direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

IMU : la risoluzione approvata oggi dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

IMU : la risoluzione approvata oggi dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero

“Il Comitato,

premesso che:

– il Governo è impegnato a elaborare entro il 31 agosto 2013 una riforma complessiva dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, in ragione della contingente situazione economico-finanziaria del Paese;

– il Governo, con il Decreto Legge 21-05-2013 n. 54, ha recentemente disposto la sospensione del versamento della prima rata dell’imposta municipale di cui all’art.13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, per le abitazioni principali classificate nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5 e A/6, e altre unità immobiliari ad esse assimilabili;

considerato che:

– la disciplina inerente le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto dai cittadini italiani residenti all’estero non prevede attualmente la loro classificazione come abitazioni principali, a differenza di quanto stabilito dalla Legge 24-03-1993 n. 75, a meno che non lo stabiliscano i regolamenti specifici approvati dai singoli Comuni interessati, i quali possono disporre tale classificazione a condizione che le unità immobiliari in questione non risultino locate;

– l’orientamento prevalente dei Comuni è quello di non usufruire di tale facoltà;

considerato inoltre che:

– per quanto riguarda le modalità di pagamento dell’imposta, i cittadini italiani residenti all’estero, a differenza di quanto previsto dalla Legge 24-03-1993 n. 75, sono in tutto e per tutto assimilati ai cittadini residenti in Italia, nonostante la loro condizione di evidente svantaggio nel rapporto con la pubblica amministrazione e gli enti locali;

Tenuto conto che

-I cittadini italiani residenti all’estero hanno svolto un ruolo fondamentale rispetto allo sviluppo economico e l’equilibrio finanziario del Paese, nel passato così come nel presente: va ricordato, a titolo esemplificativo, che tale contributo può essere solo parzialmente quantificato in una quota pari al 5-7% delle entrate nella bilancia dei pagamenti tra gli anni 50 e gli anni 70 del secolo scorso, attraverso le rimesse; tale contributo oggi, considerando le somme che le casse pensionistiche pubbliche estere versano ai nostri connazionali in pensione rientrati in Italia, insieme a quelle versate dalle casse pensioni aziendali e ai versamenti di derivazione privatistica, si può stimare realisticamente una cifra di cinque miliardi di euro spesi e investiti, anno dopo anno, in Italia;

– hanno avuto luogo rilevanti trasformazioni del fenomeno migratorio negli ultimi decenni e in particolare in questi ultimi anni, tali da modificare sensibilmente la qualità e la quantità delle nuove migrazioni, la natura dei bisogni individuali, le potenzialità economiche e culturali rappresentate dal fenomeno stesso per il futuro del nostro Paese;

considerato da ultimo:

– l’importanza che diversi Paesi europei, quali ad esempio Germania, Francia, Spagna, attribuiscono alla funzione propulsiva che le comunità e i singoli cittadini residenti all’estero svolgono in ordine alla competitività e alla capacità di attrazione degli investimenti esteri dei rispettivi sistemi-paese: nello scenario globale, a maggior ragione nella condizione critica che affligge le economie europee e in particolare quella del nostro Paese, la solidità del legame tra i Paesi d’origine, i singoli cittadini espatriati e le comunità, l’attenzione al ruolo strategico della lingua e della cultura di riferimento, sono fattori essenziali per lo sviluppo delle imprese, l’appetibilità dei prodotti e la crescita dell’occupazione;

-la valenza simbolica e delle implicazioni materiali che l’abitazione di proprietà riveste per i cittadini italiani residenti all’estero, in maniera particolare per le seconde e terze generazioni: dal punto di vista simbolico essa rappresenta spesso l’unico legame rimasto con la patria di origine; quanto alle implicazioni materiali, queste non riguardano solo i proprietari delle abitazioni ma anche e soprattutto il circuito economico dei territori. I rischi immediatamente derivanti da un allentamento o una recisione del legame di cui sopra sono ingenti, e devono essere considerati nell’ambito di una valutazione costi-benefici dell’assetto impositivo attuale: desertificazione urbanistica di territori già particolarmente provati dalla crisi e dalle nuove ondate migratorie; ulteriore depauperamento dei valori immobiliari, e relative conseguenze sul settore edilizio; brusca diminuzione del turismo di ritorno;

impegna il Governo:

ad operare, in ragione delle considerazioni precedentemente esposte e nell’ambito della riforma dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, nella direzione di un riassetto dell’imposizione fiscale sulle unità immobiliari possedute da cittadini italiani residenti all’estero a titolo di proprietà o di usufrutto, a condizione che non risultino locate o concesse in comodato d’uso gratuito, e per un’unica unità immobiliare, in conformità alle seguenti indicazioni: classificazione delle suddette unità immobiliari come abitazione principale; ripristino delle modalità di pagamento previste dalla Legge 24-03-1993 n. 75; introduzione di criteri certi di identificazione dei soggetti interessati, a cominciare dalla obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per impedire che la riforma in discussione possa generare nuove forme di elusione fiscale”. (Inform)

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