ESTERI
L’evento è stato organizzato in collaborazione con Confindustria Bulgaria in occasione della Giornata Internazionale dell’Architettura
SOFIA – L’ambasciatrice d’Italia in Bulgaria Giuseppina Zarra è intervenuta in apertura del Forum internazionale “Storia e Futuro – I siti Unesco in Italia e in Bulgaria” che si è svolto in occasione della Giornata Internazionale dell’Architettura, lo scorso 2 ottobre, al Museo di Storia Nazionale di Sofia. Si è trattato del quarto appuntamento promosso da Confindustria Bulgaria d’intesa con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con la Camera degli Architetti e la Camera dei Costruttori e con il patrocinio del Ministero della Cultura bulgaro. “Dopo i primi tre incontri dedicati alla salvaguardia ed efficientamento del patrimonio edilizio, il forum di oggi è dedicato alla salvaguardia del patrimonio architettonico ed artistico, in particolare dei beni e dei siti che appartengono al patrimonio dell’umanità dell’UNESCO – ha spiegato Zarra, ringraziando il ministro della Cultura, Krastyu Krastev, la vice ministra degli Affari Esteri Elena Shekerletova, la Camera degli Architetti e la Camera dei Costruttori, Europa Nostra, e i componenti del Sistema Italia in Bulgaria “con i quali – ha ricordato – lavoriamo insieme per promuovere le eccellenze italiane e la collaborazione con la Bulgaria”. Per l’Ambasciatrice “è tempo di riflettere su come migliorare i nostri interventi per proteggere, conservare e rendere accessibili a tutti i siti UNESCO”. “L’Italia – ricorda Zarra – è il Paese con il più alto numero di beni materiali, naturali ed immateriali tutelati dall’UNESCO e da tempo abbiamo sviluppato la sensibilità e la capacità per proteggerli e svilupparli, coscienti dei pericoli che corrono, del rischio di perderli per sempre”.
L’Ambasciatrice ha poi ribadito l’importanza della protezione e valorizzazione dei siti Unesco, la cui conoscenza deve essere sempre più diffusa e resa accessibile a tutti. Ricorda in particolare di aver voluto far visita tempo fa alla tomba trace di Kazanlak, uno dei beni UNESCO presenti in Bulgaria, ma di aver scoperto essere chiusa mentre è accessibile ai visitatori una sua copia costruita negli anni Settanta.
“Che senso ha un bene patrimonio dell’umanità se l’umanità non può vederlo? – ha detto l’Ambasciatrice, ricordando che qualsiasi copia di tali patrimoni “non potrà mai restituire il respiro dell’originale, delle tracce di umanità che l’hanno attraversato, dei secoli che si sono depositati, le vibrazioni dei colori e delle pietre”. “Abbiamo deciso di tenere aperto al pubblico l’Ultima Cena di Leonardo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano pur sapendo, anzi proprio sapendo che è destinato a sparire, tutelandolo adeguatamente, perché l’umanità ha bisogno di queste testimonianze e non delle copie. Abbiamo aperto Pompei e le sue case affrescate, la Domus Aurea di Nerone a Roma nonostante la sua fragilità e le periodiche chiusure per gli interventi – ha ricordato Zarra, lanciando una possibile iniziativa di collaborazione per aprire al pubblico il sito della tomba di Kazanlak. “Lanciamo un’iniziativa, una collaborazione concreta oggi tra esperti italiani e bulgari per studiare come meglio conservare, proteggere e quindi aprire al pubblico questo esempio meraviglioso dell’antica cultura trace – ha proposto l’Ambasciatrice.
“La Bulgaria – ha ricordato – è un Paese antichissimo, come testimoniano gli incredibili manufatti d’oro che ci svelano le capacità orafe risalenti a oltre 6000 anni avanti Cristo, c’è tanto ancora da scoprire e valorizzare. Ma è anche un Paese ricco di tradizioni e capacità che dovrebbero essere salvaguardate nella lista dei beni immateriali UNESCO. Sono stata la scorsa settimana a Chiprovitsi, dove – ha segnalato Zarra – ho visitato una delle poche manifatture di tappeti di lana rimaste, dove ancora qualche anziana signora sa tessere e insieme conservano e trasmettono questa antica arte. Quando loro non ci saranno più, essa si perderà e con essa si perderà parte della storia e della cultura di un popolo. Perché un tappeto racchiude nelle sue trame la storia, i miti, le favole e la cultura di un intero popolo, è un libro di lana da leggere, è tutto un mondo da scoprire”. (Inform)