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Safer Internet Day 2020. A Napoli l’evento con il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina

ISTITUZIONI

Il Ministro sulla Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet: “Il linguaggio d’odio è emergenza educativa: interverremo”. 8 studenti su 10 segnalano episodi di bullismo quando ne sono testimoni

NAPOLI – “Together for a Better Internet”: questo il motto della sedicesima Giornata dedicata alla navigazione sicura in Rete che si è celebrata ieri al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Napoli. Youtuber, influencer e giovani attivisti, insieme a Istituzioni, decisori politici ed esperti, hanno animato il Safer Internet Day 2020, istituito e promosso dalla Commissione Europea ogni secondo martedì di febbraio con l’obiettivo di far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nel fare in modo che essa sia un luogo positivo e sicuro. In contemporanea, in molte scuole d’Italia, si sono tenute manifestazioni per celebrare attivamente la Giornata.

Era presente a Napoli anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, insieme a Daniele De Martino, del Compartimento Polizia Postale Campania, Viviana Gasperini, rappresentante del Garante della Privacy, Francesco Posteraro, commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e Ilaria Antonini, capo Dipartimento delle Politiche per la Famiglia. È intervenuta inoltre la senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della legge di contrasto al fenomeno del cyberbullismo.

Il Ministero dell’Istruzione, che è coordinatore del Safer Internet Centre italiano, il centro italiano per la sicurezza in rete, promuove e supporterà eventi a carattere locale legati alla giornata su tutto il territorio nazionale, insieme ai partner del consorzio: l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, la Polizia di Stato, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, gli Atenei di Firenze e “Sapienza” di Roma, Save the Children Italia, SOS il Telefono Azzurro, la cooperativa EDI onlus, Skuola.net, l’Agenzia di stampa Dire e l’ente autonomo Giffoni Experience.

Azzolina sottolinea come il messaggio del Safer Internet Day sia che “di fronte alle sfide e ai pericoli della Rete e del digitale i nostri ragazzi non sono soli” e aggiunge: “Noi ci siamo, come adulti, come istituzioni, come scuola. Siamo al loro fianco e dobbiamo dare il buon esempio, soprattutto noi politici. Basta aggressioni sui social. È nostra responsabilità liberare questi strumenti dal linguaggio d’odio. Penso sia ora di assumerci definitivamente la responsabilità di guidare i giovani in questo labirinto. Ai ragazzi, che sono nativi digitali – ha aggiunto il Ministro – sembra di poter fare tutto e bene con il proprio cellulare. Ma basta poco per perdere il controllo dei propri dati, della propria identità, per finire nei guai. La scuola può fornire le competenze per decidere che vale di più, ad esempio, la nostra privacy di un like. C’è un’aggressività verbale che non è più tollerabile e noi dobbiamo intervenire. Lo faremo anche con le linee guida sull’educazione civica”.

“La sensibilizzazione sui temi della sicurezza online e sull’uso responsabile della rete – ha dichiarato Nunzia Ciardi, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – è un impegno quotidiano della Polizia Postale e delle Comunicazioni. E la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione è imprescindibile”. Per Ilaria Antonini, capo Dipartimento Politiche per la Famiglia, “la sfida della comunità educante, di cui fanno parte innanzitutto le famiglie, è oggi quella di insegnare ai giovani l’essere cittadini e come vivere relazioni positive”. “Siamo pronti ad ascoltare e ad accogliere le richieste di aiuto 24 ore su 24 – ha aggiunto Sandra Cioffi di Telefono Azzurro.

 A Napoli è stata presentata anche la ricerca di Generazioni Connesse curata da Skuola.net, Università “Sapienza” di Roma e Università degli Studi di Firenze. Tra i dati emersi si rileva che 9 ragazzi su 10 raccontano di aver parlato con i docenti di temi legati all’educazione digitale almeno una volta. Fondamentale per una generazione in cui solo il 4% degli intervistati si definisce “poco connesso”. Secondo l’indagine, infatti, ben il 46% dei ragazzi sentiti (oltre 5mila studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado, i soggetti potenzialmente più esposti) dichiara di navigare 3-4 ore al giorno, il 23% addirittura 5-10 ore. Il 34% dei partecipanti alla ricerca è incappato in episodi di cyberbullismo. Di questi, il 77% li ha segnalati o ha chiesto consiglio a qualcuno su come comportarsi.  Mentre il 39% di studenti incappati in una fake news l’ha segnalata ed eliminata dai propri social. Tra i giovani adolescenti cominciano a fare effetto le campagne sull’uso consapevole della Rete. La percezione dei rischi sale e 9 su 10 si dicono infastiditi quando, navigando, s’imbattono in episodi di cyberbullismo. (Inform)

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