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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Seconda guerra del Nagorno Karabakh, interrogazione dei senatori di Italia Viva Marino e Garavini sulla situazione umanitaria tra Azerbaigian e Armenia

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il senatore mauro Maria Marino (IV) e la senatrice Laura Garavini (IV), eletta nelle ripartizione Europa, hanno presentato al Ministro degli Esteri un’interrogazione circa le conseguenze derivate dall’accordo di conclusione della seconda guerra del Nagorno Karabakh. Il 9 novembre 2020 Azerbaigian, Armenia e Russia siglavano una dichiarazione tripartita con la quale si concludeva la cosiddetta seconda guerra del Nagorno Karabakh; al termine del conflitto, in seguito a delle conquiste armate, come quella della città di Shusha, e alla fine dell’occupazione armena in territorio azero, l’Azerbaigian ha ripristinato la sua sovranità su parte dei territori persi nel 1994, relativamente ai quali l’appartenenza all’Azerbaigian secondo i principi del diritto internazionale è stata riconosciuta da una serie di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Uno dei temi urgenti che caratterizzano lo scenario del post conflitto e che continuano a rappresentare un serio pericolo per la stabilizzazione della pace, nonché per la sicurezza di coloro che abitano le regioni interessate, soprattutto quelle che erano soggette all’occupazione armena, riguarda la questione dello sminamento dei territori. Nelle memorie depositate il 23 settembre 2021 presso la Corte internazionale di giustizia, l’Azerbaigian ha dichiarato che in seguito a una verifica tecnica compiuta dall’Agenzia nazionale dell’azione antimine dell’Azerbaigian (ANAMA) è stato determinato che il 75% dei territori azeri precedentemente soggetti all’occupazione armena è classificabile come a rischio, con ampie zone che variano dall’alto al basso livello di contaminazione di mine inesplose. La mappatura delle mine inesplose dimostra che tali ordigni sono presenti in zone ad alta densità di popolazione, ovvero in aree lontane da ex postazioni militari e vicine a “campi agricoli, cimiteri, giardini e altre aree di interesse economico e sociale”; considerato che durante la missione, svoltasi nella regione del Caucaso nel dicembre 2021, il sottosegretario per gli affari esteri e alla cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano, ha offerto, tra gli altri, il contributo italiano relativamente al tema dello sminamento, si chiede di sapere attraverso quali strumenti bilaterali e multilaterali, inclusi i canali diplomatici, si stia dando seguito all’impegno preso con il popolo azero dal sottosegretario in occasione della missione svoltasi nel Caucaso nel dicembre 2020, concretizzando il contributo del nostro Paese alle operazioni di sminamento delle regioni dell’Azerbaigian interessate dal conflitto del Nagorno Karabakh. (Inform)

 

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