ESTERI
ROMA – Il 22 agosto ricorre la Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati sul Credo Religioso, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019.
Di seguito la Dichiarazione dell’Alto Rappresentante a nome dell’Unione Europea:
“Tutti gli esseri umani hanno diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione o di credo, come sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Eppure quasi due terzi della popolazione mondiale vive in paesi in cui si registrano gravi abusi e violazioni di questo diritto. Milioni di persone subiscono quotidianamente intolleranza, discriminazione, odio, ostilità e violenza a causa della loro religione o credo, reali o presunte, oppure a causa della loro assenza. In molti pagano con la vita. L’Unione europea trae ispirazione dal patrimonio culturale, religioso e umanistico dell’Europa, dal quale si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona umana. L’Unione e i suoi Stati membri promuovono il diritto alla libertà di religione o di credo per tutti, ovunque. Lavoriamo con costanza per sostenere questo diritto sia a livello nazionale che internazionale, insieme alla società civile, comprese le chiese, le associazioni o comunità religiose, le organizzazioni filosofiche e aconfessionali, nonché i nostri partner internazionali. All’interno dell’Unione, le nostre politiche prevedono iniziative specifiche volte a combattere l’antisemitismo e l’odio nei confronti dei musulmani, che condanniamo con fermezza ovunque si manifestino, così come la discriminazione e la violenza nei confronti dei cristiani e dei membri di altre comunità religiose. A livello internazionale, svolgiamo un ruolo proattivo in seno alle Nazioni Unite, presentando risoluzioni sul diritto alla libertà di religione o di credo e sostenendo il lavoro dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in questo ambito. In altre regioni finanziamo, tra l’altro, progetti volti a rafforzare la società civile e le istituzioni per la promozione della libertà di religione o di credo in Asia, a favorire il dialogo e la pace per combattere la discriminazione religiosa nel Sahel, e stiamo collaborando con i nostri partner per promuovere la convivenza religiosa. Quest’anno la Commissione europea ha inoltre nominato un nuovo Inviato Speciale per la promozione della libertà di religione o di credo, con il compito di instaurare un dialogo con i paesi terzi e sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale in merito alla discriminazione e alla persecuzione basate sulla religione o sul credo.
In occasione di questa giornata internazionale, rendiamo omaggio alle vittime di discriminazione, ostilità o violenza per aver liberamente scelto, cambiato o abbandonato una religione o un credo, per appartenere a una comunità religiosa o per essere percepiti come parte di essa, o per non professare alcuna religione o credo. Esortiamo tutti gli Stati ad agire contro la discriminazione e la violenza fondate sulla religione o sul credo, e a rispettare, proteggere e garantire il pieno esercizio di questo diritto umano. Ciò implica anche non criminalizzare l’apostasia né abusare delle leggi sulla blasfemia. Finché persisteranno la discriminazione e la violenza, abbiamo la responsabilità di impegnarci in modo costruttivo e di continuare a lavorare attivamente per un mondo in cui la libertà, il rispetto, la tolleranza e la pace per le persone di ogni religione e credo non siano più un’eccezione, ma la norma”.(Inform)