SOLIDARIETA’
ARQUATA DEL TRONTO (Ascoli Piceno) – Sarà inaugurato mercoledì 18 ottobre alle 12.30 ad Arquata del Tronto il poliambulatorio costruito da Medici con l’Africa Cuamm per garantire assistenza medica alle comunità delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.
Interamente in legno, 70 metri quadrati con sala d’attesa e tre stanze attrezzate per le visite mediche, il poliambulatorio potrà accogliere ogni giorno un medico di base, un pediatra di base e un ginecologo disponibile su appuntamento, oltre che un servizio di assistenza psicologica. In questo modo la popolazione, che dopo il sisma si è trovata ad abbandonare le proprie case e a ricominciare da zero, potrà contare sulla presenza stabile di medici esperti nella comunità.
Lo scorso anno, dopo lo sciame sismico iniziato il 24 agosto, sono state 299 le vittime dei crolli, quasi 32.000 le persone sfollate, per 23 miliardi e 530 milioni di euro di danni stimati (relazione della Protezione Civile del 15 febbraio 2017). Ad Arquata del Tronto, comune originariamente di circa 1.300 persone, dopo il terremoto del 30 ottobre tutti hanno dovuto abbandonare le proprie case. Oggi, con il sorgere dei villaggi di moduli abitativi di emergenza, 800 persone potranno beneficiare dei servizi del poliambulatorio, senza contare gli abitanti delle zone limitrofe o gli sfollati del paese in altre zone vicine, che nell’ultimo anno hanno continuato a trovare il proprio punto di riferimento in Italo Paolini, medico di base di Arquata del Tronto che sarà presente ogni giorno nel Poliambulatorio.
Destinata a servire tutta la popolazione, con un’attenzione particolare alle esigenze di mamme e bambini, la struttura sarà consegnata alla cittadinanza durante una cerimonia a cui parteciperanno il sindaco della cittadina, Aleandro Petrucci, e il consiglio comunale, accanto ai rappresentati della Asl, della Provincia e della Regione. Insieme a loro anche don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, e i donatori e i fornitori che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
“Siamo abituati ad aiutare chi ha bisogno in Africa – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – ma di fronte a quello che è successo appena poco più di un anno fa non potevamo rimanere indifferenti. Anche su richiesta di chi ci sostiene da molto tempo, abbiamo scelto subito di intervenire, partendo dai servizi di base, come siamo abituati a fare in Africa: un piccolo centro, medici competenti a disposizione. La prossimità verso chi ha bisogno non ha distanze, si vive lontano in Africa ma è altrettanto doverosa verso chi è vicino. Pensiamo che sia anche da qui che si possa cominciare a ricostruire una comunità, rispondendo al dolore e ai disagi di tante famiglie che si trovano ad aver perso la propria casa e spesso persone care”.(Inform)