ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Negli ultimi decenni più di 100mila persone l’anno hanno lasciato l’Italia. Giovani, meno giovani e tante famiglie hanno deciso di proseguire il proprio progetto di vita lontano da questo Paese. Si continua a partire oggi come ieri, da sempre. “Storie in movimento”, il nuovo programma di Alessandra Rossi e Toni Ricciardi, realizzato con il contributo del Cgie e del Maeci, in onda da settembre – dal lunedì al venerdì alle 12.55 su Rai3 – racconta in dieci puntate, attraverso interviste, l’intreccio tra la nuova mobilità e coloro che sono partiti in passato. Chi sono, dove sono andati, per quale ragione? E ancora, come hanno affrontato questa esperienza di movimento, ieri e soprattutto oggi? Nella puntata del 7 settembre si è parlato della Spagna, divenuta negli ultimi anni una meta molto attrattiva della mobilità italiana. Tuttavia, questo movimento si sviluppa progressivamente al processo di democratizzazione del post-franchismo. La vittoria del Mondiale dell’82, il progetto Erasmus, quindi la crisi economica del 2008: tutto ciò contribuirà a portare nel Paese iberico decine di migliaia di italiane e italiani. Tra gli intervistati Pietro Mariani, originario di Cagliari e Presidente del Comites Madrid, che ha raccontato come sia nato il suo amore per la Spagna, quasi per caso nel lontano 1988 dopo una vacanza. “Ho girato tutta la Spagna che è un po’ come la Sardegna ma moltiplicata per estensione. Chiamarsi emigrati però, in questa fase storica, è sbagliato: meglio mobilità”, ha raccontato Mariani. “Dopo il franchismo e i Mondiali dell’82 c’è stata l’apertura della Spagna”, ha aggiunto Mariani che avrebbe potuto prendere la cittadinanza spagnola ma ha deciso di mantenere quella italiana, non essendo in Spagna riconosciuta la doppia cittadinanza. “Il vero sdoganamento e la vera apertura della Spagna avviene però nel 1986 con l’ingresso nella CEE mentre nel 1987 parte il progetto Erasmus: il salto di immagine avviene infine con le Olimpiadi del 1992 e la famosa canzone ‘Barcelona’”, ha precisato lo studioso Toni Ricciardi evidenziando come la maggior parte della mobilità in Spagna sia produttiva, riguardando le persone in età lavorativa. “Al 1 gennaio 2021 risultavano iscritti all’Aire, per la Spagna, circa 203mila italiani”, ha sottolineato Ricciardi pur puntualizzando che a questo numero bisogna aggiungere almeno un 30% in più di persone non registrate. Veronica Magliulo da Valencia, originaria di Torre del Greco, ha raccontato il suo percorso di vita spiegando il perché di una scelta che l’ha portata lontano dall’Italia “Sono cresciuta tra le botteghe di corallo, ma la crisi del 2008 è stata per noi devastante”, ha spiegato Magliulo che ha trovato diverse ragioni per l’espatrio: sicuramente la crisi ha contribuito molto, insieme alla facilità di poter aprire un’attività in Spagna e ricominciare in poco tempo, senza l’eccessiva burocrazia italiana. (Inform)