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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri approva una relazione favorevole al rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato relativa al Maeci per il 2018

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Dopo aver esaminato il provvedimento, già varato dal Senato, la Commissione osserva la necessità di valutare l’aumento delle risorse destinate all’aiuto pubblico allo sviluppo

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha approvato una relazione favorevole, con un’osservazione, al rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato per il 2018, provvedimento già approvato dal Senato ed esaminato dalla Commissione per le parti di sua competenza.

Nella relazione si evidenzia che per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, “gli stanziamenti definitivi di competenza relativi al Ministero degli Affari esteri ammontano a complessivi 3.070,59 milioni di euro, con una variazione in aumento di 461,62 milioni di euro (+17,7%) rispetto alle previsioni iniziali” e che per la relazione della Corte dei Conti per il 2018 si conferma “un trend pluriennale di crescita pressoché continua dal 2013 ad oggi, con l’unica eccezione rappresentata dalla flessione rilevata nel 2014”. Viene inoltre evidenziata, rispetto al 2017, la lieve riduzione della quota parte destinata alle spese correnti, che rappresentano il 98,57% sullo stanziamento definitivo del Ministero, mentre il restante 1,43% è stato destinato a spese in conto capitale; in termini di competenza, la spesa finale del Maeci per il 2018 – prosegue la relazione – è pari a 2.879,31 milioni di euro ed ha un’incidenza sul bilancio dello Stato dello 0,5%. La Commissione evidenzia inoltre il perdurare di una buona capacità di impegno con riferimento alle spese di parte corrente, già riscontrata nell’esercizio precedente, pari al 93,7 % e di pagamento del 95,8 % e un aumento  dei residui finali totali di 2,33 milioni, pari a circa l’1,28%, costituiti per 153,24 milioni da somme rimaste da pagare sul conto della competenza e per 31,51 milioni da somme rimaste da pagare sul conto dei residui, provenienti dagli esercizi precedenti.

Rispetto alla previsione iniziale, gli aumenti evidenziati nella relazione riguardano “i programmi 1.5 Integrazione europea (+2,21 milioni); 1.7 Promozione del sistema Paese (+3,62 milioni); 1.8 Rappresentanza all’estero e servizi ai cittadini e alle imprese (+3,39 milioni); 2.2 Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (+12,81 milioni); mentre vi sono riduzioni dei residui nei programmi 1.2 Cooperazione allo sviluppo (-8,3 milioni); 1.6 Italiani nel mondo e politiche migratorie (-4.45 milioni); 1.8 Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico consolari, da 32,25 a 27,15 milioni (-5,1 milioni)”.  La risorse destinate all’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) comunicato dalle amministrazioni pubbliche italiane per l’anno 2018 sono pari a 4.240,92 milioni di euro, corrispondenti allo 0,24% del Reddito nazionale lordo (Rnl) – prosegue la relazione, che segnala come si confermi quale maggiore contribuente ad esso il Ministero dell’Economia e delle finanze che, con erogazioni pari a 1.818,098 milioni di euro, determina il 42,87% dell’Aps complessivo, seguito dal Maeci che, insieme all’AICS, destina poco più di 1,3 miliardi di euro, pari al 31%; nel 2018, inoltre, la quota del Ministero dell’interno, pari al 22,73 %, è costituita da circa 964 milioni di euro notificati destinati, in misura prevalente, all’assistenza temporanea in Italia dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

 

La Commissione rileva pertanto che tale dato, ove validato dall’Ocse, farebbe registrare un decremento di 0,06 punti percentuali del rapporto Aps/Rnl conseguito nel 2017, interrompendo la tendenza positiva osservata nel corso degli ultimi sei anni rispetto all’obiettivo adottato dalla comunità internazionale dello 0,7 % del Reddito nazionale lordo. Si precisa inoltre come, in riferimento ai canali di intervento, il canale multilaterale, con contributi pari a 2.528.57 milioni di euro, inclusi i contributi al bilancio dell’Unione europea e al Fondo Europeo di Sviluppo (Fes), rappresenta il 60,90% dell’Aps complessivo, mentre per quanto riguarda il posizionamento dell’Italia sul piano internazionale, essa si collocherebbe all’ottavo posto nella classifica dei donatori del Comitato per l’Aiuto allo Sviluppo-DAC per ammontare netto di Aps, e al diciottesimo posto con riferimento al rapporto Aps/Rnl.La relazione favorevole viene espressa pertanto con l’osservazione al Governo di valutare l’opportunità di adottare misure necessarie ad invertire il trend concernente l’investimento in Aiuto pubblico allo sviluppo al fine di realizzare l’obiettivo dello 0,7% del Rnl entro il 2030. (Inform)

 

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