direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

XV Giornata dell’Emigrazione, il dibattito dell’incontro promosso dall’Asmef alla Camera dei Deputati

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è tenuta alla Camera la XV edizione della Giornata dell’Emigrazione organizzata dall’Asmef presieduta da Salvo Iavarone. Giovanni Maria De Vita, coordinatore del tavolo delle radici per il Maeci, ha moderato i lavori. “La nostra memoria è importante – ha detto De Vita – poiché afferma il nostro essere in quanto tale, la nostra storia e la nostra diversità. La ricerca di soluzioni diverse all’omologazione sta anche nella ricerca delle proprie origini da parte di molti cittadini”, sottolineando quindi quali siano le esigenze del turista delle radici e perché non sia un turista come altri che si recano in Italia per visitare le città più importanti. “Il turista delle radici è una persona che vuole essere accompagnata in un’esperienza emotiva per ricostruire un legame, quindi deve essere ben curato: è importante che chi intende affacciarsi in questo settore conosca quelle che sono le caratteristiche di questo turista particolare”. De Vita ha poi introdotto il lavoro di ricerca svolto dalla professoressa Sonia Ferrari dell’Università della Calabria, nel quale il Ministero degli Esteri ha contribuito per la realizzazione di una nuova metodologia nell’approccio al settore. “Il turismo sta cambiando – ha detto nel suo intervento la Ferrari – e lo dobbiamo vedere con occhi diversi. Quando parliamo di turismo non dobbiamo badare solo alla quantità, ma alla qualità e alla sostenibilità. Noi abbiamo fatto delle ricerche sul turismo delle radici andando a studiare prima di tutto la sostenibilità: non è solo vedere quale impatto abbia sulle risorse locali, ma è soprattutto capire dal punto di vista sociale quale impatto abbia sulle comunità che accolgono questi turisti”, ha spiegato Ferrari aggiungendo che il turista delle radici non è propriamente un turista nel senso stretto del termine ma si sente parte delle comunità locali dove arriva. “Con questa ricerca abbiamo realizzato un focus su un Paese che da sempre accoglie i nostri emigrati: l’Argentina. Abbiamo cercato di capire quali siano oggi le attese, ma anche le preferenze e i gusti, di questi turisti per trasmetterli a chi si occupa di pianificazione: in primo luogo gli operatori pubblici delle Regioni che in Italia si occupano di questo tema, ma anche gli operatori privati per progettare un prodotto giusto per questi turisti”, ha sottolineato Ferrari. “Con la ricerca abbiamo anche voluto capire come il turista delle radici possa interagire con le nuove emigrazioni. Pensiamo per esempio al turismo delle seconde case”, ha evidenziato Ferrari. Il direttore di Rai Italia, Fabrizio Ferragni, ha spiegato che Rai Italia è un canale specializzato per gli italiani all’estero, quindi è importante conoscerne il contributo presso le nostre comunità. Ferragni ha illustrato la nuova direzione di Rai Italia varata lo scorso gennaio, in cui sono confluiti il canale in lingua inglese e un’altra piattaforma per la programmazione di film e fiction. “Il nostro obiettivo è la salvaguardia delle nostre radici linguistiche perché i nostri connazionali segnalano che, dopo due o tre generazioni, esse si perdono ossia diminuiscono gli agganci con il nostro Paese”, ha spiegato Ferragni. “I nostri connazionali sono oltre il 12 % del corpo elettorale, eleggono oggi 18 parlamentari – che saranno 12 il prossimo anno con la riforma – e quindi hanno necessità di essere informati adeguatamente. In questi giorni abbiamo modificato in modo sensibile le nostre programmazioni: quattro palinsesti per i quattro continenti, diversificati anche per i contenuti”, ha precisato Ferragni che, in riferimento al conflitto in atto in Ucraina , ha rammentato come in questo momento, così drammatico, “abbiamo la necessità di dare informazioni completa e tempestiva su quello che sta avvenendo alle porte di casa nostra”. Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente, ha ricordato che oggi bisogna parlare di “ambientalismo come valore e come stile di vita ” ma allo stesso tempo “bisogna assicurarlo non solo a noi ma anche a chi verrà dopo di noi”, ha precisato Pepe insistendo sul concetto che “l’ambiente non è tanto un bene materiale quanto un comportamento quotidiano che ognuno di noi deve avere per quella giusta armonia tra uomo e natura”.  Pepe ha ricordato l’art. 9 della Costituzione dal quale si evince che tra gli obblighi della Repubblica c’è la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’ecosistema. “Ogni territorio della nostra Italia è ricca di diversità che non è solo natura, ma le diversità delle atmosfere e del linguaggio che si stanno perdendo. Il termine patrimonio che è utilizzato nella nostra Costituzione, all’art. 89, non è solo la somma dei beni che noi abbiamo. E’ l’identità spirituale, è questa bellezza in generale che va comunicata: se non la si conosce, il turista non è attratto”, ha aggiunto Pepe sottolineando l’importanza della comunicazione per contrastare il crollo spaventoso del turismo. “Dobbiamo programmare un turismo a lungo termine. I tempi non sono così dalla nostra parte ma dobbiamo essere positivi e propositivi rispetto alla vita e alla speranza. Quindi dobbiamo dare voce a questa grande bellezza che abbiamo. La bellezza è la capacità di amare e rispettare ma ci vogliono etica e responsabilità nel turismo. E poi c’è ‘Itaca’ che è il turismo del ritorno”, ha concluso Pepe . Daniele Kihlgren, imprenditore, ha parlato della necessità di ridare la giusta importanza ai borghi portando come esempio il comune di Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, rinato con gli investimenti nelle giuste attività. “I borghi hanno bisogno di un ritorno economico sul territorio”, ha puntualizzato Kihlgren. Silvana Virgilio, Vicepresidente Asmef, ha letto il messaggio del senatore Fabio Porta (PD) che fatto pervenire il proprio sentimento di stima e di riconoscimento per il “bellissimo lavoro che da anni si sta portando avanti”, ha segnalato Porta riferendosi all’Asmef. “E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore: una vera e propria sfida nella quale l’Asmef è impegnata da tempo. Il turismo delle radici e la valorizzazione dei borghi costituiscono infatti due assi fondamentali per la ripartenza del nostro Paese dopo due anni di pandemia”, ha evidenziato Porta. Silvana Virgilio e Valeria Vaiano (Direttrice Asmef) hanno quindi presentato il tema della tavola rotonda dal titolo “L’esperienza dei borghi per il turismo delle radici”, ricordando che il 2023 sarà l’anno delle radici. “Oggi si può parlare di terza generazione, lontano dai dolori che ha vissuto chi è partito. I nostri emigrati di prima generazione – hanno continuato le referenti di Asmef – hanno consentito il famoso boom economico. Quindi parliamo di turismo delle radici, a partire dalle amministrazioni locali: tutti hanno l’obbligo di ospitare le generazioni che tornano. Questo turismo delle radici non deve essere visto solo come una questione economica, ma le nuove generazioni rappresentano anche un ponte con i nostri emigrati nel mondo”. Loretta Di Fazio, rappresentante dell’Associazione Italia Gens – che da diversi anni si occupa di turismo delle radici nella Valle di Comino in provincia di Frosinone – ha ricordato che è una valle con bei borghi medioevali, una terra con un fenomeno migratorio con caratteristiche particolari. “Gli emigranti di questa zona erano artisti girovaghi, addomesticatori di animali, suonatori di piffero o di zampogna, intrecciatori di vimini, e così divennero un motivo di attrazione sia per i loro costumi, per il portamento altero delle donne, i volti scavati. In questo territorio il turismo delle radici si è sviluppato proprio grazie alle nuove generazioni che, giungendo nei posti dei loro avi e curiosi di conoscere la loro storia, hanno dato il via anche a questa associazione formata proprio per soddisfare le esigenze di chi tornava”, ha spiegato Di Fazio. Fiorello Primi, Presidente Associazione Borghi d’Italia, ha spiegato che il concetto di ‘borgo’ è molto difficile da spiegare ad un americano o ad un giapponese: “a chi non è abituato ad avere la piazza – ha rilevato Primi – e quindi bisogna cominciare a ragionare per una strategia urbana ma questo può esistere solo se c’è una rigenerazione sociale”, ha spiegato Primi preoccupato dal fatto che i giovani vadano via. “Dove lo spopolamento è già molto marcato si riporta la gente solo dando servizi, che vuol dire anche accessibilità fisica e digitale. Per esempio se oggi non si porta la connessione veloce non vale la pena ragionare. Poi le facilitazioni fiscali per mettere i giovani di fronte a qualcosa di concreto. Il borgo è comunità, il turismo è sostegno per salvare la comunità”, ha sottolineato Primi. Michel Barbet, Sindaco di Guidonia Montecelio, ha dichiarato che gli amministratori hanno il dovere di rilanciare i borghi ed i territori, ossia di renderli attrattivi con dei progetti che possano essere innovativi, mantenendo però l’originalità del borgo. Molti degli emigrati del suo territorio sono in Sudamerica: un legame che tuttavia ancora oggi è molto forte con la terra di origine. Eleonora Principe, Assessora alla Cultura del Comune di Somma Campagna in provincia di Verona, ha raccontato di un territorio che ha subito si un’emigrazione verso Stati Uniti e America Latina ma anche un’immigrazione interna. Il Comune si è molto attivato per istituire l’archivio della memoria, l’archivio fotografico, diverse azioni che hanno interessato anche i comuni cittadini. “Per il 2023 – ha dichiarato Principe – ci si sta preparando per accogliere con sensibilità chi arriva”. Il portavoce della Cim, (Confederazione delle associazioni degli italiani all’estero) ha inoltrato il saluto del presidente Angelo Sollazzo. “Ci servono dei legami stabili che consentano di avere alleanze strategiche nel mondo, altrimenti resta qualcosa di temporale”, è il monito giunto dalla Cim. Virginia Mariotti, Sindaco di San Marco Argentano in provincia di Cosenza, ha confermato che anche il suo paese è una delle tante terre di emigrazione: gli abitanti sono in tutto il mondo, compreso le città dell’Italia settentrionale. “Ma questo Comune, forse già da 15 anni, ha avviato un percorso di avvicinamento con i discendenti degli emigrati partiti anni fa, creando le strutture giuste per tenere coesi i rapporti con gli abitanti nel mondo. Ci vuole la cultura dell’accoglienza che alla gente del sud non manca; e una grande sinergia tra tanti attori per restituire a chi arriva quell’amore che mettono nel ricercare le proprie origini”, ha rilanciato Mariotti. In collegamento da New York, il Console Generale d’Italia Fabrizio Di Micheli ha parlato della prossima presentazione del “Premio sull’eccellenza italiana” e del tema sulle energie rinnovabili. Dopo un riferimento alla guerra in atto, ha sottolineato che l’interscambio tra Italia e Stati Uniti è cruciale. “Tutti conoscono New York come la piazza finanziaria, oltre che come centro di irradiazione culturale di creatività nel mondo, ma negli ultimi anni è diventata il secondo ecosistema delle nuove tecnologie nel mondo”, ha spiegato il Console che vede una grande sfida nell’intercettare capitali disponibili portando lì le nostre start up. “L’Italia non è solo food, fashion e design: eccelliamo anche nella tecnologia. L’Italia è un leader nell’economia verde e nel settore delle rinnovabili ma negli Stati Uniti questo non si sa”, ha rilevato il Console. La tavola rotonda sul tema dell’energia e dell’innovazione è stata coordinata da Massimo Lucidi, ideatore del premio Eccellenza Italiana, Vi sono stati una serie di interventi tecnici e scientifici che hanno chiuso la XV edizione delle Giornate dell’Emigrazione. (Nicoletta Di Benedetto/Inform)

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