direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ciclo ‘Dossier’: un incontro online sul nascente Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana

ITALIANI ALL’ESTERO

Organizzato della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo

 

BOLOGNA – Si è tenuta una puntata speciale del ciclo ‘Dossier’, promosso dalla Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, organizzata in collaborazione con il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana: il museo nasce dall’accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, la Regione Liguria e il Comune di Genova. L’evento online si è tenuto nell’ambito di Smarginando, il Festival che promuove e accompagna l’apertura del nuovo MEI: l’obiettivo è costruire una geografia inedita che restituisca la storia dell’emigrazione in diversi luoghi e utilizzando diversi linguaggi. Il MEI nascerà a Genova: una città fortemente legata all’emigrazione in quanto punto di partenza per milioni di italiani diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia e all’Australia. A tale progetto la Consulta contribuisce con il proprio patrimonio storico e documentale presente nel Museo MIGRER. Sarà un museo immersivo, multimediale e interattivo, dove ‘fare esperienza’: l’ultima frontiera dell’innovazione nei musei. Al dibattito, moderato da Gianfranco Coda (Consulta ER nel Mondo), hanno preso parte: Marilina Bertoncini (Vicepresidente Consulta ER nel Mondo), Pierangelo Campodonico (Direttore Istituzione MUMA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni), Paolo Masini (Presidente Comitato di Indirizzo MEI), Carlotta Colombatto (Biblioteca Berio-Genova). Campodonico ha ripercorso l’evoluzione storica dell’emigrazione italiana: proprio da Genova si apre infatti la strada alle grandi emigrazioni italiane. “E’ proprio a causa dell’emigrazione che si svilupperà la marineria italiana moderna”, ha spiegato Campodonico riferendosi al ruolo degli armatori e quindi delle grandi navi genovesi. “Tra ‘800 e ‘900 il flusso arriverà dalle regioni meridionali e gli armatori genovesi si organizzano di conseguenza facendo arrivare a Genova questi migranti con in treni; poi si attrezzeranno per portare le navi nei porti di Napoli e Palermo”, ha precisato Campodonico annunciando l’idea del digital MEI. “E’ un’area virtuale del museo volto a renderlo facilmente raggiungibile dai tanti che si pongono domande sui propri antenati: a volte i più desiderosi di conoscere sono coloro che per varie ragioni non possono tornare in Italia”, ha precisato Campodonico. Masini ha parlato di un lavoro partito da mesi incentrato molto anche sui contenuti del museo: “vogliamo far conoscere non solo il lavoro fatto ma anche le sinergie messe in campo”, ha raccontato Masini. “Occorreva affrontare questa tematica tenendo conto dei cambiamenti: le nuove tecnologie e le accortezze particolari dettate dalla pandemia. Sarà un museo immersivo relativamente alla documentazione e sarà un museo che parla di storie di persone emigrate per tanti motivi: dai missionari a chi è dovuto andare via per le leggi razziali passando per chi è partito per necessità. Abbiamo le storie più disparate”, ha aggiunto Masini sottolineando come finora siano stati siglati circa 40 protocolli d’intesa per parlare di emigrazione a 360 gradi. Masini ha voluto ricordare anche la spinta che è venuta dai tanti italo-discendenti nel mondo. “L’idea di un museo digitale ci permette di fare mostre a tema: abbiamo tanto materiale e, per l’imminente apertura, abbiamo fatto una cernita toccando comunque vari punti”, ha sottolineato Masini. Colombatto ha precisato che la Biblioteca Berio ospiterà alcune attività del festival e sarà creata all’interno della stessa biblioteca una sezione dedicata alla mobilità, che sarà articolata in più direzioni. “Accanto ai saggi ci saranno opere letterarie per coinvolgere sul tema un pubblico quanto più variegato”, ha spiegato Colombatto auspicando una sempre maggiore sinergia tra musei, archivi e biblioteche. Colombatto ha rievocato brevemente la longevità della Biblioteca Berio che da subito ha giocato un ruolo importante sul territorio di Genova: all’inizio dell’800 la biblioteca diviene comunale ed è nel corso dei decenni tra le più frequentate d’Italia. Da parte di Marcelo Carrara (CGIE-Argentina) è giunta a distanza la domanda ai relatori relativamente alla maniera in cui possono collaborare a tale iniziativa le associazioni degli italiani sparse per il mondo. Masini ha ricordato il legame particolarmente forte con l’Argentina invitando i connazionali a inviare storie o materiale: ossia la maniera più pratica per poter collaborare. Bertoncini ha raccontato come proprio a Buenos Aires – e più in generale in Argentina – sia possibile venire a conoscenza di tante storie sull’emigrazione italiana. Parlando quindi dell’emigrazione in Argentina, Bertoncini ha evidenziato come esista un legame fortissimo con Genova. “La mobilità italiana non è finita ma è cambiata: c’è una nuova emigrazione e dobbiamo seguire questa evoluzione”, ha spiegato Bertoncini invitando a valorizzare sempre di più il mondo dell’emigrazione. (Simone Sperduto/Inform)

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