direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Su We the Italians storia, luoghi, personaggi italiani nello Stato americano dell’Indiana

ITALIANI ALL’ESTERO

Umberto Mucci intervista Carol Faenzi, una dei direttori della Italian Heritage Society of Indiana e autrice di “The Stonecutter’s Aria”, libro che racconta alcune storie di emigrazione italiana negli Usa basato sulla sua personale vicenda familiare

 

NEW YORK – Su We the Italians Umberto Mucci intervista Carol Faenzi, una dei direttori della Italian Heritage Society of Indiana e autrice di “The Stonecutter’s Aria”, libro che racconta alcune storie di emigrazione italiana negli Stati Uniti basato sulla sua personale – il bisnonno, si legge nell’intervista, era un intagliatore di marmo di Carrara emigrato in Indiana nella prima parte del XX secolo.

Faenzi si sofferma sulla storia e sulla presenza italiana nello Stato dell’Indiana, su festival, personaggi di rilievo della collettività italiana, su nuove e vecchie emigrazioni. Presenta inoltre l’attività dell’associazione di cui è nel direttivo. Tra esse, l’ultima mostra promossa in collaborazione con il museo Indiana Historical Society – ancora in corso – e intitolata “You are There 1943: Italian POWs at Atterbury”, percorso interattivo in cui viene ricostruita la vita nel campo destinato agli internati militari in Usa, anche italiani, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. “I primi prigionieri che arrivavano erano italiani: erano stati catturati in Nord Africa, e si dice che all’arrivo alcuni di loro pensavano che fossero in India. Non sapevano davvero dove fossero – afferma Faenzi, che segnala come molti di essi, una volta finito il conflitto, si stabilirono in loco e i discendenti ancora visitano la Cappella che venne da loro costruita all’interno del campo, restaurata negli anni Novanta per iniziativa della Italian Heritage Society. Nella mostra interattiva, spiega l’intervistata, “non solo hanno ricreato la Cappella, hanno assunto attori per fare la parte dei prigionieri di guerra, in ruoli come il comandante e il cappellano; si viene trasportati indietro nel 1943 e i visitatori possono parlare con i prigionieri e interagire con loro, fare domande”.

A proposito del suo libro, basato sulla storia dei suoi antenati italiani e pubblicato nel 2005, Faenzi spiega come esso le abbia cambiato la vita. “Non sono più tornata alla mia carriera aziendale, e ho deciso di offrire consulenza e aiuto mediante programmi e workshop per ispirare ed aiutare le persone a preservare le loro storie e tradizioni familiari. Il libro è ancora molto seguito nei con i club di libri e ha anche portato a creare piccole gite di gruppo in Toscana, seguendo i luoghi della mia storia – afferma. Per leggere l’intervista completa: http://www.wetheitalians.com/single_post/old-chapel-heritage-society-beautiful-parish-story-emigration-welcome-italy-indiana. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform