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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’interrogazione di Alessio Tacconi (Misto, ripartizione Europa) su indebolimento dell’euro e retribuzioni del personale del Maeci

CAMERA DEI DEPUTATI

Al ministro Paolo Gentiloni si chiede un intervento urgente per compensare gli effetti dell’indebolimento della valuta europea in Paesi come la Svizzera

 

ROMA – Alessio Tacconi, deputato eletto nella ripartizione Europa (gruppo Misto), ha presentato un’interrogazione al ministro degli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, per sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere per porre immediato rimedio alla difficile situazione che si è venuta a creare tra il personale di ruolo e a contratto in servizio all’estero a seguito del progressivo indebolimento dell’euro nei confronti di altre valute forti.

Nella richiesta segnala in particolare le ripercussioni generate dalla recente decisione della Banca Nazionale Svizzera di rimuovere il tetto minimo per il cambio fra euro e franco svizzero, con una immediata perdita di valore dell’euro che pesa sulle retribuzioni dei dipendenti del Maeci in servizio nella Confederazione, sia su dipendenti che funzionari di ruolo inviati dall’Italia, sai sugli impiegati a contratto, “anch’essi pagati in euro nonostante la legge in vigore – sostiene Tacconi – preveda che vengano pagati in valuta locale”.

“Con la mia interrogazione – sostiene Tacconi – da una parte intendo sollecitare l’amministrazione a porre un immediato rimedio alla particolare contingente situazione causata dall’indebolimento della nostra valuta, dall’altra a suggerire un meccanismo per il quale si debba procedere ad una rimodulazione dei coefficienti di sede, e degli stipendi pagati in euro, ogni qual volta ci sia uno scostamento, al rialzo o al ribasso, dei tassi di cambio superiore ad una determinata percentuale”. “Ritengo – conclude – che un simile meccanismo tuteli tutte le parti interessate, i dipendenti, che potrebbero contare sulla sicurezza dei loro emolumenti, e l’amministrazione, che, nel caso di tassi di cambio favorevoli, potrebbe rivedere stipendi e coefficienti di sede”. (Inform)

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