ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(Fonte immagine Camera)
ROMA – Stefano Gatti, Direttore Generale del Maeci per la Cooperazione allo Sviluppo, è audito dalle Commissioni riunite di Camera (III-IV) e del Senato (III) nell’ambito dell’esame congiunto della deliberazione del Consiglio dei Ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2026, adottata il 14 maggio 2026, nonché della relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, anche al fine della relativa proroga per l’anno 2026. Nel suo intervento il Direttore Generale Gatti ha anzitutto rimarcato come nel 2025 il volume globale dell’assistenza alla cooperazione, come calcolato dall’OCSE, sia diminuito di circa il 23%. In tale contesto, ha comunque precisato Gatti, l’Italia si è distinta tra i Paesi del G7 per non aver diminuito le proprie risorse in questo ambito di assistenza umanitaria. “Un approccio integrato agli interventi umanitari e di sviluppo rappresenta una leva strategica fondamentale per affrontare le cause profonde di instabilità, sottosviluppo e migrazioni forzate”, ha spiegato il Direttore Generale ricordando l’importanza di intervenire in contesti fragili per prevenire l’acutizzarsi delle crisi considerando che gestire poi un’emergenza ha costi, umani e economici, sicuramente più elevati. Nel 2025 sono state destinate alle attività di cooperazione allo sviluppo 251 milioni di euro, di cui 8 milioni per le operazioni di sminamento. Dell’importo complessivo circa 90 milioni sono andati all’Africa, 87 al Medio Oriente, 55 all’Europa e 11 all’Asia. Gatti ha anche ricordato che l’iniziativa faro dell’Italia in Medio Oriente resta ‘Food for Gaza’, lanciata nel marzo 2024, con uno stanziamento di circa 40 milioni di euro; anche il Libano e la Siria sono al centro dell’interesse della cooperazione italiana. In Africa, invece, si ricorda l’iniziativa ‘Italy for Sudan’ e si prevedono nuovi interventi. Quest’anno sono stati assegnati alla cooperazione allo sviluppo circa 235 milioni di euro. Il Direttore Generale ha poi spiegato che nel 2026, anche in virtù del Piano Mattei, l’Africa sarà area prioritaria della cooperazione italiana e beneficerà di circa 90 milioni di euro, con un focus preciso sul Corno d’Africa. Sudan, Somalia, Etiopia così come Sahel e Africa del Nord sono obiettivi prioritari per l’Italia anche per la sicurezza europea e dell’area mediterranea in fatto di migrazioni forzate dovute all’impossibilità di vivere in scenari così instabili e difficili. Menzionata da Gatti anche la Mauritania quale Paese divenuto strategico, con l’apertura di un’Ambasciata e di un ufficio dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. In Medio Oriente continua l’impegno umanitario italiano nella Striscia di Gaza e più in generale nell’intera regione coinvolta nel conflitto. A Ucraina, Moldova e Balcani Occidentali vanno circa 40 milioni; 7 milioni sono stanziati invece per l’Asia. Sull’Ucraina, in modo particolare per la regione di Odessa, Gatti ha ricordato come si stia dando seguito ai propositi più volte espressi nelle diverse Conferenze sulla ricostruzione del Paese; per i Balcani Occidentali gli sforzi sono concentrati sul processo di integrazione ai fini di un ingresso nell’UE di alcuni Paesi. In Asia, infine, è stata ricordata la situazione difficile dell’Afghanistan. (Inform)