martedì, 11 Giugno, 2013 in
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MOSTRE
Giuseppe Penone, primo italiano alla reggia di Versailles
L’inaugurazione alla presenza del primo ministro Ayrault e dell’ambasciatore d’Italia Magliano
PARIGI – E’ il primo artista contemporaneo italiano ad esporre le sue opere alla reggia di Versailles, dopo Jeff Koons, Takashi Murakami, Bernar Venet e Joana Vasconcelos. Giuseppe Penone, tra i maggiori esponenti dell’arte povera, ha realizzato per l’immenso parco della reggia una ventina di sculture di alberi in bronzo, esposte dall’11 giugno al 31 ottobre.
La mostra è stata inaugurata alla presenza dell’artista, dell’ambasciatore d’Italia Giandomenico Magliano, del primo ministro Jean–Marc Ayrault con la partecipazione di circa mille invitati esponenti del mondo politico, della cultura e dell’informazione francese e internazionale.
I visitatori della Reggia potranno ammirare 17 opere di Penone nei giardini alla francese, nella grande terrazza e lungo la Grande Prospettiva, nonché all’interno del Bosquet de l’Etoile e del Castello. L’evento si colloca nel quadro delle celebrazioni dedicate al grande architetto e paesaggista francese André Le Nôtre di cui ricorrono i 400 anni dalla nascita.
“Il giardino luogo emblematico sintesi del rapporto uomo-natura”
Nelle parole dell’artista piemontese, il “giardino è un luogo emblematico che sintetizza il pensiero occidentale sul rapporto uomo-natura. Costruito per esaltare il potere dell’uomo, il giardino di Le Nôtre
sottolinea la forza della natura che ridimensiona l’azione dell’uomo, costretto ad un lavoro permanente di manutenzione e preservazione”.
Penone ha scelto l’albero in quanto “essere vivente che memorizza il suo vissuto e le sue necessità nella sua forma, è una scultura esemplare. E’ come se lo scultore riuscisse a memorizzare tutti i gesti della sua vita, e se tutti i gesti della sua vita avessero una necessità e un interesse”. Il materiale di predilezione di Penone è il bronzo ”perché nella fusione in bronzo si usano degli elementi naturali, e perché c’è tutta una logica della fusione che sfrutta la forza di gravità e che ha qualche analogia con i rami degli alberi. ”Inoltre – prosegue l’artista – il bronzo è un materiale che si ossida con la pioggia, il vento, il sole, acquisendo una colorazione che è molto simile, quasi mimetica, a quella dell’albero. E poi è un materiale che dura nel tempo”. (Inform)



