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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera la presentazione del libro di Gianni Lattanzio: “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è tenuta nei giorni scorsi , presso la Sala Stampa di Montecitorio, la presentazione del volume di Gianni Lattanzio: “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano” . Il libro propone Santa Francesca Saverio Cabrini come figura capace di misurarsi con la storia e con il presente, offrendo una lettura originale della sua vicenda là dove si intrecciano migrazioni di massa, povertà urbana, scuola, responsabilità delle istituzioni e funzione sociale della cura . Madre Cabrini non è presentata solo come icona edificante, ma come risposta concreta alle ferite del suo tempo, capace di tradurre la fede in opere, ambienti educativi e istituzioni della misericordia . L’autore mette in luce l’attualità del messaggio cabriniano in relazione alle grandi questioni di oggi: mobilità umana, educazione integrale, fragilità e nuove povertà, responsabilità delle comunità ecclesiali e civili. Alla presentazione sono intervenuti: la missionaria Suor Patricia Godoy, il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, Elisabetta Trenta (già Ministro della Difesa), Dario Nanni (Presidente Commissione Giubileo di Roma Capitale), il giornalista Rai Luciano Ghelfi, l’artista Meo Carbone e Gioacchino Onorati (editore “La Bussola”). Ha moderato l’incontro la giornalista Chiara Santomiero che, nell’intervento introduttivo,  ha riflettuto sulla consapevolezza di Madre Cabrini circa la complessità del viaggio dei migranti che non si riduceva solo alla traversata oceanica in senso fisico ma che si estendeva nel successivo percorso verso il riconoscimento, l’integrazione e l’ottenimento di un lavoro stabile. “Adesso siamo noi ad essere alla prova dei nostri tempi”, ha precisato la giornalista spiegando così l’estrema attualità del pensiero di Cabrini. Dal canto suo il deputato Porta si è detto particolarmente emozionato nell’introdurre un libro scritto da Gianni Lattanzio e incentrato attorno alla figura di una personalità tanto importante come Madre Cabrini. Porta ha sottolineato lo spessore dell’azione di Cabrini nei confronti delle fasce più deboli. “Ha scelto di stare dalla parte loro, da parte di coloro che avevano maggiori problemi: lo ha fatto non solo con la spiritualità ma con le opere e con percorsi sociali che hanno ridato dignità a queste persone, altrimenti condannate alla marginalità”, ha precisato il deputato evidenziando che Cabrini si è distinta come punto di riferimento per l’emigrazione italiana. “Noi italiani all’estero siamo stati protagonisti di costruzione di intere società e Paesi”, ha aggiunto Porta ricordando che oggi l’Italia è allo stesso tempo Paese di emigrazione e immigrazione: “un crocevia di mobilità”, ha precisato il deputato. “Veniamo interrogati sul modello di società che vogliamo realizzare e che guardi alle migrazioni non come minaccia da contenere”, ha poi rilevato Porta. Secondo il deputato, il messaggio di Cabrini “ci invita a non dimenticare il debito di memoria verso chi è partito ma anche a rendere questa memoria come lente per poter affrontare i problemi dei nostri tempi con le sue trasformazioni”. “Siamo figli di una storia di emigrazione”, ha concluso Porta. Ha poi preso la parola Suor Patricia che ha sottolineato come da questo libro si evidenzi un’inquietudine spirituale che si è fatta conquistare dalle opere di Cabrini e dal suo umanesimo profondo. “Francesca parla al cuore di tutti perché ha intercettato le attese del cuore di tutti e la sua attualità dipende da ciascuno di noi”, ha spiegato Suor Patricia riferendosi a Madre Cabrini. La parlamentare europea Camilla Laureti ha inviato un saluto letto da un suo collaboratore. Nel messaggio Laureti si è detta orgogliosa di poter partecipare a questa “riflessione sull’attualità della figura di Santa Francesca Cabrini” in un’epoca segnata da mobilità, paure e fratture sociali. “Madre Cabrini ci mostra che l’accoglienza vera non è solo il gesto emotivo di un giorno ma un lavoro paziente per costruire comunità”, ha spiegato Laureti. Dario Nanni ha spiegato come questo libro sia di straordinaria attualità perché si parla di migranti. “Spesso ci si dimentica di essere un Paese di migranti”, ha evidenziato Nanni ricordando che “le migrazioni sono cicliche soprattutto nel Mediterraneo che è una sorta di crocevia” e sottolineando l’importanza di non generalizzare ma di prendere in considerazione il concetto di solidarietà. Elisabetta Trenta ha ricordato a sua volta come, in un’epoca di migrazioni globali, Madre Cabrini ci chiami a riflettere sull’attualità del suo messaggio. Trenta ha anche sottolineato quanto le acque del Mediterraneo siano state spesso teatro di tragedie. “Lei attraversò un Oceano e vide da vicino cosa significa essere sradicati”, ha aggiunto Trenta evidenziando come Cabrini fu testimone oculare dei percorsi migratori degli italiani. “Oggi si parla pochissimo di integrazione e solidarietà mentre sentiamo parlare di rimpatri forzati”, ha aggiunto  Trenta precisando che la vera sfida delle istituzioni è proteggere le comunità senza perdere di vista la solidarietà. Dal canto suo Luciano Ghelfi ha spiegato come a volte sembra che ci si dimentichi di essere stati terra di emigrazione. “La carità è un sentimento straordinario ma è molto importante anche saperla organizzare”, ha aggiunto evidenziando la concretezza di Madre Cabrini. L’editore Onorati si è soffermato su una memoria familiare essendo nipote di due nonni che sono emigrati nelle Americhe agli inizi del ‘900, quindi nel periodo di attività di Madre Cabrini che ha aiutato tante persone disperate che cercavano solo di riscattarsi. Il vignettista Lucio Troiano, autore della copertina del libro, ha raccontato di aver utilizzato la sua esperienza nel campo del disegno umoristico per interpretare con leggerezza un argomento difficile e dai contorni a volte tragici come l’emigrazione. L’altro artista, Meo Carbone, ha spiegato come le immagini possano contribuire molto a raccontare un tema come l’emigrazione, ridando dignità a quanti sono andati altrove in cerca di un futuro migliore. Nel suo intervento Gianni Lattanzio, dopo aver rilevato l’importanza  delle tante riflessioni emerse durante il dibattito, ha spiegato come l’umanesimo di Madre Cabrini sia attuale in una società in profondo cambiamento come quella di oggi. Secondo Lattanzio, l’insegnamento di Cabrini ci deve portare a “costruire una società sostenibile per difendere la dignità della persona” in contesti dove alla grande ricchezza si contrappone alla grande povertà all’interno di una stessa città. Lattanzio ha inoltre invitato a riflettere sull’idea di “ricostruire città a misura d’uomo”. (Inform)

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