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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del Ministro per gli Affari europei Amendola sugli esiti del Consiglio europeo del 12-13 dicembre

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Commissioni III-XIV di Camera e Senato

Brexit : “L’obiettivo per l’Italia e per l’Unione europea resta quello di un risultato giusto ed equo per tutti gli Stati membri, nell’interesse delle persone e delle imprese”

ROMA – Il Ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, è stato ascoltato in audizione da Camera e Senato sugli esiti del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 2019: in quella sede sono state affrontate questioni riguardanti la strategia a lungo termine dell’Unione europea, in materia di cambiamenti climatici, nonché il bilancio UE e l’unione economica e monetaria; si è discusso anche dei rapporti tra Unione Europea ed Africa e dell’Organizzazione mondiale del commercio, quindi della Turchia e del terremoto in Albania. Assente al Consiglio Europeo Boris Johnson, che ha delegato il neopresidente del Consiglio europeo, Charles Michel, poiché impegnato nella competizione elettorale. In questo quadro i leader si sono dunque riuniti anche per concordare i prossimi passi del processo di uscita del Regno Unito. Il 13 dicembre, in particolare, si è svolto il vertice Euro, che ha discusso della situazione economica attuale e del completamento dell’unione economica e monetaria, benché le prospettive di crescita siano risultate deboli. Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, i capi di Stato e di Governo hanno discusso delle modalità per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050: entro marzo 2020 si prevede una nuova normativa sulla questione climatica – la cosiddetta Climate Law – con l’obiettivo di rendere l’Unione europea il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050. L’Italia è tra i Paesi maggiormente a favore del perseguimento di tali obiettivi sul clima, raggiungendo gli obiettivi europei al 2020 per la salvaguardia dell’ambiente. “Lavoreremo su più livelli: mitigazione dell’impatto ambientale e dei cambiamenti climatici, ma anche avvio della transizione industriale e definizione di un modello concreto degli impatti economici e sociali che ne deriveranno”, ha spiegato il Ministro Amendola evidenziando come l’Italia non abbia accolto positivamente il mancato indirizzamento di risorse verso settori importanti quali lo spazio, la difesa e il digitale.

Si è quindi discusso più nello specifico della questione legata alla Brexit e della conseguente necessità di trovare una soluzione di compromesso tra le diverse parti in campo. “In tema di Brexit – ha aggiunto il Ministro Amendola – i capi di Stato e di Governo hanno preso atto dei risultati delle elezioni del 12 dicembre scorso. Boris Johnson ha confermato il suo impegno per un’uscita dall’Unione europea entro la fine di gennaio 2020, sulla base dell’accordo di recesso che dovrebbe essere ratificato e tempestivamente attuato. A quel punto si entrerà nella nuova fase negoziale dell’accordo sulle future relazioni di cui il Parlamento ha già discusso”. Si ricorda che il negoziato dovrebbe essere portato a termine entro il 31 dicembre del prossimo anno, sulla base della definizione politica dei rapporti tra Unione europea e Regno Unito in seguito alla Brexit. “La Commissione europea presenterà al Consiglio una proposta di mandato per negoziare le future relazioni. Vogliamo innanzitutto assicurare la tutela del cosiddetto ‘level playing field’ – ha sottolineato Amendola – ossia una giusta parità di condizioni e trattamento reciproci che non consenta vantaggi indebiti per il Regno Unito. L’obiettivo per l’Italia e per l’Unione europea resta quello di un risultato giusto ed equo per tutti gli Stati membri, nell’interesse delle persone e delle imprese”. Il Ministro per gli Affari europei si è quindi soffermato in audizione su un concetto chiave: la fondamentale tutela dei connazionali, anche in riferimento alla mobilità, e delle imprese per quanto concerne gli accordi commerciali a ‘zero tariffe, zero quote, zero dumping’ che preservino i volumi d’interscambio. “Sappiamo che abbiamo un surplus di circa 12 miliardi di euro e che Londra per noi è un partner indispensabile – ha precisato Amendola – mentre un altro elemento che dovremmo assicurare è la forte e necessaria cooperazione in materia di sicurezza. Al Consiglio europeo è stato ribadito l’auspicio che i negoziati si svolgano in modo coerente, all’insegna della trasparenza; ciò significa che, proceduralmente, saremo impegnati su diversi livelli dove il ruolo del Consiglio sarà quello di seguire con attenzione i negoziati e di concordare ulteriori orientamenti politici generali”, ha concluso il Ministro Amendola. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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