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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

UNESCO Cultural Heritage in the 21st Century, evento di tre giorni al Palazzo Reale di Napoli

EVENTI

 

NAPOLI – Si è aperto oggi a Napoli con gli interventi istituzionali l’evento di tre giorni in svolgimento presso il Palazzo Reale di Napoli: l’UNESCO Cultural Heritage in the 21st Century. L’Italia ospiterà rappresentanti ed esperti dei 194 Stati membri UNESCO per elaborare risposte comuni alle nuove sfide poste al Patrimonio Mondiale e Immateriale dell’Umanità. L’evento è organizzato congiuntamente dal Ministero degli Esteri e dal Ministero della Cultura, con il sostegno del Comune di Napoli. Verranno affrontati, nel corso di sette sessioni tematiche, i temi dell’urbanizzazione, del turismo eccessivo, dei cambiamenti climatici e dei conflitti. Sarà un’occasione per condividere con gli altri membri dell’Organizzazione le riconosciute competenze italiane in tema di tutela del Patrimonio Mondiale Materiale e Immateriale. I lavori sono stati aperti, tra glia altri, dai saluti del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e del Viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli. In primo luogo Alessandro De Pedys (Direttore Generale per la Diplomazia Culturale del Maeci) ha letto un messaggio di saluto inviato dal Presidente della Repubblica Mattarella. “La cornice di Napoli quale sede dell’evento è una scelta felice: poche città rappresentano meglio la proficua interazione tra patrimonio materiale e immateriale”, ha precisato Mattarella ricordando il ruolo stesso dell’agenzia UNESCO nata nel dopoguerra per ricostruire relazioni di pace tra i popoli attraverso la cultura, l’educazione e la scienza. “Nell’indicare il mantenimento della pace come obiettivo primario dell’organizzazione si disegna una stretta correlazione tra la cultura e i diritti fondamentali dell’individuo”, ha aggiunto Mattarella parlando di temi ancora attualissimi che necessitano di essere attualizzati essendo nel frattempo subentrate nuove sfide come la lotta al cambiamento climatico e la gestione di ingenti flussi migratori.  “L’imperativo è trasmettere il tutto alle generazioni future”, ha evidenziato Mattarella parlando di necessità di salvaguarda del patrimonio come identità intangibile dei popoli stessi. “La preservazione della cultura in tutte le sue forme è tra le espressioni più alte di collaborazione tra gli Stati”, ha sottolineato Mattarella.

Ha poi preso la parola il Vice Ministro Edmondo Cirielli che ha ricordato a sua volta il ventennale della conferenza che ha sancito nel 2003 anche la tutela del patrimonio cosiddetto immateriale. “Napoli non è soltanto una città dal patrimonio materiale e immateriale straordinario ma rappresenta da sempre l’esempio di ciò che questo governo vuole portare avanti: una diplomazia che metta al centro la cultura”, ha spiegato Cirielli sottolineando il ruolo dell’Italia per il progresso della pace. “Confermiamo che la cultura rappresenta un elemento formidabile per gli Stati. L’Italia non ha soltanto un patrimonio straordinario ma anche una capacità comprovata della tutela mondiale di questo patrimonio”, ha rilevato Cirielli ricordando che l’Italia sostiene l’impegno dell’UNESCO quale facilitatore per una cultura del dialogo. Sul patrimonio immateriale, Cirielli ha ribadito l’importanza di tutelare valori tradizionali portati avanti attraverso le generazioni. Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli) ha dichiarato con orgoglio che “Napoli è il luogo ideale per questa conferenza” ringraziando le istituzioni per la scelta di questa città che ha un centro storico iscritto nella lista UNESCO in una combinazione tra aspetti materiali e immateriali. “Il centro storico di Napoli è uno dei pochi al mondo che ha ancora una popolazione residente”, ha evidenziato Manfredi intendendo con questo concetto che i cittadini napoletani riescono a mantenere intatta l’identità culturale del centro storico nonostante la presenza di flussi turistici. Ernesto Ottone (Direttore Generale aggiunto per la Cultura dell’UNESCO) si è detto orgoglioso dei risultati ottenuti con i due strumenti a disposizione, ossia il patrimonio materiale e quello immateriale, che hanno contribuito ad allargare il concetto di cultura. “Hanno fornito ai Paesi uno strumento di guida per le politiche nazionali per proteggere il patrimonio culturale e rafforzare la cooperazione tra le Nazioni”, ha spiegato Ottone che si è detto felice del fatto che questa conferenza si svolga proprio a Napoli che è entrata nella lista UNESCO nel 1995, mentre è del 2017 l’ingresso dell’arte del pizzaiolo napoletano nel patrimonio immateriale. Ottone ha poi ampliato il raggio del suo intervento facendo una valutazione sulla presenza di siti iscritti all’UNESCO in zone del mondo come l’Africa subsahariana: benché siano aumentati nel tempo resta ancora molto da fare. Il Ministro Gennaro Sangiuliano ha richiamato le parole di Mattarella riguardo la scelta felice di Napoli. “Sono convinto che Napoli sia una capitale globale della cultura: ce lo dicono la sua storia e la sua identità”, ha rilevato Sangiuliano vedendo in questa conferenza come una sorta di “consacrazione per la città di Napoli per il suo ruolo globale nella cultura”. “Eschilo ci dice che gli esseri fuoriescono dall’oscurità della caverna quando si impossessano della tecnica”, ha aggiunto Sangiuliano utilizzando una citazione letteraria classica per una metafora che vede il concetto di tecnica assimilabile a quello di cultura. Il riferimento è andato poi al concetto di “antropizzazione del paesaggio” dove Sangiuliano si è chiesto cosa sarebbe Roma senza il Colosseo o Milano senza il Duomo o Napoli senza il Maschio Angioino. “Noi siamo quello che abbiamo prodotto in secoli di storia”, ha ribadito il Ministro della Cultura ricordando con orgoglio le sue origini napoletane. “Questa città ha conosciuto il mondo greco, il mondo romano, gli angioini e gli aragonesi: ciascuno ha lasciato qualcosa di materiale ma anche qualcosa di immateriale”, ha sottolineato Sangiuliano ricordando come Napoli sia dei napoletani ma anche dell’intera umanità. (Inform)

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