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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Napolitano: “Profonda emozione per l’immane tragedia che segnò le popolazioni con lutti e sofferenze”

MEMORIA
50° Anniversario del Vajont, messaggio del capo dello Stato
Napolitano: “Profonda emozione per l’immane tragedia che segnò le popolazioni con lutti e sofferenze”
“Quell’evento non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma drammatica conseguenza di precise colpe umane”
ROMA – “La memoria del disastro che il 9 ottobre 1963 sconvolse l’area del Vajont suscita sempre una profonda emozione per l’immane tragedia che segnò le popolazioni con inconsolabili lutti e dure sofferenze”. Inizia così, a 50 anni esatti dalla tragedia, il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“Il ricordo delle quasi duemila vittime e della devastazione di un territorio stravolto nel suo assetto naturale e sociale – afferma il capo dello Stato – induce, a cinquant’anni di distanza, a ribadire che quell’evento non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma drammatica conseguenza di precise colpe umane, che vanno denunciate e di cui non possono sottacersi le responsabilità.
È con questo spirito che il Parlamento italiano ha scelto la data del 9 ottobre quale ‘Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo’, riaffermando così che è dovere fondamentale delle istituzioni pubbliche operare, con l’attivo coinvolgimento della comunità scientifica e degli operatori privati, per la tutela, la cura e la valorizzazione del territorio, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo.
Nella ricorrenza del 50° anniversario del disastro, desidero rendere omaggio alla memoria di quanti hanno perso la vita, alla tenacia di coloro che ne hanno mantenuto fermo il ricordo e che si sono impegnati nella ricostruzione delle comunità così terribilmente ferite e rinnovare, a nome dell’intera nazione, sentimenti di partecipe vicinanza a chi ancora soffre.
Desidero, inoltre, esprimere profonda riconoscenza a quanti, in condizioni di grave rischio personale, si sono prodigati, con abnegazione, nell’assicurare tempestivi soccorsi ed assistenza, valido esempio – conclude Napolitano – per coloro che, nelle circostanze più dolorose, rappresentano tuttora un’insostituibile risorsa di solidarietà per il paese”. (Inform)
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