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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha risposto in Commissione Esteri e Difesa all’interrogazione Giacobbe (Pd- ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) sull’utilizzo di Spid da parte degli italiani residenti all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

Avviata una sperimentazione per abilitare alcune sedi diplomatiche e consolari a verificare l’identità personale dei richiedenti di SPID all’estero

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha risposto in Commissione Esteri e Difesa al Senato all’interrogazione dei senatori del Pd Francesco Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), Francesca La Marca (ripartizione America settentrionale e centrale) e Alessandro Alfieri sull’utilizzo di Spid da parte degli italiani residenti all’estero.

La richiesta verteva nello specifico su quali azioni il Ministro degli Esteri Antonio Tajani intendesse adottare per consentire agli italiani all’estero, specie quelli residenti nei Paesi extra Ue, di continuare ad usufruire del servizio di Spid per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione italiana.

Nella sua risposta il Sottosegretario ricorda che per il rilascio dello Spid è necessario procedere con il riconoscimento della propria identità, anche in modalità online, che è possibile per tutti coloro che detengono un documento o il passaporto italiani e un codice fiscale. Tuttavia, se all’interno dell’Unione Europea è possibile ottenere la Carta d’Identità Elettronica presso Ambasciate e Consolati e quindi procedere con il riconoscimento dell’identità ai sensi del regolamento del’Agenzia italiana per l’identità digitale, ciò non avviene per i residenti extra Ue.

Silli ricorda però che tale richiesta di un documento non restringa in modo significativo la platea dei potenziali utenti, “se si considera la diffusione del passaporto tra gli italiani che vivono lontano dai nostri confini – afferma. “Quanto al codice fiscale – ricorda il Sottosegretario, – è possibile ottenerlo presso Ambasciate e Consolati nel mondo”.

“La Farnesina continua a promuovere l’adozione dell’identità digitale da parte degli italiani all’estero – prosegue Silli, richiamando una recente sperimentazione che ha accreditato l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme in qualità di Registration Authority Officer (Rao), la struttura che verifica l’identità personale di chi richiede lo SPID all’estero.

“Dal momento che è in corso una riflessione sulle modalità della futura identità digitale in generale, la Farnesina prosegue allo stesso tempo nello sforzo di facilitare una maggiore diffusione della Carta d’Identità Elettronica all’estero, canale fondamentale e alternativo allo SPID. L’Agid inoltre evidenzia – ricorda Silli – che il cittadino italiano residente all’estero può ottenere lo SPID online, se già dispone di altra identità digitale o di documento di riconoscimento rilasciato da un’Autorità italiana. Oppure di persona, presso le Ambasciate e i Consolati che verranno abilitati come RAO pubblico. Per ora, come ricordato, solo in alcune Sedi a livello sperimentale”.

Il Sottosegretario segnala infine che nel Decreto Milleproroghe è stata inserita, “anche su impulso del Maeci, un’ulteriore proroga del termine per l’entrata in vigore dell’obbligo di accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione esclusivamente con credenziali SPID, CIE e CNS”, a marzo 2026. “Indipendentemente dal percorso che seguirà l’identità digitale, ciò garantirà la possibilità per i connazionali all’estero di continuare ad accedere ai servizi consolari in rete e ai relativi portali della Farnesina anche senza il possesso di SPID – segnala Silli, rimarcando che “l’estensione dei servizi digitali è la soluzione più efficace in questo senso, tenuto conto che una riduzione della pressione allo sportello delle Sedi all’estero migliorerà ulteriormente anche la qualità dei servizi da erogare necessariamente in presenza”.

In sede di replica, Alfieri si dichiara soddisfatto della risposta ricevuta, visto che “l’utilizzo dello SPID si è rivelato un utile strumento nelle mani dei cittadini per sbrigare le loro pratiche amministrative, senza sovraccaricare le strutture consolari”. Accolta con favore anche la circostanza che alcune realtà consolari si stanno attrezzando per la sperimentazione in qualità di RAO, che Alfieri ritiene configurerà “un vero e proprio salto di qualità nel quadro della transizione digitale prevista dal PNRR”. (Inform)

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