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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunita a Niedergösgen-Schönenwerd la Conferenza dei presidenti e delegati della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera

ASSOCIAZIONI

 

Espresso disappunto per i contenuti ed il metodo con cui è stata proposta la riforma elettorale. Criticato l’emendamento che consente ai cittadini italiani che non risiedono all’estero di candidarsi in una delle ripartizioni geografiche fuori dai confini nazionali

 

ZURIGO –  La Conferenza dei presidenti e delegati della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera riunita a Niedergösgen-Schönenwerd lo scorso 22 ottobre,  ha espresso unanime disappunto nei confronti della legge elettorale che il Parlamento italiano si accinge ad approvare.

La FCLIS , pur nella consapevolezza della necessità di andare al voto con una legge elettorale che armonizzi le modalità di elezione di Camera e Senato, condivide infatti il giudizio di chi ritiene la legge attualmente in discussione, denominata “Rosatellum bis”, sia in primo luogo sbagliata nel metodo in quanto proposta con urgenza, forse in maniera intenzionale, a ridosso della scadenza elettorale “per giunta sottoponendola – precisa la nota – ad un voto di fiducia, esautorando, in tal modo, il Parlamento della sua funzione precipua. Secondo la FCLIS la norma appare inoltre sbagliata nel merito poiché “al di là dell’architettura istituzionale con la quale è stata concepita, consegna de facto la composizione di almeno i due terzi del parlamento alle segreterie, se non ai singoli segretari, dei partiti, relegando il cittadino, privato della possibilità di esprimere la propria preferenza per un candidato, al rango di spettatore pagante le conseguenze, consentendogli di manifestarsi, come tifoso di questo o di quel partito”.

Per quanto poi riguarda la circoscrizione Estero, per la quale il sistema elettorale resta proporzionale con la possibilità di esprimere le preferenze, la Conferenza dei presidenti della FCLIS critica fortemente “l’approvazione dell’emendamento che consente ai cittadini italiani che non risiedono all’estero, pertanto non iscritti all’AIRE, di candidarsi in una delle ripartizioni geografiche fuori dai confini nazionali. A chi relativizza, appellandosi ad un presunto diritto di reciprocità la FCIS  risponde “che tale eventualità avrebbe ragione di essere valutata se effettivamente ai cittadini italiani all’estero fosse riservata una quota parte di parlamentari proporzionale al numero degli elettori. Così fosse, ne deriverebbe che nella circoscrizione Estero verrebbero eletti una sessantina di deputati e una trentina di senatori. Così invece non è. All’estero possono essere eletti 6 Senatori e 12 Deputati. Ciò ne determina – conclude la nota – l’unicità sancita dalla legge 459 del 27 dicembre 2001. Unicità che per sua natura non può prevedere reciprocità”. (Inform)

 

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