CULTURA
“Cabrini, Santa delle frontiere: dalle migrazioni all’intelligenza artificiale, la persona resti al centro”
SPOLETO – Sabato 26 settembre, a Palazzo Mauri, Gianni Lattanzio ha ricevuto il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2026. Il premio gli è stato assegnato per il libro “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”. Lo promuove lo Spoleto Art Festival, presieduto dal prof. Luca Filipponi, con il patrocinio dell’Associazione internazionale dei critici letterari. “Ricevere questo riconoscimento a Spoleto, città di cultura e di spiritualità, mi emoziona e mi responsabilizza”, ha dichiarato Lattanzio. “Lo dedico ai milioni di italiani che hanno lasciato la loro terra in cerca di dignità, e a chi oggi arriva in Europa con la stessa speranza”. Sull’attualità di Madre Cabrini, Patrona universale dei migranti, Lattanzio ha sottolineato: “Francesca Cabrini è stata una donna delle frontiere. Ha attraversato l’oceano decine di volte e ha fondato scuole, ospedali e orfanotrofi tra le Americhe e l’Europa. Lo ha fatto in un’epoca in cui gli emigranti italiani venivano esclusi e disprezzati. Seppe unire la fede all’azione concreta, l’accoglienza all’educazione e la carità a una straordinaria capacità organizzativa”. “Oggi le frontiere non sono più soltanto geografiche”, ha proseguito. “Sono anche tecnologiche. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando il lavoro, l’informazione, la scuola e la cura. Aprono opportunità immense, ma rischiano di creare nuove esclusioni e nuove periferie digitali, dove interi gruppi sociali restano ai margini. Cabrini ci ricorda che ogni innovazione va misurata sulla dignità della persona. Si fece ponte fra mondi lontani. Allo stesso modo, oggi dobbiamo far sì che la tecnologia unisca invece di dividere e che l’IA resti al servizio dell’uomo, e non il contrario”. “L’ Europa ha scelto di regolare l’intelligenza artificiale mettendo al centro i diritti fondamentali”, ha aggiunto Lattanzio. “È una scelta che risponde allo spirito dell’umanesimo cristiano. Ma le regole non bastano. Servono educazione, formazione e alfabetizzazione digitale, soprattutto per i giovani e per chi rischia di restare indietro. Cabrini investiva nell’istruzione come strumento di emancipazione. Oggi quella lezione significa garantire a tutti gli strumenti per comprendere e governare il cambiamento tecnologico”. “Con questo libro ho voluto proporre un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”, ha concluso. “Il messaggio di Cabrini è una bussola per il presente. Vale per le migrazioni e vale anche per l’era digitale: nessuna frontiera, fisica o tecnologica, deve far perdere di vista la persona”. Il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura premia autori che si distinguono per il valore culturale e civile delle loro opere. (Inform)