CAMERA DEI DEPUTATI
Nel parere favorevole approvato una richiesta di riforma complessiva anche in materia di istituzioni e iniziative formative italiane all’estero, richiesta mutuata da un emendamento di Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) al ddl. La discussione in Aula è prevista domani
ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole con una condizione ed una osservazione sul disegno di legge relativo alla riforma del scuola (n.2994 e associati) esaminato per le parti di sua competenza.
Il parere sottolinea in particolare l’apprezzamento per le norme che “promuovono il potenziamento delle competenze linguistiche e culturali anche dei cittadini stranieri in Italia quale fattore decisivo di un processo di integrazione socio-economica fondato sui valori della cultura e dell’educazione civica”, potenziamento per cui si evidenzia la centralità della figura del mediatore culturale, “decisivo soprattutto in contesti territoriali ad alta presenza migratoria”, e sollecita un ampliamento dei criteri direttivi richiamati nella proposta e concernenti “revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero”. La condizione apposta al parere favorevole è infatti associata alla richiesta che tale ampliamento, delegato al Governo, configuri una “riforma della normativa in materia di istituzioni e iniziative formative italiane all’estero”, animata dalla “finalità di rendere la lingua e la cultura italiane veicolo di promozione del Sistema Paese nel mondo, tenendo conto delle nuove aree emergenti, nonché del rilancio della nostra presenza culturale nelle aree geografiche più tradizionali”. Si rileva infatti come “l’italiano sia un veicolo culturale privilegiato, anche a livello internazionale, per l’accesso ad un universo artistico, letterario e filosofico” e come la cultura “nella sua più ampia accezione” rappresenti “un brand che può essere un patrimonio straordinario per il nostro Paese, sia in termini economici che per rafforzare l’influenza ed il ruolo politico dell’Italia nel contesto europeo ed internazionale”.
Queste le linee guida indicate dalla Commissione per la riforma sollecitata: il “coordinamento e la razionalizzazione degli interventi pubblici, anche attraverso un nuovo modello di governance del sistema”, “l’integrazione dei programmi di promozione culturale con l’offerta di apprendimento linguistico nei rispettivi Paesi esteri, in un quadro di formazione interculturale e plurilinguistico, anche in sinergia con l’offerta del servizio pubblico radiotelevisivo”, “la programmazione pluriennale degli interventi”, “la valorizzazione delle espressioni storico-culturali delle comunità italiane nel mondo e delle professionalità in esse maturate, anche ai fini della promozione culturale e linguistica”, “l’integrazione delle iniziative nei sistemi formativi locali e la promozione di esperienze multi linguistiche, “la responsabilizzazione dei terminali locali del sistema con l’obiettivo di favorire la raccolta e l’impiego di risorse da destinare al sostegno di progetti di promozione linguistica e culturale e l’estensione dei bonus fiscali a tali iniziative”, “la definizione dei criteri e delle modalità di selezione, destinazione e permanenza in sede del personale docente e amministrativo”. L’osservazione chiede invece il vaglio dell’opportunità di “prevedere la presenza di mediatori culturali nelle classi laddove la percentuale di allievi stranieri sia superiore al 30%”.
Il disegno di legge e la proposta di parere sono state illustrate in Commissione dalla relatrice Eleonora Cimbro (Pd) che ne annunciato l’avvio di esame in Aula per giovedì 14 maggio, evidenziando l’ampio raggio della riforma che punta in particolare “a valorizzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, dotandole delle necessarie risorse umane, strumentali e finanziarie”. Le disposizioni di cui si discute sono infatti volte a “garantire la massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del sistema scolastico attraverso un uso ottimale delle risorse e delle strutture e l’introduzione di tecnologie innovative in raccordo con le esigenze del territorio”. Rileva inoltre come il testo si sia arricchito nel corso dell’iter parlamentare di novità importanti riguardanti per esempio il contrasto alle disuguaglianze socio-culturali e territoriali o il ruolo della scuola nell’educazione degli individui alla cittadinanza attiva o, ancora, l’approccio al sistema con una “sensibilità cosmopolita, attenta alla dimensione globale del sapere” e finalizzata ad attuare “il diritto allo studio anche nei confronti degli stranieri in Italia così come oltre i confini nazionali, anche al fini di promuovere la nostra lingua e cultura all’estero in chiave di internazionalizzazione del nostro sistema-Paese”.
Tra gli obiettivi formativi richiamati vi sono quelli della “valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace per il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture” e “l’alfabetizzazione e perfezionamento dell’italiano per alunni e studenti di lingua o di cittadinanza non italiana, in un contesto attento anche a favorire la conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri adulti come parte di un fondamentale percorso di integrazione socio-economica che passa attraverso i valori della cultura e dell’educazione civica”, senza dimenticare “la valorizzazione delle competenze linguistiche, oltre all’inglese” – competenze per cui si arriva a prevedere anche percorsi di alternanza scuola-lavoro da realizzarsi all’estero – e il “potenziamento delle competenze con attenzione ai temi della tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale in Italia e nella dimensione internazionale”.
Tra i differenti aspetti del sistema scolastico la cui modifica, secondo il provvedimento, sarà oggetto di delega al Governo anche quelli di “revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero, attraverso – elenca la relatrice: – la definizione dei criteri e delle modalità di selezione, destinazione e permanenza in sede del personale docente e amministrativo; la revisione del trattamento economico del personale docente e amministrativo; la previsione della disciplina delle sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali; la revisione della disciplina dell’insegnamento di materie obbligatorie secondo la legislazione locale o l’ordinamento scolastico italiano da affidare a insegnanti a contratto locale”. Un intervento che è reso necessario – spiega Cimbro – anche vista l’esigenza “di avere un contingente di personale scolastico all’estero che permetta un’efficace promozione della lingua e della cultura italiane”, e dal momento che “la normativa vigente, risalente al 1994, appare oggi inadeguata a rispondere alle sfide e alle opportunità attuali”. La relatrice richiama inoltre “la forte riduzione degli organici a seguito della legge n.135 del 2012 e il decremento delle risorse”, così che oggi appare necessario “rispondere alle esigenze complessive di efficacia ed efficienza dell’intervento pubblico, assicurando la sostenibilità della rete scolastica all’estero”. L’obiettivo a più ampio raggio è “valorizzare in modo più esplicito la lingua e la cultura italiane quali veicolo di promozione del Sistema Paese nel mondo, tenendo conto delle nuove aree emergenti, nonché del rilancio della nostra presenza culturale nelle aree geografiche più tradizionali”, obiettivo esplicitato in un emendamento al disegno di legge in esame formulato da Laura Garavini, deputata del Pd eletta nella ripartizione Europa, e recepito quale condizione apposta al parere favorevole soprarichiamato approvato dalla Commissione. Un emendamento che indica i criteri e i principi direttivi della riforma di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero e che la relatrice auspica possa essere accolto nel corso della discussione in Aula. Tra i richiami già indicati alla base degli interventi Cimbro evidenzia infine “la sinergia e l’unitarietà degli obiettivi nell’attività dei soggetti preposti alla promozione della cultura italiana all’estero quale strumento per promuovere e diffondere la cultura del nostro Paese”.
Sull’illustrazione del provvedimento e della bozza di parere favorevole da sottoporre al voto della Commissione formulati dalla relatrice concorda anche il sottosegretario agli Esteri Mario Giro.
Di seguito interviene Laura Garavini, esprimendo apprezzamento per quanto affermato dalla relatrice e ribadendo il sostegno al provvedimento nel suo complesso, in quanto “esso pone la scuola come priorità del Paese”. Rileva inoltre come la definizione data con il suo emendamento ai contorni della delega per la riforma della normativa in materia di istituzioni e iniziative formative italiane all’estero sia necessaria “perché i tagli operati al settore nel corso degli ultimi anni, pari a circa il 75%, hanno creato rilevanti difficoltà: derivanti sia dalla riduzione del numero di insegnanti inviati all’estero, sia dalle minori risorse riservate agli enti gestori, anche nelle realtà estere”. Per Garavini “è dunque indispensabile porre mano ad un progetto condiviso di riforma che tuteli e promuova la diffusione dell’italiano, che risulta essere tra la quarta e la quinta lingua straniera più studiata al mondo”. “Ciò risponderebbe tra l’altro – conclude – non solo all’obiettivo di venire incontro alle esigenze delle nostre comunità all’estero, ma anche di valorizzare e promuovere l’immagine del nostro Paese nel mondo”.
Favorevole agli interventi sulle scuole italiane all’estero anche Michele Nicoletti (Pd), che auspica una “maggiore flessibilità nei contratti di lavoro con il personale locale” e mostra di apprezzare il provvedimento nel suo complesso, specie per le novità introdotte su formazione e reclutamento degli insegnanti. Contraria invece all’impianto della riforma Maria Edera Spadoni (M5S), che chiede tempi più lunghi per l’esame delle proposte di parere in votazione e ribadisce la valutazione totalmente negativa del Movimento 5 Stelle, in particolare sulle previsioni relative ai presidi-dirigenti e alle sponsorizzazioni della scuole da parte delle imprese.
Sostiene l’insegnamento della lingua italiana all’estero e la proposta di parere Pia Elda Locatelli (Misto, Psi, Pli), che esprime l’apprezzamento dei socialisti per la riforma, tra i cui meriti evidenzia quello di organizzare il sistema scolastico con “modalità più affini a quelle complessive europee”, fermo restando il no al finanziamento pubblico alle scuole paritarie.
Sì alla proposta di parere anche per Mario Marazziti (Pi-Cd), che sottolinea la rilevanza dell’insegnamento della lingua italiana all’estero, “sia per venire incontro alle esigenze delle nostre comunità che per promuovere l’immagine internazionale dell’Italia attraverso la cultura”. Marazziti sostiene in particolare l’integrazione dei programmi di promozione culturale in sinergia con l’offerta del servizio pubblico radiotelevisivo, “allo scopo di allargare la platea dei destinatari della promozione della lingua italiana” e “ le procedure più agili di reclutamento del personale in loco”. Il sostegno va anche al complesso della riforma, in particolare alle indicazioni in materia di “dirigenza ed autonomia”, su cui però occorrerà evitare che si producano “fatture a livello nazionale, perché non tutti i dirigenti hanno ricevuto la formazione adeguata a svolgere le nuove funzioni loro assegnate”.
Terminati gli interventi la Commissione approva la proposta di parere favorevole con la condizione l’osservazione sopra richiamate. (Inform)