direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Rossini (Acli): lavoro e giovani le priorità del Paese

 ASSOCIAZIONI

ROMA – La bozza di programma a cui stanno lavorando Pd, M5S e il premier incaricato Giuseppe Conte contiene alcuni punti che condividiamo e ci sembra un passo avanti importante per la formazione di un nuovo governo.”È quanto ha dichiarato il Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini. “In particolare riteniamo prioritario detassare il lavoro a favore dei lavoratori e investire nella formazione professionale e nell’istruzione. Le Acli formuleranno, nel prossimo Incontro nazionale di Studi a Bologna, la proposta di una formazione che sia sempre attivabile nella vita lavorativa di ogni cittadino, coerente con un mercato del lavoro che cambia velocemente. Anche in quest’ottica potrà essere rivista la funzione del Reddito di cittadinanza.

Apprezziamo il richiamo ad una più ampia riforma fiscale perché c’è effettivamente bisogno di rifondare il patto tra cittadino e Stato, proteggendo le fasce sociali più deboli e incentivando quelle più produttive.

Anche l’accenno agli investimenti infrastrutturali è molto importante e confidiamo nel coraggio di un piano a lungo termine che possa far ripartire il Paese.

Le Acli sottolineano  l’importanza di un cambio di visione, rispetto agli ultimi 14 mesi, nell’accoglienza e nella gestione dei flussi migratori: vanno aboliti i decreti sicurezza, che tra l’altro stanno dimostrando nei fatti la loro inefficacia, e va ridiscussa anche con l’Europa una politica migratoria comune che preveda dei percorsi di integrazione. In questa direzione va la proposta, targata Acli e Università di Tor Vergata di Roma, di istituire un visto TLC (Transnational Labor Citizenship), che viene dato al lavoratore migrante in possesso di alcuni requisiti (come la formazione professionale ricevuta nel paese di provenienza) da un’organizzazione di rappresentanza riconosciuta a livello trasnazionale ed europeo in modo che poi il migrante stesso possa lavorare liberamente e regolarmente in tutta Europa”. (Inform)

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