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Si è conclusa la diciannovesima edizione dell’Ischia Film Festival

EVENTI

Miglior cortometraggio a “Mr. Motor” del regista cinese Hehe Mi; miglior regia all’israeliano Roy Krispel per “Abu Omar”

NAPOLI – Si è conclusa la diciannovesima edizione dell’Ischia Film Festival, con la premiazione quale miglior lungometraggio di “Mr. Motor” del regista cinese Hehe Mi, che presenta la storia di un uomo che realizza il sogno di insegnare, imbattendosi però nella carenza di risorse educative delle aree rurali della Cina e decidendo di lottare, per offrire migliori opportunità per i suoi studenti e per le generazioni future.

Il premio per la miglior regia è invece andato all’israeliano Roy Krispel, con lo struggente “Abu Omar”, che racconta l’avventura di un padre che prova a ricondurre a casa la salma del figlio, sullo sfondo dell’eterno conflitto israelo-palestinese.

È quanto decretato dalla giuria formata da Karin Hoffinger, responsabile delle relazioni internazionali della Berlinale, dai critici cinematografici Zlatko Vidackovic, direttore artistico del Pola Film Festival, e Emanuela Martini, già direttrice del Torino Film Festival (lungometraggi); dal regista e sceneggiatore Alberto Rizzi, dallo sceneggiatore, regista e attore Massimo Gaudioso e dallo storico dell’arte Tommaso Strainati (location negata); dall’attrice Alessia Barela, dal Presidente del Festival Internazionale del Cinema Laceno d’Oro, Antonio Spagnuolo, e dal produttore e regista Emanuele Palamara (cortometraggi e scenari campani).
I premi sono stati consegnati nel corso della serata conclusiva del Festival, al Castello aragonese di Ischia, dove il direttore artistico Michelangelo Messina ha sottolineato come “sia stata un’edizione ricca di spunti e di ospiti di rilievo, in grado di sottolineare con enfasi la ripartenza del sistema audiovisivo dopo la pandemia”.
Tra gli altri premi, il riconoscimento per la miglior scenografia è stato assegnato a Maria Jännes per “Le cafè de mes souvenirs”, un film che racconta la liaison di due giovani, sul romantico sfondo della capitale finlandese Helsinki, per la regia di Valto Baltzar. È di Maura Morales Bergmann per il film “Io sono Vera” del regista Beniamino Catena la miglior fotografia. Menzione speciale ad “Erotica 2022 – 5 different story” di Anna Kazejak, Anna Jadowska, Kasia Adamik, Jagoda Szelc e Olga Chajdas, un film che riprende cinque storie vagamente interconnesse che riguardano l’universo femminile, accomunate da un elemento erotico.

Per la sezione “Location Negata”, che riguarda invece i film di denuncia, la migliore opera è risultata “The Admiral Tchumakov” di Laurier Fourniau e Arnaud Alberola, che propone un’allegoria di ciò che rimane dell’uomo sovietico trent’anni dopo la caduta dell’URSS. Menzione speciale all’anteprima italiana, “The Criminals” del regista Serhat Karaaslan.

Miglior cortometraggio è risultato “El silencio del rio” di Francesca Canepa, un viaggio allegorico di un ragazzino ambientato in una idilliaca foresta pluviale. Menzione speciale a “Stanbrook” di Óscar Bernàcer, un affresco della Spagna nella fase finale della sua guerra civile.

La sezione “Scenari campani” ha premiato “Le conseguenze dell’attore – Il piccolo Michele Esposito” di Daniele Chiariello e Pierfrancesco Cantarella, che ha raccontato la storia di un bambino catapultato nel mondo del cinema, ma presto dimenticato. Menzione speciale a “Sic Est” di Flavio Ricci, che ha raccolto il grido di alcuni ragazzi dei quartieri periferici di Napoli, per farsi ascoltare dal mondo.

Infine, il Premio Giuria Giovane è andato a “Fibonacci” di Tomáš Hubáček, film di danza ambientale o meditazione audiovisiva sui modelli di Fibonacci nel paesaggio, comportamento del branco, struttura del film e musica.

“Tutte le opere in concorso, frutto già di un’accurata selezione, hanno ‘fotografato’ un’attenzione ai luoghi, reali e metaforici, confermando l’intuizione di un festival che proprio sul legame tra grande schermo e location ha puntato con forza sin dalla sua ideazione – ha chiosato Michelangelo Messina.

L’edizione è stata impreziosita dai premi alla carriera a due premi Oscar, il regista statunitense Oliver Stone e lo scenografo polacco Allan Starski, e dalla presenza di Barbara Bouchet (IFF Award alla personalità), Marco Bocci, Toni D’Angelo, Alessandro D’Alatri (premio Plinius per la serie “Il commissario Ricciardi”), Gaia Bermani Amaral, Rocco Ricciardulli Francesco Bruni, Marta Gastini, Giovanni Amura e Susy Laude. (Inform)

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