ASSOCIAZIONI
L’Abm fa da ponte tra il territorio bellunese e le comunità d’oltreoceano nel progetto pilota della Regione del Veneto e dell’Ulss 1 Dolomiti per l’inserimento e la formazione di personale infermieristico straniero
BELLUNO – L’Associazione Bellunesi nel Mondo (Abm) partecipa alla prima sperimentazione regionale in Veneto dedicata al reclutamento, all’integrazione e alla formazione di personale infermieristico proveniente dall’estero, un’iniziativa fondamentale per contrastare la carenza di organico nelle strutture sanitarie della provincia e della regione. Il progetto pilota, nato in attuazione della delibera della Giunta Regionale n. 3 del 10 aprile 2026, è stato presentato ufficialmente a Belluno alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa. Al tavolo istituzionale, al fianco della Regione del Veneto, della Prefettura e dell’Ulss 1 Dolomiti, l’Abm ha preso parte attiva insieme all’Università di Padova, all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Belluno, al BIM GSP e all’ATER.
Il commento del Presidente ABM, Oscar De Bona
Il Presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, ha espresso profonda soddisfazione per il coinvolgimento dell’Abm in questo percorso strategico:
“Siamo orgogliosi di mettere a disposizione la forza e la ramificazione della nostra rete associativa internazionale per una sfida così cruciale per la sanità del nostro territorio montano. Le comunità di origine bellunese e veneta all’estero, in particolare nel Brasile meridionale e in Argentina, mantengono vivo un profondo legame affettivo e culturale con la terra dei loro padri. L’Abm farà da ponte e da punto di riferimento per l’orientamento, la prima accoglienza e l’inclusione di questi professionisti nel nostro tessuto sociale. Non si tratta soltanto di dare una risposta immediata a una carenza di organico, ma di costruire un vero progetto di accoglienza integrata e di comunità, dove gli aspetti umani, abitativi e sociali vanno di pari passo con quelli professionali e sanitari”.
Il valore del legame con l’emigrazione: Sud America in primo piano
La fase iniziale del progetto guarda con particolare attenzione all’America Latina, concentrandosi in primis su Brasile meridionale e Argentina. In queste aree è radicata la presenza delle storiche comunità dell’emigrazione bellunese e veneta, affiancate da una solida rete di Famiglie Bellunesi e circoli che consentiranno di agevolare l’informazione, l’orientamento e i primi flussi di accoglienza. La scelta della provincia di Belluno come apripista dell’intera sperimentazione veneta nasce dalla virtuosa convergenza di diversi fattori fondamentali, a partire dal ruolo attivo dell’Abm e dalla presenza capillare delle sue diramazioni all’estero. A questo si affiancano la presenza universitaria sul territorio attraverso la sede del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Padova a Feltre e una forte alleanza territoriale con l’attivazione immediata di sinergie tra enti locali quali ATER, BIM GSP e Ulss 1 per garantire soluzioni abitative e servizi di accoglienza adeguati per i lavoratori in arrivo.
I due canali di accesso e i percorsi formativi
L’iniziativa si svilupperà lungo due direttrici operative principali. La prima prevede l’inserimento diretto di professionisti abilitati, ed è riservata agli infermieri che hanno già conseguito il titolo all’estero e intendono integrarsi nel Servizio Sanitario Regionale nel rispetto dei requisiti normativi sull’esercizio temporaneo e sul riconoscimento delle qualifiche. La seconda direttrice riguarda invece il canale universitario e di completamento degli studi, gestito in stretta collaborazione con l’Università di Padova e con gli atenei esteri partner, pensato per offrire a studenti stranieri specifici percorsi d’integrazione accademica e il conseguimento finale del titolo in Italia.
Formazione, tutoraggio e garanzie di sicurezza clinica
Per garantire un inserimento armonioso e sicuro, l’Abm affiancherà le istituzioni anche nelle delicate fasi di integrazione sociale, mentre l’Ulss 1 Dolomiti curerà l’intero percorso di formazione specialistica. A tal fine saranno predisposti corsi intensivi di lingua italiana e terminologia medico-sanitaria, affiancati da periodi strutturati di tirocinio e affiancamento clinico con tutor dedicati all’interno delle équipe ospedaliere. Il processo sarà garantito da rigorose verifiche preventive sull’autenticità dei titoli di studio, sulle competenze linguistiche e cliniche e sulla piena idoneità di ciascun operatore nel contesto assistenziale del Veneto. (Inform)