direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione dei deputati Massimo Ungaro e Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) sui possibili effetti della Brexit

ITALIANI ALL’ESTERO

Al ministro degli Esteri e a quello del Lavoro e delle Politiche sociali si segnalano possibili conseguenze sui diritti socio-previdenziali dei connazionali che vivono o hanno vissuto nel Regno Unito

ROMA – I deputati del Pd eletti nella ripartizione Europa Massimo Ungaro e Angela Schirò hanno presentato un’interrogazione al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi e al ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio sul tema della Brexit e dei suoi possibili effetti sui diritti dei connazionali.

In particolare, la richiesta verte su quali iniziative si intendano promuovere o attivare per comprendere e valutare con esattezza le conseguenze della Brexit sui diritti socio-previdenziali dei connazionali che vivono o hanno vissuto nel Regno Unito; per salvaguardare i diritti acquisiti in materia socio-previdenziale in base ai regolamenti comunitari di sicurezza sociale e per garantire che in futuro le previsioni di tali regolamenti possano essere mantenute; per possibili accordi, anche bilaterali, che garantiscano per il futuro una tutela adeguata dei diritti socio-previdenziali dei connazionali.

Ungaro e Schirò ricordano come secondo le stime ufficiali più recenti “sono circa 700.000 i cittadini italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito dove versano contributi previdenziali e decine di migliaia invece quelli rientrati (o che rientreranno) in Italia dopo periodi di lavoro nel Regno Unito dove hanno maturato una anzianità contributiva”. “Le anzianità contributive di questi lavoratori maturate in parte in Italia e in parte nel Regno Unito potrebbero essere non sufficienti se prese in considerazione separatamente a far maturare un diritto a prestazione previdenziale, che invece – si legge nell’interrogazione – potrebbe essere perfezionato tramite l’applicazione dei regolamenti comunitari di sicurezza sociale che consentono attualmente la totalizzazione dei contributi versati nei vari Paesi ai fini dell’acquisizione di un diritto previdenziale”.

“Fino a quando il Regno Unito continuerà a far parte dell’Unione europea e fino a quando non sarà conclusa la procedura prevista dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea per la sua uscita, troveranno applicazione nei suoi confronti i regolamenti comunitari di sicurezza sociale (CE) n. 883 del 29 aprile 2004 (e successive modifiche); tuttavia la Brexit potrebbe determinare l’inapplicabilità, sempre che non si raggiunga un accordo nella materia specifica, di tali regolamenti al Regno Unito con conseguenze imprevedibili e deleterie sui diritti socio-previdenziali dei lavoratori italiani coinvolti – scrivono Ungaro e Schirò, ricordando come scopo di tali regolamenti sia “proteggere il cittadino europeo che lavora, risiede o soggiorna in un altro Stato membro in materia di prestazioni di malattia, prestazioni di maternità ed equivalenti prestazioni di paternità, infortuni sul lavoro, malattie professionali, prestazioni d’invalidità, pensioni di vecchiaia, prestazioni per i superstiti, indennità in caso di morte, prestazioni di disoccupazione, prestazioni familiari, prestazioni di prepensionamento”. Il rischio è dunque che l’inapplicabilità di tali regolamenti possa “compromettere il principio della non discriminazione e della parità di trattamento che finora ha tutelato i nostri connazionali emigrati”.

Per gli esponenti democratici l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, i cui tempi diventano sempre più prossimi – il periodo di transizione graduale si concluderà il 31 dicembre 2020, – impone perciò “una seria, attenta e sollecita valutazione sulle conseguenze pratiche sulla libera circolazione e sui diritti socio-previdenziali di centinaia di migliaia di lavoratori italiani che si sono spostati o che si sposteranno tra l’Italia e il Regno Unito nei prossimi anni ma soprattutto rende indispensabile un’azione di Governo per tutelare al meglio tali diritti dei nostri connazionali”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform