricevono i pochi privilegiati in queste università, in ogni casa e in ogni scuola del mondo».

Jacopo Tani è nato e cresciuto a Roma prima di lasciare l’Italia, a 27 anni. Dopo aver conseguito la laurea e un master, ha fatto domanda di ammissione a due programmi di dottorato: uno in Canada e l’altro negli Stati Uniti. La prima città che ha accolto Jacopo è stata Troy, un piccolo centro urbano nei pressi di Albany, capitale dello Stato di New York. Per quattro anni il giovane ingegnere ha vissuto in una realtà che contava pochissimi italiani di prima generazione, mentre al MIT di Boston lavorava a un progetto finanziato dalla NASA. Dopo sei anni di lavoro negli Stati Uniti e dopo essersi sposato con una collega scienziata cinese, anche lei emigrata da molti anni negli Stati Uniti, Jacopo ha accettato il trasferimento a Zurigo dove attualmente lavora presso il Politecnico Federale. «Il primo impatto con la Svizzera è stato molto positivo – ammette –. Zurigo è come una città delle fiabe: bella, pulita e ordinata. Il Politecnico Federale (ETHZ) è una grande università, con studenti brillanti e strutture all’avanguardia, uno staff competente e un ambiente di lavoro molto piacevole. Sono emigrato da adulto, ero una persona formata, e devo questa formazione all’Italia. L’identità italiana emerge nella passione con cui affronto i temi in ogni campo».

Nel progetto Duckietown le mini-auto hanno un sensore, una telecamera frontale, due motori elettrici per muoversi, e cinque LED per comunicare con gli altri robot. Le decisioni di controllo, elaborazione dati e immagini vengono prese dal veicolo attraverso un computer dedicato. «Stiamo assistendo all’alba di una nuova rivoluzione industriale che vede e vedrà sempre più macchine e algoritmi farsi spazio nelle nostre vite. Questa rivoluzione avrà enormi ripercussioni sociali specie nel campo dell’occupazione, causando l’obsolescenza e la trasformazione di molte professioni. Per mitigare questa inarrestabile transizione e supportarne il suo pieno potenziale che porterà enormi benefici a livello globale – conclude Jacopo –, è necessario educare le nuove generazioni e offrire opportunità di qualificazione o riqualificazione professionale alla nostra generazione». (Laura Napoletano – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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