ASSOCIAZIONI
LIONE – “L’attività essenziale dell’associazione DACI; Discendenti Ex-combattenti e Reduci di Lione è quella di portare la bandiera italiana alle numerose cerimonie e commemorazioni ufficiali italiane e francesi in Lione, la terza città di Francia. A Lione abbiamo un riquadro italiano in un cimitero della città; è terra italiana donata affinché soldati italiani morti durante la Grande Guerra vi siano sepolti, sono una settantina di croci sovrastate da una gigantesca statua della Grande Madre in marmo bianco statuario di Carrara, ma in realtà i nomi italiani sui monumenti di Lione sono molto numerosi come alla Necropoli Nazionale della Doua un cimitero davvero monumentale. La nostra associazione ha assunto da decenni il dovere morale di presentare la bandiera italiana, nel rispetto della memoria dei nostri padri; per far questo cinque alfieri si alternano alle commemorazioni, portano il cappello dei loro padri, nonni, alpini per la maggioranza, ma anche da bersagliere”. Così Danilo Vezzio, presidente della DACI, che in una nota riferisce: “Ultimamente abbiamo presenziato in un cimitero senza croci, si tratta del Tata Senegalese di Chasselay”. “In lingua senegalese Tata -spiega – significa ‘recinto di terra sacra’: in questo caso si tratta di un cimitero di soldati africani (uccisi dalle truppe tedesche, ndr.) provenienti dalle colonie francesi, come il Congo, la Costa d’Avorio, il Dahomey, il Gabon, la Guinea, il Mali ecc. In questi Paesi la popolazione è maggiormente musulmana, e sulle tombe musulmane si mette semplicemente una pietra in corrispondenza alla testa del defunto: in questo Tata un cippo sostituisce la pietra”, “Come al solito alla fine della cerimonia il nostro alfiere ‘bersagliere’ è sempre molto fotografato grazie al bellissimo capello piumato; come italiani ne siamo fieri. Gli alfieri, bersaglieri e alpini di Lione, saranno sempre presenti in memoria dei nostri padri”, sottolinea Vezzio. (Inform)