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Una vetrina a Belluno in ricordo delle balie da latte

MEMORIA

 

BELLUNO – Viaggio nella Belluno degli anni ’50, ’60, ’70 e non solo. Domenica 29 marzo numerosi negozi del capoluogo bellunese hanno aderito all’iniziativa “Una domenica in centro” allestendo le proprie vetrine con manichini viventi dedicati a epoche del passato recente e lontano. Il negozio “Valigeria extra” ha chiesto la collaborazione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo per la propria vetrina.

E’ nata l’idea di dedicare uno spazio alla Balia da latte, una figura ormai scomparsa nella società moderna, cui in passato venivano delegati ruoli biologici fondamentali della maternità, cioè la cura e l’allattamento dei neonati. Fino agli inizi del Novecento nelle classi agiate era consuetudine affidare i bambini ad un’altra donna, spesso scelta tra i contadini o il personale di servizio, perché provvedesse all’allattamento. Si trattava quindi di una sorta di “madre surrogata” a cui le signore di buona famiglia si rivolgevano per evitare che l’allattamento avesse ripercussioni negative sull’aspetto del loro corpo. La balia era generalmente una donna di umili origini che aveva appena partorito o era in procinto di partorire; doveva trattarsi di una donna sana e robusta per garantire una nutrizione adeguata al bambino. Molte di queste donne partirono proprio dalla provincia di Belluno.

Un atto doveroso per ricordare questa figura femminile. Nella vetrina le modelle si sono vestite con i tipici costumi delle balie accompagnate da diverse valige di cartone e da un baule. (Inform)

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