ITALIANI ALL’ESTERO
Dal Rapporto Italiani nel Mondo 2017 della Fondazione Migrantes
ROMA – Il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, relativo al 2017, si è occupato anche dei vari contesti regionali da ci sono scaturiti i flussi migratori italiani. Fra questi segnaliamo la storia migratoria dell’Abruzzo.
Fin dalla più remota antichità, spiega il Rapporto Italiani nel Mondo, gran parte della popolazione abruzzese è stata costretta a trovare forme di adattamento all’ambiente che garantissero la sussistenza. Ai primi freddi autunnali, migliaia di persone partivano dalla zona di Amatrice e Campotosto per andare a cercare lavoro come braccianti nella Maremma tosco-laziale. Allo stesso modo, altre migliaia di lavoratori partivano dalla Conca Peligna: da Introdacqua i braccianti, da Pettorano sul Gizio i carbonai e da Bugnara i taglialegna, lasciavano le famiglie per andare nell’agro romano o nelle Paludi Pontine dove faticavano nei lavori di sterro e di bonifica delle zone paludose o come boscaioli e carbonai nelle selve del litorale laziale. L’espansione demografica rese necessario, a partire dalla seconda metà del Settecento, mettere a coltura nuove terre per soddisfare la crescente necessità alimentare, ma ciò avvenne soprattutto a discapito del bosco e del pascolo montano: l’economia agropastorale tradizionale fu messa a repentaglio e molte persone furono costrette a partire. Nel Rapporto si ricorda inoltre come la crisi del settore divenne insostenibile verso la fine del XIX secolo, quando all’arretratezza dell’universo rurale si aggiunse la concorrenza del grano proveniente da oltreoceano e la forte fiscalità imposta dal neonato Regno d’Italia. Durante i primi anni del nuovo secolo i flussi in uscita diventarono imponenti. Negli anni Trenta del Novecento il numero degli espatri diminuì sensibilmente fino ad azzerarsi completamente durante il Secondo conflitto mondiale. Negli anni Cinquanta il flusso riprese vigore, ma a partire dagli anni Sessanta l’Italia beneficiò di una importante crescita industriale sostenuta anche da una massiccia emigrazione interna a cui gli abruzzesi parteciparono in modo massiccio, dirigendosi soprattutto verso Roma. Dal Rapporto Italiani nel Mondo viene anche sottolineato come la memoria dell’emigrazione emigrazione sia ancora oggi molto sentita nella regione e ad esempio su questa tematica si organizzano feste durante il periodo estivo, specialmente in agosto: la Festa dell’Emigrante a Rapino, Navelli, Castel del Monte, Altino e Nocciano; la manifestazione Bastioni e bastimenti a Celano e la Festa del ritorno a Vasto. Infine non manca mai, nelle piazze dei luoghi citati, un monumento dedicato alla figura dell’emigrante. (Inform)