FARNESINA
ROMA – Nel nuovo episodio di “Senza confini”., la rubrica realizzata dalla Farnesina in collaborazione con Isoradio, si parla di Addis Abeba, la capitale diplomatica del continente africano e sede dell’Unione Africana dal 1963. Oggi questa città è diventata una metropoli in profonda trasformazione urbanistica, crocevia politico ed economico dell’Africa orientale e uno dei Paesi pilota del Piano Mattei. “Addis Abeba è una città che sta crescendo progressivamente”, ha commentato l’Ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba Sem Fabrizi nel corso dell’intervista . Fabrizi ha ricordato che l’Etiopia è un Paese di circa 137 milioni di abitanti con un territorio doppio rispetto all’Italia. Un Paese sempre più affermato come snodo politico ed economico-sociale in Africa. “Abbiamo una tradizione storica anche come presenza diplomatica: la nostra è la rappresentanza più antica che esista in Etiopia”, ha precisato Fabrizi ricordando le relazioni molto dinamiche che hanno portato anche recentemente a visite istituzionali. L’Ambasciatore ha inoltre fatto presente che la presenza italiana nel Paese è storica, con famiglie italo-etiopi sul territorio da generazioni; ma c’è anche una nuova comunità legata al mondo delle imprese . “Abbiamo una presenza italiana anche collegata alle organizzazioni internazionali”, ha evidenziato Fabrizi che, sulla presenza di aziende italiane, ha invece spiegato che il campo delle infrastrutture civili è ben rappresentato, così come lo è quello dello sviluppo energetico. “Questo è un Paese dalle grandi risorse idriche”, ha aggiunto Fabrizi sottolineando che tali risorse necessitano chiaramente di grandi infrastrutture come ad esempio le dighe e qui torna in gioco il ruolo storico delle imprese italiane. L’Ambasciatore si è anche soffermato sui settori dell’agricoltura, del tessile e della rigenerazione urbana. Spazio anche alla cooperazione culturale e alla cooperazione allo sviluppo: due ambiti nei quali assume particolare rilevanza ciò che l’Ambasciatore ha chiamato “ottica di sistema” con l’Ambasciata che rappresenta appunto uno snodo all’interno di tale circuito. L’Italia gestisce fondi importanti in progetti di cooperazione allo sviluppo, anche in vista della COP32 per quanto riguarda il clima. Relativamente alla cultura in senso stretto, Fabrizi ha ricordato il lancio di progetti dedicati alla formazione di giovani cineasti etiopi, per dargli la possibilità di acquisire le più avanzate tecniche digitali. L’Ambasciatore ha poi menzionato il ruolo centrale della lingua e della cultura italiana grazie all’Istituto Italiano di Cultura, sottolineando che qui c’è la più grande scuola italiana all’estero: è l’Istituto Galileo Galilei con tre indirizzi di studio ed è frequentato da oltre mille studenti, molti dei quali italo-etiopi. “Sono i veri ‘ambasciatori’ italiani nel Paese”, ha concluso Fabrizi. (Inform)