QUIRINALE
ROMA – “I rapporti fra Corea e Italia sono sempre più stretti. Si sono consolidati, anno per anno, in tanti settori. Si basano, innanzitutto, su una profonda condivisione dei valori di riferimento, la democrazia, lo Stato di diritto, la legalità internazionale. E anche si basano su una lettura convergente di quanto accade nel mondo. Ne discendono sintonia politica, disponibilità a sviluppare commerci, collaborazioni economiche, sinergie nella difesa, nella ricerca scientifica e tecnologica, scambi culturali profondi tra i nostri Paesi e tra le società civili”. Lo ha dichiarato alla stampa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo i colloqui al Quirinale con il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung, in visita di Stato in Italia e che domani incontrerà la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e presiederà un Forum di alto livello tra imprese coreane e italiane insieme al Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, oggi presente in Quirinale insieme all’Ambasciatrice d’Italia a Seoul Emilia Gatto. “Questa tendenza, domani, in occasione dell’incontro del Presidente Lee con la Presidente del Consiglio, troverà un riconoscimento ulteriore perché verrà elevato il partenariato bilaterale a livello strategico speciale, e nell’attuazione di un piano d’azione congiunto al 2030”, ha aggiunto il Capo dello Stato anticipando che “saranno anche firmate numerose intese, che ricoprono molti degli ambiti più importanti e avanzati della nostra collaborazione”. “Con il Presidente Lee abbiamo concordato che vi è un grande potenziale di accrescimento della nostra collaborazione; sul piano, anzitutto, dell’interscambio commerciale e della collaborazione fra i rispettivi sistemi produttivi”, ha spiegato Mattarella sottolineando che “i dati di oggi – che sono alti nell’interscambio e negli investimenti diretti – sono importanti, significativi, ma possono essere ulteriormente accresciuti” , che “l’Italia guarda con ammirazione all’eccellenza dell’industria coreana” e che “in tanti settori sussistono condizioni di complementarietà, per i nostri sistemi produttivi, per sviluppare nuove collaborazioni industriali, che i nostri Paesi già hanno avviato, anche in settori di punta”. Nel corso dell’incontro “abbiamo parlato dell’Intelligenza Artificiale, abbiamo parlato dei semiconduttori, abbiamo collaborazioni, ipotizzabili per sistemi complementari, dall’aerospazio alla green economy”. “Anche le relazioni culturali, cui attribuiamo entrambi grande importanza, sono intense” ha rimarcato Mattarella ricordando “il recente successo dell’anno dello scambio culturale tra Corea e Italia” , che “da diversi anni l’Italia accoglie e riceve una grande diffusione della cultura coreana nel cinema, nelle serie televisive, nella letteratura, nella musica” e osservando che “i nostri giovani sono attratti da queste forme della cultura coreana”. Il Presidente Lee si recherà anche a Firenze dove sarà firmata una intesa di cooperazione tra gli Uffizi e il Museo nazionale coreano I due Capi dei Stato hanno anche affrontato alcuni temi della situazione internazionale, “perché i nostri Paesi, Repubblica di Corea e Italia, condividono il medesimo approccio nell’affrontare sfide e minacce del nostro tempo”. “Condividiamo le posizioni e gli appelli di dialogo, di collaborazione che, in tutte le regioni interessate, il Presidente Lee propone, svolge e presenta. Condividiamo, in Italia, la convinzione che sia necessario mantenere l’Indo-Pacifico come spazio sicuro, libero, aperto. Aperto alla navigazione, aperto, ai commerci, come è interesse delle popolazioni di ogni parte” ha detto Mattarella . “Abbiamo parlato – ha spiegato – anche delle varie crisi che vi sono nel mondo che vanno dall’Ucraina al Medio Oriente, al Libano, a Gaza. Abbiamo parlato del sostegno all’Ucraina, abbiamo parlato dell’esigenza di raggiungere un punto che consenta una pace giusta e duratura. Abbiamo parlato delle conseguenze che le crisi, nel mondo, comportano anche per i nostri Paesi, sul piano energetico, ma non soltanto su quello, e delle conseguenze che comportano per l’intera comunità internazionale, particolarmente per i Paesi più deboli sul piano alimentare. Abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di Paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi, più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli. Abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente. Lo siamo – ha ricordato Mattarella anche in UNIFIL, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi finché vi è stata la possibilità negli anni passati e che siamo sempre disposti a fornire, nell’ambito Nazioni Unite, e ovunque vi siano crisi e richieste di collaborazione per la pace. Perché è questo l’obiettivo che coltivano insieme Corea e Italia. Abbiamo, quindi – ha affermato il Presidente – una visione comune della vita internazionale, che auspichiamo sempre collegata a regole rispettate, condivise, che consentano alle popolazioni di guardare al futuro con serenità”. (Inform)