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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’interrogazione di Renata Bueno (Usei-Idea, ripartizione America meridionale) sui tempi necessari per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana da parte dei discendenti residenti all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

Una richiesta indirizzata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ricorda come solo le domande per residenza e matrimonio siano di competenza del Dicastero e segnala i correttivi già adottati per velocizzare i tempi di espletamento di tali pratiche

 

ROMA – Renata Bueno (Misto, Usei-Idea), deputata eletta nella ripartizione America meridionale, ha presentato in Aula un’interrogazione a risposta immediata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in merito ai tempi che occorrono per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana da parte dei discendenti di italiani residenti all’estero.

Bueno ricorda come la normativa vigente prescriva che l’iter per tale riconoscimento debba concludersi entro 730 giorni dalla data di presentazione dei relativi documenti, termine che non viene rispettato in particolare in quei Paesi in cui risiede una folta collettività italiana, come il Brasile. Nell’interrogazione si ricorda inoltre come una recente sentenza del Tar del Lazio abbia intimato al ministero dell’Interno di rispettare il termine prescritto dalla legge e di adottare opportuni provvedimenti per raggiungere questo obiettivo. Ad Alfano si chiede pertanto “quali iniziative urgenti intenda adottare per far sì che gli uffici ministeriali ottemperino alla sentenza del Tar, sia per quanto riguarda il rispetto dei tempi, sia per lo snellimento burocratico dell’iter di riconoscimento della cittadinanza italiana”.

Il ministro Alfano ha segnalato in premessa come di competenza del suo dicastero siano solo le domande di concessione della cittadinanza per residenza e matrimonio e non per discendenza. Limitatamente alle prime, “i ritardi sono conseguenti all’aumento esponenziale delle istanze, passate da poco più di 30.000 nel 2006 a oltre 117.000 nel 2015, nonché alla complessità del procedimento che coinvolge più attori, quali il Ministero degli Affari esteri e i servizi di informazione – precisa. Tra i correttivi adottati per velocizzare i tempi vengono richiamati “i collegamenti telematici con le amministrazioni coinvolte nel procedimento, la consultazione online della pratica e la sua completa informatizzazione”, modalità richiesta dalla stessa Bueno nell’interrogazione. “I risultati sono evidenti e cioè nel 2015 sono state definite oltre 122.000 istanze di concessione di cittadinanza, a fronte delle 35.000 del 2006. Anche il numero delle domande che per la loro complessità non si è riusciti a evadere nei termini di legge è sensibilmente diminuito. A questa performance positiva ha, altresì, contribuito il decentramento ai prefetti della decisione sulle attribuzioni di cittadinanza per matrimonio. Sono risultati – rileva Alfano – che vanno, naturalmente, consolidati e se possibile ulteriormente incrementati, ma tanto più apprezzabili in quanto raggiunti grazie a misure organizzative poste in essere a risorse invariate”. “Lo sforzo per andare incontro ai richiedenti – conclude il Ministro – è stato notevolissimo, è uno sforzo che proseguiremo e se possibile incrementeremo proprio per migliorare l’efficienza e anche dare la possibilità a chi fa la richiesta di avere la risposta nei termini esattamente prescritti dalla legge”.

In sede di replica Bueno segnala l’opportunità del suggerimento del Tar relativo ad un incremento di risorse da destinare a tale materia, di quantità corrispondente all’imposta introdotta per l’istruzione della pratica ai discendenti di italiani residenti all’estero (300 euro). Ribadita inoltre la disponibilità a sostenere il Governo nella revisione del sistema di servizi destinati ai connazionali all’estero, prestando particolare attenzione all’introduzione degli strumenti informatici. (Inform)

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