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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro degli Esteri Tajani risponde nell’Aula di Montecitorio all’interrogazione Lupi sui i principali risultati del Piano Mattei per l’Africa: Il Piano è uno strumento di politica estera che unisce diplomazia, cooperazione, investimenti e imprese, costruendo partenariati solidi, duraturi e di reciproco beneficio

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – Nell’Aula di Montecitorio il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto all’interrogazione di Maurizio Lupi su quali siano i principali risultati del Piano Mattei per l’Africa, anche con riferimento alle opportunità che possono aiutare il Paese sul piano internazionale a sviluppare una politica energetica utile anche a fronteggiare il costo dell’energia. Dopo l’intervento della deputata Maria Rosaria Carfagna , che in qualità di cofirmataria, ha illustrato l’interrogazione, ha preso la parola Tajani: “L’Africa – ha esordito il Ministro – è una priorità strategica della politica estera italiana. Il Governo l’ha messa al centro della propria azione con il nuovo approccio incentrato su partenariati paritari e crescita condivisa. Il Piano Mattei è la strategia con cui traduciamo questa visione in azione concreta. Vogliamo continuare ad essere sempre più un interlocutore privilegiato e un ponte tra l’Africa e l’Europa. È un impegno che il Presidente del Consiglio Meloni ha rilanciato in occasione del secondo vertice Italia-Africa svoltosi per la prima volta sul suolo africano ad Addis Abeba a febbraio scorso. La terza relazione annuale sull’attuazione del Piano, trasmessa proprio oggi al Parlamento, dimostra – ha proseguito Tajani – che i risultati sono concreti e misurabili. I Paesi partner sono raddoppiati, passando da 9 a 18, e abbiamo realizzato 76 progetti. La scorsa settimana ho presieduto la cabina di regia che coinvolge amministrazioni pubbliche, imprese, Terzo settore e oggi anche la rappresentanza della diaspora africana in Italia. Stiamo portando sempre di più la diplomazia della crescita in Africa. In questi mesi ho guidato missioni e promosso forum economici con i principali Paesi partner dal Kenya al Senegal, fino alla Tunisia, dove ho recentemente presieduto, insieme al Primo Ministro tunisino, un incontro imprenditoriale con centinaia di aziende. È il primo mercato in Africa, infatti, per il nostro export. L’interesse verso i partenariati con l’Italia è infatti fortissimo. Le nostre aziende – ha continuato il Ministro – sono protagoniste nei settori strategici. Per accompagnarle ho voluto attivare strumenti specifici dedicati al continente africano. La “Misura Africa” di SIMEST ha già sostenuto 145 finanziamenti per quasi 115 milioni di euro. Sono state approvate 45 iniziative che sostengono commesse per oltre 870 milioni di euro. SACE, con una “Task Force Africa” dedicata, ha già mobilitato oltre 4 miliardi di garanzie. Un ruolo centrale è svolto anche dalla cooperazione allo sviluppo. Quest’anno oltre il 60 per cento degli interventi sarà rivolto al continente africano, con progetti nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dello sviluppo sostenibile. In tutti questi ambiti mettiamo a disposizione il saper fare di eccellenza delle nostre imprese”. “Sul fronte energetico, richiamato dall’interrogazione, il Piano ha permesso all’Italia di partecipare direttamente – ha poi rilevato Tajani – ai grandi programmi continentali: “Mission 300” di Banca mondiale e Banca africana di sviluppo, l’Alleanza per le infrastrutture verdi e i progetti d’accesso all’elettricità in Costa d’Avorio, Mozambico e Repubblica del Congo. Resta inoltre strategico l’impegno sul cavo Elmed tra Italia e Tunisia che rafforza il nostro ruolo come snodo energetico tra Europa e Africa. A Tunisi ho annunciato che il progetto è entrato ora nella sua fase operativa. Anche la salute resta al centro del Piano. Finanziamo con oltre 90 milioni di euro l’Alleanza per i vaccini Gavi e il Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria. Siamo intervenuti con tempestività anche contro l’Ebola in Congo. Abbiamo consolidato l’architettura finanziaria del Piano Mattei rafforzando le collaborazioni con la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo, dando un nuovo impulso all’iniziativa di conversione del debito. A questo si affiancano i 15 interventi già deliberati dal Fondo italiano per il clima per circa 1,2 miliardi”. Il Ministro ha concluso il suo intervento sottolineando come il Piano Mattei sia “molto più di un insieme di progetti. E’uno strumento di politica estera che unisce diplomazia, cooperazione, investimenti e imprese. È la dimostrazione che l’Italia può contribuire alla crescita dell’Africa costruendo partenariati solidi, duraturi e di reciproco beneficio”. (Inform)

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