ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – La prima sessione pomeridiana dell’Assemblea Plenaria del Cgie in corso alla Farnesina è stata dedicata all’illustrazione delle relazioni delle Commissioni Continentali e tematiche . Il primo a prendere la parola è stato il Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord, Giuseppe Stabile. “L’Europa continua a rappresentare il principale baricentro dell’azione consolare e amministrativa della rete estera italiana”, si legge nella relazione illustrata da Stabile. La Commissione ricorda che la presenza istituzionale italiana nel continente è “la più estesa a livello globale”: delle 313 sedi estere operative, infatti, 124 si trovano in Europa, di cui 84 nell’Unione Europea. Una rete formata da Ambasciate, Consolati, Rappresentanze Permanenti e Istituti Italiani di Cultura, e che si è ulteriormente rafforzata nel 2024 attraverso l’istituzione dei nuovi Consolati Generali a Bruxelles e Madrid . La Commissione rileva che anche sotto il profilo delle risorse umane, l’Europa assorbe la quota più significativa del personale MAECI all’estero: 1.514 unità sono impiegate nei Paesi UE e 843 nell’Europa extra UE. Una concentrazione che “riflette il peso delle comunità italiane residenti nel continente, che costituiscono il nucleo principale dell’anagrafe consolare italiana all’estero”. Partendo dai dati dell’Annuario della Farnesina 2025 Stabile ha riferito come questi informnazioni “confermino come l’Europa costituisca il principale teatro operativo della diplomazia consolare italiana caratterizzato da una crescente pressione sui servizi di cittadinanza, documentazione personale, assistenza ai connazionali”. Il Vice Segretario ha anche segnalato che l’aumento delle emissioni delle carte di identità elettroniche, dei servizi digitali dimostrano una mobilità sempre più intensa delle comunità italiane e europee e la necessità di un costante rafforzamento organizzativo della rete consolare. Nello specifico, parlando della Spagna ha riferito come “l’incremento delle attività di assistenza ai connazionali abbia ormai assunto carattere strutturale e continuativo in relazione alla forte crescita delle comunità Aire, degli impulsi turistici e delle situazioni di vulnerabilità sociale. I servizi consolari segnalano un aumento dei casi riguardanti di cittadini senza fissa dimora, persone affette da disturbi psichiatrici o dipendenze, detenuti, vittime di violenza, violenza domestica, minori contesi o sottratti, ricoveri ospedalieri, scomparsi in situazione di emergenza familiare”. Proprio considerando la crescita delle collettività italiane in Spagna già nel 2024 i consiglieri territoriali avevano segnalato l’opportunità di valutare l’apertura di sedi consolari in altre località come Palma di Maiorca o Valencia. Stabile ha riferito che “le attività descritte dalle sedi consolari spagnole evidenziano come l’assistenza non si limiti alla mera trasmissione di informazioni ma comporti frequentemente una vera e propria attività consolare articolata nel coordinamento con autorità locali, ospedali, servizi sociali, forze di polizia, mediazione linguistica e culturale, supporto ai familiari, monitoraggio giudiziale e sanitario, interventi logistici, assistenziali anche in orario notturno, raccordo operativo con le autorità italiane”. Ci tengo a sottolineare – ha aggiunto Stabile – che il lavoro svolto dalla rete diplomatica consolare in Spagna si replica in tutte le altre sedi del mondo. La rete consolare si trova oggi ad affrontare una trasformazione profonda delle esigenze delle collettività italiane all’estero che richiede un progressivo rafforzamento organizzativo, tecnologico e umano della presenza dello Stato italiano in Europa. Per la Commissione, alla luce del significativo piano di rafforzamento degli organici avviato dal Ministero degli Affari degli Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha previsto l’assunzione di nuovo personale destinato al potenziamento della rete diplomatica consolare, appare importante comprendere quali saranno i tempi e le modalità di effettiva assegnazione delle nuove risorse presso ambasciate e consolati, soprattutto nelle sedi europee maggiormente esposte al crescente aumento della domanda di servizi consolari. Stabile ha concluso sottolineando come in tale contesto risulti essenziale che il processo di distribuzione del personale tenga conto delle criticità operative segnalate dai territori, del volume delle pratiche trattate e dell’effettivo carico di lavoro sostenuto dalle singole sedi consolari.
Ha poi preso la parola il Vice Segretario Generale per l’America Latina Mariano Gazzola che ha illustrato i lavori della Commissione continentale . “I temi principali dei nostri lavori – ha riferito – sono stati quelli che interessano oggi più che mai alle nostre comunità”, sottolineando soprattutto la questione della legge sulla cittadinanza. “I consiglieri hanno approfondito il tema dei servizi consolari, riferendo le condizioni registrate nei singoli Paesi e segnalando il profondo impatto determinato dalla riforma della legge sulla cittadinanza. Tale riforma ha inciso non solo sulla vita interna delle comunità italiane, ma anche sull’organizzazione dei servizi consolari” Gazzola ha poi riferito un miglioramento nelle erogazioni di alcuni servizi consolari. Passando poi al tema delle piattaforme informatiche, ha evidenziato che si sta seguendo con attenzione e fiducia il lavoro che sta portando avanti la Direzione Generale sperando di migliorare e rendere più sicuro il sistema. Segnalato da Gazzola anche il problema della tempistica legato alle trascrizioni degli atti di stato civile da parte dei comuni . Per quanto riguarda l’assunzione del nuovo personale da parte della Farnesina, la Commissione auspica il rafforzamento delle sedi consolari nell’area latinoamericana anche attraverso misure specifiche “volte a favorire e rendere più attrattiva la scelta dei nostri territori”. Gazzola ha inoltre riportato che la Commissione ha destinato ampio spazio alla necessità di un’adeguata campagna informativa per gli aventi diritti la voto in merito alla data e alla modalità di rinnovo dei Comite. Passando poi alla riforma istitutiva del CGIE la commissione torna a richiamare l’attenzione sull’attuale meccanismo di ripartizione dei consiglieri territoriali tra i diversi paesi, che nella prossima consigliatura potrebbe determinare l’aumento dei rappresentanti per alcuni stati già presenti e la eliminazione di altri, per esempio il Perù. Si ritiene necessario – spiega la Commissione – che la riforma preveda soluzioni che tengano conto non solo del numero di iscritti all’Aire, ma anche della presenza di comunità organizzate con comitati costituiti. L’accorpamento di due o più paesi contigui quale criterio base per la ripartizione di seggi è indicato come possibile soluzione per approfondire l’ambito della riforma. Dal canto suo la Vice Segretaria Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei Silvana Mangione, ha ricordato come il decreto che lega il numero dei rappresentanti all’estero del CGIE al solo dato degli iscritti all’Aire, abbia penalizzato il numero dei consiglieri anglofoni ex-europei, con la perdita di Paesi importati come il Sud Africa che rappresentava un intero continente. “Riteniamo prioritario il miglioramento dell’accesso ai servizi consolari, in particolare per passaporti, Stato civile, CIE e cittadinanza. Persistono infatti tempi di attesa lunghi e difficoltà di comunicazione”, ricordando che è necessario”, – ha aggiunto Mangione auspicando un rafforzamento della presenza del personale consolare in tempo rapido, così da garantire risposte più efficaci e adeguate alle esigenze delle comunità italiane di origine italiana e degli stessi cittadini e stranieri che hanno bisogno di visti o di altra documentazione. “È fondamentale garantire – ha poi rilevato la Vice Segretaria Generale – fondi adeguati ed erogati tempestivamente, affinché i Comites possano adempiere pienamente alle proprie funzioni istituzionali”. Mangione ha inoltre toccato il tema dei rimpatri: “riteniamo importante prevedere incentivi e semplificazioni per chi desidera rientrare in Italia, favorendo il ritorno di talenti e professionalità maturate da chi è all’estero, ma anche il desiderio di rientrare da parte di qualunque cittadino italiano in qualunque condizioni o qualunque età abbia”. “Riteniamo necessario – ha aggiunto – migliorare le modalità di voto all’estero, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza e alla partecipazione. Sarebbe inoltre opportuno rendere più efficiente l’aggiornamento degli elenchi delle aeree e promuovere campagne informative”. “Riteniamo importante – ha infine evidenziato Mangione – un maggiore coinvolgimento dei Comites nelle politiche di rafforzamento dell’insegnamento della lingua italiana”. E’ poi intervenuto il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti che si è soffermato sul tema dell’espatrio: “Si pensi – ha esordito – che dal 2006 al 2024 si sono contati più di un milione e mezzo di espatri a fronte di circa 800 mila rimpatri. Da molti anni siamo in presenza di un saldo migratorio negativo, ma anche di una forte mobilità giovanile, di una attrazione dei mercati del lavoro esteri prevalentemente europei, di una situazione italiana su cui pesano i bassi salari, il mercato del lavoro molto spesso asfittico, una scarsa stabilità nel sistema socio-economico e una sfiducia generalizzata, specialmente dei giovani, verso il sistema l’Italia”. Alla luce di ciò per la Commissione bisogna guardare questo fenomeno da un altro punto di vista: “L’obiettivo – ha spiegato – deve essere finalmente quello di cercare di guardare alla mobilità contemporanea e a tutti gli italiani all’estero non solo come una perdita, cioè fuga di capitale umano, ma come una risorsa strategica, da problema da contenere a fenomeno da governare, valorizzare e mettere al sistema”. “La diaspora italiana oggi – ha proseguito Lodetti – è fatta di giovani con livelli di istruzione medio alti, alla ricerca di migliori opportunità lavorative. Vi è una crescente migrazione, in particolare femminile, connessa digitalmente, competente, potenzialmente coinvolgibile attraverso politiche attive di partecipazione, collaborazione e sviluppo, che anche a livello locale o regionale può portare ad investimenti di ritorno, trasferimento di competenze, creazioni di reti internazionali, promozione del territorio”. Per quanto riguarda le elezioni dei Comites Lodetti ha spiegato che “L’obiettivo principale rimane quello di favorire in tutti i modi possibili una maggiore partecipazione, sia per quanto riguarda l’elettorato attivo che l’elettorato passivo. Nelle scorse elezioni dei Comites – ha spiegato Lodetti – i votanti non stati molti, 142.000 persone , circa 2,9% del totale, sia a causa della nuova normativa sull’opzione inversa che prevede l’iscrizione a registro dei votanti, sia soprattutto per un deficit informativo presso i nazionali rispetto al sistema delle rappresentanze”. Per Lodetti dunque l’informazione va assolutamente recuperata e potenziata, come elemento fondamentale e non come corollario in tutte le consultazioni che vengono effettuate. (Nicolina Di Benedetto- Inform)