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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Nell’Aula di Montecitorio le comunicazioni del Presidente del Consiglio Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno: Il futuro Quadro finanziario pluriennale dell’Ue dovrà assicurare all’Unione risorse adeguate, tanto per rispondere alle sfide del nostro tempo, quanto per sostenere le sue ambizioni politiche

CAMERA DEI DEPUTATI

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA –  Nell’Aula di Montecitorio si sono svolte le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno prossimi.  Nel suo intervento il Premier ha sottolineato come in un contesto mondiale caratterizzato dalla guerra in Ucraina – che supera, per durata, la Prima Guerra Mondiale – alla crisi in Medio Oriente, dalle tensioni che impattano sull’economia globale alle esigenze di rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, dalle iniziative necessarie a garantire competitività al nostro sistema produttivo fino alle nuove emergenze sanitarie internazionali, l’Unione europea sia chiamata a dimostrare capacità di iniziativa, unità, visione strategica: “un quadro, nel quale si inserisce anche il confronto sul futuro Quadro Finanziario Pluriennale, che dovrà assicurare all’Unione risorse adeguate, tanto per rispondere alle sfide del nostro tempo, quanto per sostenere le sue ambizioni politiche”, ha spiegato Meloni. “La nostra linea non cambia: sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora, a nostro avviso, l’unico modo serio di creare condizioni che possano costringere all’apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee, perché fino a quando la Russia rifiuterà un cessate il fuoco e l’avvio di trattative serie, sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica. Tuttavia, la fermezza da sola non basta più, se non è accompagnata anche da una visione di lungo periodo”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio ritenendo anche necessario individuare una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati Membri per portare il punto di vista dell’Europa in un’eventuale negoziato. “Insomma, tanto sull’Ucraina quanto sui Balcani Occidentali, le nostre posizioni sono sempre le stesse, e le rappresentiamo con chiarezza e coraggio in ogni sede. Indipendentemente dalla partecipazione o meno alla singola riunione. E, anzi, dal mio punto di vista, se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremmo forse a offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi”, ha aggiunto il Premier. “Nel prossimo Consiglio europeo si discuterà anche della crisi in Medio Oriente, che continua a destare enorme preoccupazione sotto il profilo umanitario, della sicurezza regionale e della stabilità economica globale”, ha proseguito Meloni ricordando che le conseguenze di questa crisi incidono direttamente sugli equilibri internazionali, sulla libertà di navigazione, sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento. Il Presidente del Consiglio ha pertanto auspicato in particolar modo il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “Nel frattempo, sul piano diplomatico, continuiamo a sostenere l’altalenante dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’importante opera di facilitazione svolta da diversi Paesi, in particolare Qatar e Pakistan, nella consapevolezza che il negoziato resta fragile”, ha continuato Meloni anticipando che il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un’occasione importante per un confronto con i partner, a partire da Donald Trump. “Collegata alla crisi in Iran è anche la ripresa del conflitto in Libano, una Nazione alla quale l’Italia è legata da una profonda amicizia e da un impegno storico per la pace e la stabilità. Testimoniato, del resto, da decenni dai nostri soldati, che ancora una volta voglio ringraziare per il loro prezioso lavoro, condotto in Libano con professionalità, coraggio e senso dello Stato. Proprio per questo siamo stati, e saremo, sempre molto chiari: ogni attacco contro UNIFIL, contro il suo personale, contro le sue basi e contro la libertà di movimento della missione è inaccettabile. Lo abbiamo condannato senza ambiguità e continueremo a farlo. La sicurezza dei caschi blu deve essere garantita da tutti gli attori sul terreno”, ha sottolineato il Premier evidenziando che, in questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere con convinzione le Forze Armate Libanesi, che rappresentano un presidio fondamentale dell’unità nazionale e della sovranità del Libano. Meloni ha poi precisato che, anche per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, il Consiglio europeo dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni tra l’Unione Europea e Israele. A proposito di Israele, meloni ha ribadito la richiesta di sanzioni verso il Ministro Ben-Gvir. “Non possiamo, poi, distogliere l’attenzione da Gaza, dove, anche se un fragile cessate il fuoco tiene, la situazione rimane difficilissima. L’Italia sta continuando nel suo impegno umanitario per la popolazione: proseguono le evacuazioni di studenti e la consegna di beni alimentari nella Striscia, e lavoriamo con i partner per creare le condizioni di una ripresa dei servizi essenziali a Gaza”, ha aggiunto Meloni. Sulle questioni meramente interne all’UE, il premier ha ricordato la richiesta al Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di garantire maggiore flessibilità di bilancio agli Stati membri per affrontare la crisi energetica. “La Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi aiuti di Stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno così un totale di 37,15 gigawatt di capacità di produzione di energia elettrica, con il risultato di aumentare del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia”, ha spiegato Meloni che invece sul Quadro Finanziario Pluriennale ha posto alcune questioni. “Non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale, a fronte di maggiori contributi, l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. “I cosiddetti “rebates” vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che, in qualità di terzo contributore netto al bilancio della UE, anche l’Italia goda dello stesso privilegio. Chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali, deve guardare altrove. Da parte nostra, siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca e della Coesione”, ha rilevato Meloni ricordando poi anche l’impegno del suo governo per “ridurre gli sbarchi degli immigrati,  combattere i trafficanti di esseri umani e rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito”. (Inform)

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