ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Nel corso dell’ultimo giorno dell’Assemblea Plenaria del Cgie, ospitata dal Cnel, è intervenuto da remoto il professor Luca Paolazzi che ha presentato al Consiglio Generale un aggiornamento dell’iniziativa “Giovani expat”. Paolazzi ha in primo luogo spiegato come il lavoro si concentri sulla questione dell’attrattività dell’Italia per i giovani dei paesi avanzati. Su questo tema è stato presentato un rapporto il 4 dicembre scorso. Il lavoro prosegue ora attraverso la piattaforma giovaniexpat.it, che si prefigge vari obiettivi: dare voce ai giovani attraverso video interviste autoprodotte e acquisire informazioni dagli expat tramite un questionario in cui si chiede da dove partono, cosa li ha spinti ad andar via, dove sono collocati in questo momento, cosa hanno trovato all’estero, quali sarebbero le condizioni per tornare e dove si vedono tra 3 anni. Un altro obiettivo è quello di creare una vera e propria comunità tra i giovani. Paolazzi ha poi sottolineato come questa iniziativa possa risultare utile al Consiglio Generale per il tracciamento dei giovani all’estero, e che la ricerca si prefigge di dare un contributo al miglioramento dell’Italia. Paolazzi ha inoltre evidenziato come il flusso di emigrazione dei giovani italiani sia più elevato rispetto alla media europea. Paolazzi , dopo aver chiesto ai consiglieri del Cgie di diffondere il questionario per gli expat all’interno della rete degli italiani all’estero per accelerare i tempi della ricerca, ha anticipato che la seconda parte del lavoro si concentrerà sulle imprese. Segnalata al Consiglio Generale anche l’importanza di poter coinvolgere nella ricerca i giovani italiani, che pur non avendo conseguito titoli di studi superiori, abbiano cercato fortuna all’estero. Ha poi preso la parola il Presidente della VII Commissione (Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove) Matteo Bracciali che ha inizialmente sottolineato l’importanza della collaborazione tra il Cgie e Cnel , e, per quanto riguarda la ricerca , si è detto d’accordo con Paolozzi per il tentativo di monitorare anche i ragazzi che hanno scelto un percorso di vita diverso dal classico expat. Bracciali ha poi illustrato la relazione della Commissione VII che ha svolto due momenti di approfondimento, uno dedicato alla ricerca sugli expat e l’altro sul Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. “Negli ultimi 15 anni – ha evidenziato Bracciali – sono più di 600.000 i giovani tra i 18 e 34 anni, che hanno lasciato il paese, il saldo è negativo tra chi arriva e chi parte. Questo dato è interessante perché noi riteniamo che il tema sia la circolarità delle persone che si muovono, e non tanto la difficoltà a trattenere i ragazzi in Italia ma, quello di essere un paese attrattivo. In questo caso – ha proseguito Bracciali – sono 400.000 giovani che rappresentano il saldo negativo tra chi parte e chi torna. Quindi ci troviamo di fronte ad un Paese meno attrattivo”. Il Presidente ha poi spiegato come le motivazioni che spingono alla partenza vadano ricercate nelle opportunità lavorative, nella formazione, nella ricerca di una migliore qualità della vita, nella possibilità di vivere in contesti più dinamici internazionali e nella ricerca di ambienti percepiti come maggiormente meritocratici. “La legge 74/2025 sulla cittadinanza ha attraversato il dibattito nelle nostre comunità, e crediamo che oggi sia necessario interrogarsi su come rafforzare il legame tra il nostro Paese e i nuovi italiani, soprattutto per i giovani che continuano a guardare all’Italia come elemento fondamentale della identità culturale e familiare”, ha aggiunto Bracciali che vede nella lingua e nella cultura e nella partecipazione elementi importanti per non disperdere questo patrimonio e il legame con l’Italia. È poi intervenuta la Vice Presidente della VII Commissione Silvia Alciati che ha sottolineato come oggi i giovani siano orientati alla mobilità internazionale e partecipino a percorsi di formazione e inserimento lavorativo. “In questo contesto la Commissione – ha rilevato Alciati – ha promosso ed organizzato alcuni webinar, che hanno affrontato vari temi: la nuova mobilità, i cambiamenti del mercato del lavoro internazionale, il rapporto tra i giovani e la migrazione, il ruolo delle competenze professionali acquisite all’estero, le prospettive di rientro, la valorizzazione dei talenti italiani nel mondo e le nuove forme di partecipazione associativa ed istituzionale delle giovani generazioni. Con queste iniziative – ha aggiunto – crediamo di aver rappresentato un’importante momento di trasformazione in atto nella collettività italiana all’estero, permettendo di consolidare collaborazioni scientifiche ed istituzionali di particolare rilievo”. Alciati ha anche annunciato la realizzazione di altri due webinar nel prossimo semestre, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente i giovani residenti all’estero. “La mobilità internazionale – ha proseguito la consigliera – rappresenta un’opportunità di crescita personale e professionale e noi non la possiamo disincentivare. Ma è anche una sfida per il sistema Italia in termini di valorizzazione delle competenze e mantenimento dei legami con le comunità italiane nel mondo”. Alciati ha inoltre auspicato sia la creazione di un riconoscimento per i progetti innovativi giunti a buon fine per le comunità locali e portati avanti dai giovani italiani all’estero, sia la creazione di un canale Youtube dove pubblicare e condividere i webinar in modo da avvicinare un pubblico più giovane. E’ poi intervenuto il Consigliere Giuseppe Scigliano (Germania) che ha sottolineato la scarsa attrattività del nostro Paese rispetto ai giovani italiani all’estero e agli stranieri che volessero venire in Italia. Il Consigliere ha anche evidenziato come a tutt’oggi dall’Italia continuino a partire molti giovani connazionali, alimentando così lo spopolamento delle aree interne del nostro paese. A seguire l’intervento del Presidente dell’VIII Commissione (Digitalizzazione, Innovazione, Ricerca, Studi, Università) Massimiliano Picciani. “Abbiamo avuto un’interlocuzione con l’Ufficio I della Direzione Generale Cyber Sicurezza ed Informatica, dove quello che è stato presentato rispetto alla strutturazione dei servizi informatici per gli italiani all’estero, ci è sembrato molto positivo”, ha rilevato Picciani che ha poi evidenziato l’importanza della ristrutturazione dei servizi informatici della Farnesina che consentirà il superamento del servizio “Prenotami”, nonché la sequenzializzazione delle prenotazioni e la interoperabilità dei dati del cittadino tra i Consolati. Il Presidente ha inoltre sottolineato sia l’esigenza di fornire più informazioni agli studenti italiani che oggi partono per l’estero, sia di dare maggiore visibilità alle università italiane affinché gli italo – discendenti frequentino corsi di studio universitari in Italia. Picciani ha poi rilevato l’essenza “di una mappatura qualitativa e quantitativa dei ricercatori italiani all’estero, quanti sono, che cosa fanno, e dove sono”. Tutti dati che andrebbero raccolti per creare una rete e un data base dei ricercatori. Il Presidente, dopo aver annunciato la realizzazione nei prossimi mesi di un webinar sulla questione dei diplomi, ha concluso il suo intervento illustrando i due Ordini de Giorno elaborati dalla Commissione. Il primo propone che la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo favorisca momenti di aggregazione per i ricercatori italiani presso le Ambasciate ed i Consolati. Il secondo auspica la creazione di un meccanismo di accompagnamento per gli operatori dell’innovazione che rientrino sul mercato italiano. Entrambi gli OdG sono stati approvati all’unanimità. A seguire è intervenuto Vincenzo Arcobelli (USA) che ha segnalato la realizzazione della XX edizione della Conferenza dei Ricercatori Italiani nel mondo, che si terrà 18 giugno presso la Presidenza del Consiglio. Un’iniziativa che ha portato alla creazione della prima anagrafe dei ricercatori italiani all’estero. Il consigliere ha anche rilevato come presso il Maeci via sia la piattaforma Innovitalia da cui si potrebbe partire per creare una banca dati dei ricercatori italiani nel mondo. Su questo punto Picciani ha ricordato come Innovitalia sia ad iscrizione volontaria e quindi potrebbe rappresentare più che una banca dati un Forum di aggregazione e di presentazione delle opportunità di lavoro. Dal canto suo la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi ha rilevato come ci sia una “differenza sostanziale tra un Database e la comunità”, evidenziando come il Cgie, grazie alla sua legge istitutiva sia legittimato a porsi come “animatori di comunità, che è una cosa diversa dalla gestione amministrativa di dati e di database”. Dopo l’intervento Consigliere Aldo Lamorte (Uruguay) che ha sottolineato la necessità di fornire informazioni pratiche ai giovani che decidono di rientrare in Italia Antonio Paoletti (Confcommercio) ha illustrato un progetto, realizzato da Enasco Roma e dalla regione Friuli Venezia Giulia, volto alla formazione dei dipendenti Enasco all’estero per ricevere e formare i ragazzi che vogliono venire a lavorare in Italia per quei mestieri di cui abbiamo bisogno. Dal canto suo il consigliere Alessandro Boccaletti (Lega) ha sottolineato la necessità di avere sulla nostra emigrazione dati recenti e dinamici e non solo di carattere storico . Il conigliere ha ricordato come i dati Aire, al 31 dicembre 2024, evidenzino una presenza di 6 milioni e quattrocentomila residenti all’estero con un valore di consistenza familiare dell’1,66, superiore a quello registrato in Italia dell’1,14. Una presenza all’estero che al 31 dicembre 2025 è ancora aumentata anche se non si hanno dati disaggregati sulla consistenza familiare. Boccaletti ha anche affrontato la questione dei rientri rilevando come informazioni su questo fenomeno possano essere acquisite a livello comunale osservando i fattori dell’aumento dei consumi e degli investimenti. Ha poi preso la parola il Vice Segretario Generale di Nomina governativa Gianluca Lodetti: “Dobbiamo avere la consapevolezza piena del fatto – ha esordito il Vice Segretario – che tutti i pezzi di ragionamento di cui stiamo parlando sono parte di un unico grande discorso. Se noi lo affrontiamo in maniera parcellizzata, senza avere una visione di insieme, rischiamo di non avere una capacità di leggere strategicamente le questioni” “Ad esempio – ha continuato Lodetti – noi partiamo dai motivi dalle migrazioni analizzando i dati. L’Italia ha un deficit nell’offerta di lavoro e nel nostro sistema di welfare e i giovani che non si riconoscono più nel nostro modello di impresa e hanno un senso di precarietà che sta alla base della partenza . Via è poi una perdita di fattori identitari che li legano al nostro Paese. Per far fronte a questo – ha proseguito Lodetti – noi parliamo di soluzioni e di sistemi incentivanti e di sistemi per il mantenimento di legami strutturali e della stessa identità. Noi dobbiamo legare queste cose in un unico grande ambito, considerando importanti sia gli incentivi di rientro, sia il potenziamento dell’associazionismo e della rappresentanza per avere un sistema paese che vada in un’unica direzione”. Per il Vice Segretario dunque bisogna passare da un’idea di contenimento dell’emigrazione a una visione volta a governare, valorizzare e mettere a sistema questo fenomeno, in pratica da una strategia nazionale. “Tutto questo – ha aggiunto il Vice Segretario – deve sfociare nella Conferenza Stato – Regioni – Province Autonome – Cgie, dove tutti questi livelli locali possono sposarsi con l’ambito nazionale su tutta una serie di tematiche”. Nel suo intervento Antonio Iachini ha rilevato come dal recente accordo tra Europa e Mercosur possano crearsi nuove opportunità per le startup in Sud America che potranno collaborare con le ditte ad alta tecnologia italiana. Dal canto suo Antonio Morello (Argentina) ha evidenziato l’esigenza di promuovere, al fine di incentivare il rientro in Italia dei nostri giovani dall’estero, di una adeguata campagna informativa da svilupparsi attraverso le ambasciate i consolati e le associazioni registrate. Il Componente del CdP per l’Europa e l’Africa del Nord Tommaso Conte si è invece soffermato sulla importante differenza salariale che si registra tra l’Italia e gli altri Paesi europei, evidenziando come questo gap a sfavore del nostro Paese rappresenti il principale ostacolo per il rientro dei nostri connazionali. Dopo l’intervento di Massimiliano Picciani che ha auspicato la realizzazione di proposte da parte del Cgie volte a rafforzare l’interazione tra connazionali all’estero e Italia, Vicenzo Zaccarini (Gran Bretagna) ha sottolineato la necessità di organizzare i lavori del Cgie in maniera diversa, lasciando più spazio al dibattito in Plenaria. (Lorenzo Morgia- Inform)