ITALIANI ALL’ESTERO
LIMA – E’ in pieno svolgimento a Lima (Perù) i lavori della Commissione continentale America Latina del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Nella prima sessione pomeridiana si è svolto un approfondimento, allargato con collegamenti da remoto ai membri dei Comites e del Comitato di Presidenza del Cgie, sul recente terremoto che ha colpito il Venezuela coinvolgendo anche la numerosa comunità italiana presente in loco. Dopo l’intervento del deputato Franco Tirelli (Noi Moderati – Maie – ripartizione America Meridionale) che ha sottolineato la necessità di attivarsi per favorire l’arrivo presso il consolato di adeguate risorse al fine aiutare i connazionali che si trovano nelle zone del Venezuela colpite dal sisma, ha preso la parola il deputato Fabio Porta (Pd – ripartizione America Meridionale) che ha definito questa tragedia in Venezuela come una delle più grandi “che riguarda le nostre comunità all’estero e la nostra emigrazione”. “Dietro i numeri e i drammi ci sono sempre le persone”, ha spiegato Porta che all’indomani del terremoto si è attivato per rendersi conto di una tragedia che si inserisce in un’emergenza umanitaria già esistente: “una tragedia nella tragedia”, l’ha quindi definita Porta sottolineando che in Venezuela nel frattempo permane il problema delle carceri venezuelane dove si trovano anche detenuti italiani, alcuni per motivi politici, ai quali vanno garantiti i diritti previsti dalle convenzioni internazionali. Dal canto suo il senatore Mario Borghese (Maie – ripartizione America Meridionale) ha spiegato che si sta lavorando per far giungere aiuti concreti alla popolazione venezuelana ma anche risorse aggiuntive alle istituzioni italiane lì presenti. Borghese ha auspicato che si possa lavorare a queste nuove risorse anche in previsione della prossima legge di bilancio. Antonio Iachini (Cgie) ha spiegato che la comunità italiana si è resa disponibile ad aiutare fin dalle prime ore dell’emergenza. “Siamo ancora nelle fasi critiche a una settimana dall’evento”, ha sottolineato Iachini spiegando che i protocolli per far pervenire medicinali e aiuti sono comunque complicati. Iachini ha assicurato che si sta dando aiuto non solo alla comunità ma anche alle autorità italiane; molti rappresentanti delle regioni italiane sarebbero inoltre interessati a far arrivare gli aiuti in Venezuela. Per Iachini le regioni dovrebbero far pervenire gli aiuti a Roma e dalla capitale poi il materiale partirebbe per mezzo delle autorità militari e della Protezione civile. Ha poi preso la parola Gianluca Lodetti (Vicesegretario Generale Cgie di nomina governativa) che ha spiegato come si tratti di “una situazione al limite e di un dramma difficile da descrivere a parole”, ringraziando quanti si stanno adoperando per cercare di alleviare le sofferenze della popolazione: “con il passare dei giorni è purtroppo sempre più difficile trovare persone ancora in vita – ha aggiunto Lodetti – ma ora vi è anche problema di aiutare chi è rimasto e le popolazioni sfollate”. Il Vice Segretario generale ha inoltre segnalato che le stesse organizzazioni sindacali stanno preparando raccolte fondi per il Venezuela. “Il problema più grande è la focalizzazione degli aiuti e la non dispersione degli stessi, quindi concentrarsi in cose davvero utili per il territorio”, ha aggiunto Lodetti interrogandosi poi sulla possibilità dovuta allo status giuridico del Cgie di potersi attivare direttamente nella raccolta fondi. Dal canto suo Silvana Mangione (Vicesegretario generale Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei) ha invitato a lavorare per i soccorsi con l’Unità di Crisi della Farnesina che è “sempre stata eccezionale in tutte le situazioni difficili presentatesi in passato”. Mangione ha inoltre chiesto un elenco generale indicativo delle medicine più importanti e richieste in Venezuela in questo momento di emergenza; la Vicesegretaria ha inoltre ricordato che in Florida esiste una nutrita comunità italo-venezuelana, invitando l’attivazione di un dialogo anche con tale comunità. “Serve concretezza di fronte a tragedie come questa”, ha aggiunto Mangione. Tommaso Conte (Componente CdP del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord) ha spiegato che in Germania c’è un potenziale importante, in termini di presenza medica e di capacità, che potrebbe essere utilizzato al fine del reperimento di medicinali in questa emergenza. Silvia Alciati (Cgie Brasile) ha ricordato la difficoltà di disporre di un conto per la raccolta fondi in tali circostanze in maniera sicura e certa. Alciati ha inoltre sottolineato la necessità di evitare il problema dell’invio di “fondi a pioggia senza sapere dove vanno”, insistendo sul fatto che servirebbe poi anche una campagna di sensibilizzazione per favorire l’arrivo degli aiuti . Mariano Gazzola (Vicesegretario generale Cgieper l’America Latina) si è detto orgoglioso per l’attivazione in generale dei primi soccorsi italiani tramite Protezione civile e Vigili del fuoco. Gazzola ha però spiegato che più complicato potrebbe essere, dal punto di vista logistico, far giungere un sostegno specifico e diretto ai nostri connazionali, ricordando a sua volta anche il dramma dei detenuti italiani in Venezuela. “Quella del terremoto è una tragedia che ha colpito tutti noi perché il Venezuela è un Paese molto vicino. Non è la prima volta che dedichiamo uno spazio particolare per seguire la realtà del Venezuela già da anni in una situazione complicata”, ha rilevato Gazzola che ha poi accennato al tema del prossimo rinnovo dei Comites ricordando anche il bisogno di procedere all’organizzazione della prossima assemblea plenaria del Cgie. Maria Chiara Prodi (Segretaria Generale del Cgie) nel suo intervento ha spiegato che questo incontro vuole essere un momento di confronto sulla tragedia che ha colpito il Venezuela, invitando tutte le persone in collegamento a un minuto di silenzio virtuale. “La vicinanza umana era la prima cosa che volevamo esprimere ma soprattutto volevamo dall’ascolto capire quale sia la situazione quanto è già stato posto in essere. Non facciamo spegnere l’attenzione dopo questi primi momenti di emozione: l’aiuto va incanalato in modo corretto e significativo”, ha sottolineato Prodi spiegando come il sostegno diretto del Cgie non possibile per questioni amministrative, anche se verranno mobilitate le reti affinché l’aiuto non venga a mancare. La Segretaria Generale ha anche segnalato come il Comitato di Presidenza stia cercando una data per riunirsi prima della pausa estiva. In questo ambito verranno approfondite le indicazioni e le criticità emerse dalla Continentale sul dramma del Venezuela.
Vincenzo Di Martino (Cgie Venezuela) ha spiegato come, dopo tanti anni difficili per il Venezuela, arrivi questa tragedia che non riguarda solo la quantità dei morti o il numero dei dispersi, ma anche l’alta percentuale degli edifici dichiarati pericolanti. “Chi è rimasto piangerà le conseguenze non solo per i familiari venuti a mancare ma anche per i beni o per il lavoro che non avranno”, ha spiegato Di Martino auspicando che l’Italia possa aiutare quanto più possibile il Venezuela. “Ne verremo fuori come abbiamo già fatto nell’ultimo quarto di secolo trascorso”, ha concluso Di Martino. Nelo suo intervento Carlos Villino (Presidente Comites Caracas) ha spiegato che il lavoro di soccorso e aiuto è stato portato avanti finora con l’ausilio dato dall’Unità di Crisi e dal Consolato. Il problema adesso è capire come aiutare gli sfollati ossia come poterli raggiungere. Villino ha spiegato che si sta comunque creando una rete diffusa nel mondo associativo per consentire al materiale umanitario di arrivare dove ce n’è più bisogno. Concetta Cenci (Presidente Intercomites Venezuela) ha spiegato che si sta lavorando per avere un elenco di nominativi di connazionali particolarmente in difficoltà soprattutto nella zona più colpita dal sisma, quella de La Guaira. “È una tragedia che sta a cuore a tutti”, ha precisato Cenci. (Inform)