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“Il Cavalier don Antonio Della Lucia. Biografia di un pastore rivoluzionario, filantropo e poeta”

ASSOCIAZIONI

Pubblicazione di “Bellunesi nel mondo – edizioni” a firma del ricercatore Loris Serafini

 

 

BELLUNO – Figura geniale, riformatore, profeta, educatore, don Antonio Della Lucia non era mai stato studiato in maniera scientifica prima di oggi. Di lui si sono occupati i giornali dell’epoca e lo storico Ferdinando Tamis. Tuttavia una ricerca vera e propria sulla sua figura non era ancora stata affrontata.

Ci ha pensato “Bellunesi nel mondo – edizioni” pubblicando il libro “Il Cavalier don Antonio Della Lucia. Biografia di un pastore rivoluzionario, filantropo e poeta” a cura di Loris Serafini.

Basandosi sui documenti conservati presso l’Archivio storico della Pieve di Canale d’Agordo e presso altri archivi – compreso quello centrale dello Stato di Roma – Serafini ha ricostruito le tessere della vita del cavalier Della Lucia partendo dalla sua infanzia trascorsa tra Frassené Agordino – suo paese di origine – e Venezia, città in cui la famiglia si era trasferita per lavorare nell’ambito della produzione del cioccolato.

Parroco carismatico, ottimo predicatore, colto oratore, don Antonio iniziò, accanto alla sua straordinaria opera spirituale, pure la sua incisiva opera sociale.

Iniziò dalla parrocchia di San Tomaso, portando a termine l’idea del predecessore, che intendeva istituire un ente in favore dei poveri. Divenuto arciprete e vicario foraneo di Canale d’Agordo e dell’Alto Agordino, don Antonio fondò il primo asilo rurale della provincia di Belluno, lottò per l’emancipazione femminile, creò la prima latteria cooperativa in Italia a Forno di Canale e la Federazione della Latterie Agordine.

Fu nominato membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura dell’omonimo Ministero, unico prete su cinquanta membri, a partire dal 1894. Nominato dal Re cavaliere del Regno, don Antonio si preoccupò di migliorare le condizioni sociali e spirituali della sua gente.

Fu il formatore degli educatori di Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I (la mamma Bortola, il parroco don Filippo Carli), aspetto sottolineato anche dal cardinale Pietro Parolin, che ha curato la prefazione di questa pubblicazione.

Coniugò “Marta e Maria”, come rileva nella presentazione il prof. Giuseppe Gullino, già Ordinario di Storia Moderna dell’Università di Padova. Si occupò con cura dell’emigrazione in Brasile, facendo sì che i suoi parrocchiani trovassero un luogo che li accogliesse, organizzandoli tramite dei contatti che egli aveva in loco.

L’opera corposa, che ripercorre tutta la vita del sacerdote, si può acquistare direttamente presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in via Cavour 3 a Belluno. È possibile anche ordinarla scrivendo una mail a: edizioni@bellunesinelmondo.it.  (Inform)

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