direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Lucani nel mondo , Baldantoni: un network per collegare comunità

ASSOCIAZIONI

 

L’idea del presidente del Movimento Lucani nel Mondo e Associazione Lucani nei Balcani per fare protocolli di collaborazione con operatori economici lucani nel settore turismo, mobilità, ristorazione per attrarre visitatori dall’area dei Balcani

 

BUCAREST – “124.214 lucani sono iscritti all’Aire e in percentuale rappresentano il 21,7% della popolazione residente in regione. Ma, come avvertono gli esperti, è una stima parziale nel senso che non tutti i lucani che vivono all’estero sono già iscritti all’Aire. Come Movimento Lucani nel Mondo, nato per rafforzare il network dei Lucani e degli Italiani nel Mondo, guadagnando rispetto e dignità dell’emigrato, valorizzando la propria terra all’estero, sostenendo cultura, storia, turismo e risorse della Lucania, ci aspettiamo che il Rapporto della Fondazione Migrantes apra gli occhi a quanti hanno responsabilità istituzionali in Basilicata e nel Governo del Paese”. E’ quanto afferma Giovanni Baldantoni, presidente Movimento Lucani nel Mondo e Associazione Lucani nei Balcani. “Ci si renda conto – prosegue Baldantoni – che abbiamo fuori dai confini regionali un potenziale di risorse che attende solo di essere messo al servizio dello sviluppo, della crescita della terra d’origine, diventando collegamento produttivo per quanti in Basilicata sono rimasti, vogliono rimanerci ancora ed hanno bisogno di misurarsi con i mercati e la competizione internazionali. Si tenga conto che i lucani all’estero di fascia d’età 18-49 anni costituiscono il 44,6% del totale e quindi sono energie fresche che hanno voglia di impegnarsi su progetti e programmi di import-export, di promozione turistica, di valorizzazione delle risorse della nostra regione. Un altro dato deve far riflettere: tra i continenti scelti dai lucani per fare fortuna e trovare quel benessere negato a casa, l’Europa registra quasi il 60% del totale. Ed è in questa parte del Continente che vanno accresciuti gli sforzi, le azioni di promozione e i programmi di spesa soprattutto della Regione e dell’Apt”. “Abbiamo – sottolinea Baldantoni – realizzato con le nostre forze il ‘network Balcani’ con presenze in Ungheria, Serbia, Bulgaria, Moldavia, oltre Romania e di recente ad Amburgo (Germania ) allo scopo di fare protocolli di collaborazione con operatori economici lucani nel settore turismo, mobilità, ristorazione ed hotel per attrarre visitatori dall’area dei Balcani. Intendiamo utilizzare al massimo le potenzialità ed i consensi di oggi per la Basilicata, ‘la regione più gradita degli ultimi anni’ secondo quanto apparso sui social negli ultimi tempi”.

“I flussi turistici verso l’Italia, la Basilicata e Matera – sostiene Baldantoni – hanno momenti alternati, dunque è necessario ancora uno sforzo e soprattutto una presenza costante degli sportelli turistici Italiani e regionali, presso Palazzo Italia nella capitale rumena, già incubatore di imprese e sede di convegni, work shop, incontri specializzati, quale strumento di permanente assistenza necessaria ai Tour operator. Palazzo Italia Bucarest, nato per sostenere le aziende Italiane di nuova costituzione che si affacciano al mercato dei Balcani, è a piena disposizione di ogni iniziativa mettendo a disposizione i servizi di logistica, quali ad esempio la costituzione dell’azienda, la sua domiciliazione, la promozione commerciale, la disponibilità di spazi adeguati ed altro ancora, rafforzando l’idea di poter essere tutti sotto lo stesso ombrello in un gruppo che offre il Made in Italy autentico. Il vantaggio e i benefici – conclude il presidente Movimento Lucani nel Mondo e Associazione Lucani nei Balcani – sono reciproci: con il turismo e la promozione dello stesso, si genera un flusso di reciproco interesse tra i Paesi ove è posizionato Palazzo Italia e l’Italia stessa. Insieme al Turismo si sviluppa il commercio, la conoscenza della storia, arte e cultura che sono patrimoni unici di ogni Paese. Insomma noi stiamo facendo e vogliamo continuare a fare la nostra parte perché la foto dell’emigrante lucano con la valigia di cartone appartiene solo alla storia”.( Inform)

 

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