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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riunione online della Commissione Sicurezza, tutela sociale e sanitaria del Consiglio Generale sulla convenzione fra Maeci e Patronati

CGIE

 

Schiavone (CGIE):  chiediamo che si arrivi alla stipula della convenzione il più presto possibile

 

ROMA – Si è tenuta online la riunione del Cgie, convocata dalla  Commissione tematica “Sicurezza, tutela sociale e sanitaria”, volta ad un confronto tecnico, politico, informativo in materia di previdenza internazionale. Maria Candida Imburgia, presidente della II Commissione tematica del Cgie (Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria), ha presentato i lavori della plenaria indetta per affrontare in particolare il tema della stipula della convenzione tra Maeci e Patronati e il tema dei rapporti tra questi ultimi ed i Consolati. C’è una legge datata venti anni (legge 152/2001) che stabilisce una nuova disciplina in prospettiva di una valorizzazione dei Patronati come persone giuridiche di diritto privato che svolgono funzione di pubblica utilità: un riconoscimento del prezioso lavoro di segretariato sociale. “Quel dettato è frutto del riconoscimento di questo lavoro e nel corso degli anni i Patronati hanno gettato le basi di un miglioramento e quella legge era il segno di un cambio epocale e di trasformazioni sociali ed economiche di inizio secolo per soggetti deboli e bisognosi di assistenza contro le logiche liberiste”, ha esordito Imburgia evidenziando come il ragionamento riguardi più specificamente gli italiani all’estero. “C’è da affrontare ora e subito l’attuazione dell’articolo 11 della legge 152 – ha aggiunto Imburgia parlando dell’attività di supporto alle autorità diplomatiche – poiché la chiarezza della norma non lascia spazio a interpretazioni ma serve questa convenzione con il Maeci. La mancanza della convenzione tra Maeci e Patronati rischia di lasciare i nostri connazionali senza tutele eppure i Patronati danno prova quotidiana di disponibilità e competenza”, ha precisato Imburgia sottolineando che anche durante la pandemia i Patronati sono stati di indispensabile aiuto ai connazionali. Inoltre è sempre maggiore il numero dei pensionati italiani; esiste altresì il fenomeno degli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana e hanno diritto alla nostra assistenza anche all’estero; poi c’è la nuova mobilità internazionale di giovani che spesso non attivano i percorsi di ufficializzazione con l’iscrizione Aire. “La bozza predisposta è una sorta di accordo quadro con in seguito una fase di livello tecnico per protocolli operativi suscettibili di miglioramenti. Siamo di fronte ad un atto dovuto per dare seguito a una norma di esigibilità per i diritti dei cittadini bisognosi di tutela”, ha concluso Imburgia. Il Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha parlato di queste attività che i Patronati svolgono e in forma non necessariamente sovrapposta a quella dei Consolati: Patronati che offrono informazioni e lo sforzo deve andare nella direzione di rendere sempre più le informazioni dei Patronati omogenee a quelle trasmesse dalla rete dei Consolati. “I Patronati fungono anche da antenne su specifici casi di connazionali in difficoltà e si fanno carico della segnalazione presso la nostra rete, come avvenuto durante la pandemia dove c’è stata una sinergia positiva”, ha rilevato Della Vedova non escludendo la possibilità di aprire nuove forme di collaborazione tra Maeci e Patronati sulla base di regole certe e codificate, in una fase in cui c’è una crescita della domanda di sostegno e di servizi in svariati ambiti e non tutti disciplinati dalla normativa. “Siamo ancora dentro la pandemia: non è finita e molti connazionali sono in Paesi dove la fase acuta ancora non è arrivata. Un piano di emergenza pandemica per i connazionali all’estero, quindi una collaborazione, potrebbe essere utile per farsi trovare pronti anche in tal senso”, ha evidenziato Della Vedova sottolineando la necessità di far partire su indicazione del Cgie questo processo in tempi ragionevoli.

Il Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone, ha parlato di un obiettivo sul quale si sta lavorando da tempo insieme a diversi Sottosegretari e ha espresso soddisfazione per l’apertura di Della Vedova, che ha invitato lo stesso Cgie ad attivarsi per incentivare una fase più avanzata di tale progetto. “L’auspicio è che la partnership tra pubblico e privato possa diventare realtà anche all’estero, andando al di là delle enunciazioni perché il valore aggiunto al quale faceva riferimento Imburgia invita ad essere pragmatici”, ha commentato Schiavone sottolineando come anche i Comites si siano messi a disposizione della rete consolare in difficoltà in tante aree del mondo. L’invito di Schiavone è stato dunque quello di finalizzare la bozza già discussa in altre occasioni. Il Segretario ha parlato della rete consolare che necessita di rinforzi vista la difficoltà degli uffici nel mondo con il lavoro su turnazione: Consolati che non lavorano a regime e con il lavoro agile che non ha prodotto i risultati sperati. “L’azione di Patronati e associazioni è stata fondamentale: occorre riscrivere la circolare sul ruolo delle associazioni per dare alle stesse dei compiti e delle prerogative e al contempo occorre riconoscere ai Patronati quanto indicato dalla legge 152 del 2001”, ha sottolineato Schiavone. Gianluigi Petteni, Presidente Cepa Inas-Cisl, ha invitato a rileggere i Patronati senza ideologie per quanto fatto in Italia e all’estero. “Riteniamo che questa rete abbia un valore? Questa rete c’è ed è disponibile a mettersi in gioco ma c’è un limite: nel 2017 è stato presentato il testo della convenzione. Se ci sono condizioni diverse è meglio che ce lo diciamo, se invece ci sono le condizioni opportune allora lavoriamo. Non serve a nessuno restare a metà del guado”, ha concluso Petteni. Michele Pagliaro, Presidente Inca, ha parlato di quanto disposto dalla stessa Costituzione e di un ruolo irrinunciabile dei Patronati, secondo quanto dimostrato in un momento anche molto difficile. “L’emigrazione negli ultimi venti anni ha cambiato connotazione: oggi c’è anche un’emigrazione circolare di italiani che vanno via per studio o per evitare la pressione fiscale del nostro Paese. In questo anno e mezzo di pandemia abbiamo vissuto momenti difficili, dove la stessa Europa non ha trattato a dovere i nostri giovani che sono stati costretti a rientrare”, ha commentato Pagliaro evidenziando come i Consolati a volte esternalizzino i servizi e quindi questa convenzione potrebbe portare a dei risparmi. Silvana Roseto, Presidente Ita-Uil, si è chiesta se ci sia finalmente la possibilità di portare a casa questo risultato dopo venti anni. “Dobbiamo dare voce ai tanti italiani all’estero e alle loro esigenze. Riusciamo già a farlo come Patronati non solo per la quantità delle sedi all’estero ma soprattutto per la loro qualità: offriamo già servizi di supporto ai Consolati e bisognerebbe soltanto formalizzare ciò che in realtà già esiste”, ha sottolineato Roseto nella consapevolezza che i tempi sono maturi per supportare la rete consolare. Paolo Ricotti, Patronato Acli, ha ricordato che il fenomeno dell’emigrazione italiana sta cambiando “e se qualcuno pensava qualche anno fa che fosse residuale, si stava sbagliando: è un po’ meno stanziale del passato e più in contatto con il nostro Paese ma è un’emigrazione che va sostenuta”, ha spiegato Ricotti che vede in questa emigrazione uno stimolo all’Italia in quanto ormai vera e propria ‘regione’ italiana che vive fuori dai nostri confini. Ricotti ha chiesto regole certe per i Patronati: “occorre il riconoscimento del ruolo di ognuno”. Rita Blasioli Costa, consigliera Cgie-Brasile, ha ricordato che sui territori la collaborazione  tra Patronati e Consolati già esiste ma questo non può dipendere dalla valutazione del Console di turno o basata sulla discrezionalità. “La legge c’è ma le esigenze sui territori sono cambiate molto rispetto a venti anni fa”, ha aggiunto la consigliera che ha espresso ottimismo per la possibilità di portare a casa il risultato. Renato Palermo, consigliere Cgie-Uruguay, ha chiesto legittimazione dell’attività svolta dai Patronati che non può essere affidata alla discrezionalità . Mariano Gazzola, Vicesegretario Generale del Cgie per l’America Latina, ha ricordato che nella realtà questa collaborazione già esiste ma viene amministrata discrezionalmente da ogni ufficio consolare. “Servirebbe una regolamentazione generale sotto tutti i punti di vista per avere una maggiore garanzia per attività così importanti. Manca poi un ambito particolare: quello dell’informazione: oggi un connazionale in Sudamerica, quando ha bisogno di informazioni, solitamente non si rivolge al Consolato”, ha spiegato Gazzola. Silvana Mangione, Vicesegretario Generale del Cgie per i Paesi anglofoni extraeuropei, ha parlato di sussidiarietà che è un fatto ormai scontato visto che in territori molto vasti non sarebbe possibile, senza i servizi dei Patronati, sopperire alle difficoltà dell’intera rete estera. Mangione ha altresì sottolineato che i Patronati si sostengono sui punteggi derivanti delle pratiche offerte, ma i servizi dati a Consolati e cittadini non offrono spesso la possibilità di acquisizione di questi punteggi.

Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, ha parlato di corroborare e strutturare ulteriormente una collaborazione che già va avanti da tempo. “Questo progetto di convenzione lo abbiamo messo a punto anni fa ma poi non è stato discusso. Lo schema è quello della convenzione quadro che prevede un impianto dedicato ad aree come: nuova mobilità, pensionati, assistenza speciale per l’emergenza sanitaria”, ha spiegato Vignali evidenziando che dall’accordo quadro si arriverebbe poi a dei protocolli operativi per i diversi ambiti disegnati per far funzionare questa convenzione. “La convenzione intanto delineerebbe le aree di intervento. L’amministrazione è pronta e ora la politica deve darci il suo avallo”, ha rilevato Vignali precisando coma l’ipotesi avanzata sia quella che il Cgie riformuli formalmente l’indicazione che il Consiglio Generale vuole una proposta di convenzione, essendo nel frattempo passato molto tempo. “Un riferimento al mondo delle associazioni ci sarà”, ha concluso Vignali. Imburgia si è detta dal canto suo pronta all’invio della bozza al Ministero, dopo le parole di Vignali. Schiavone ha chiuso la riunione evidenziando che quanto detto fotografa le esigenze attuali. “La richiesta formale domattina sarà nel terminale del Direttore Generale: davo per scontato quanto finora discusso ma evidentemente ogni Sottosegretario con delega riparte da zero”, ha sottolineato  Schiavone auspicando a questo punto che la convenzione entri in vigore prima dell’elezione del nuovo Cgie quale strumento da presentare positivamente anche nella prossima Conferenza Permanente Stato-Regioni-PA-Cgie più che come argomento ancora da definire. “Alla richiesta quindi rispondiamo ‘presente’ ma chiediamo che si arrivi alla stipula della convenzione il più presto possibile. E’ un difetto del nostro ordinamento quello di produrre leggi che, dopo venti anni, non vengono ancora applicate”, ha puntualizzato Schiavone tornato infine a chiedere più attenzione, anche economica, per le associazioni. (Simone Sperduto/Inform)

 

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